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Lettere alla Gazzetta

Non siamo uguali di fronte alla Sanità

È accaduto a Bari, pochi giorni fa. Un uomo di 70 anni, colto da infarto e trasportato al Policlinico, è stato «smistato», per mancanza di posti-letto, a Matera, dove è morto.
Il tragico episodio non è il primo e, purtroppo, se non cambiano le cose, non sarà l'ultimo. Può accadere a ognuno di noi.
In genere i medici non sono responsabili, fanno quel che possono e spesso molto di più. E' il sistema che non va. Una Regione bene organizzata, una città metropolitana quale è Bari, dovrebbero sapere dimensionare il servizio sanitario alle prevedibili esigenze della gente del territorio. Di tutti. E non affidare la vita di una persona ad una specie di lotteria nella quale vince il più fortunato, chi arriva per primo e gli altri devono arrangiarsi, andare altrove.
È la stessa storia dei tempi di attesa lunghissimi per una Tac, una risonanza magnetica o altro esame tecnicamente complesso.
Non cambia mai nulla. Quante segnalazioni ai giornali sono state fatte di episodi del genere, quante promesse non sono state mantenute!. Intanto una famiglia perde una persona cara, che magari sarebbe stato possibile salvare - l'assurdo di queste situazioni - grazie ai progressi della medicina e della tecnica che pure sono a disposizione della società. Di una società bene organizzata.

Franco Iusco, Bari

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