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In Puglia e Basilicata

Lettere alla Gazzetta

Un ricordo dell’ing. Enrico Campanile: tra competenza e passione per l’uomo

17 Agosto 2022

vincenzo.larosa

Enrico Campanile era una persona buona e competente. Il suo garbo e la sua mitezza erano le qualità che subito colpivano chi veniva a contatto con lui. Gli si voleva bene a Enrico. L'ho conosciuto in occasione della Summer School ASTEI - Apulian School in Transport Economics and Infastructures - promossa dal Dipartimento di Economia, Management e Diritto dell'Impresa dell'Università di Bari e, per un anno, ho avuto l'onore di collaborare con lui, per il tramite della prof. Angela S. Bergantino (Ordinario di Economia Applicata presso l'Università degli Studi di Bari e Direttore scientifico dell'ASTEI), all'allora Sezione Trasporto Pubblico Locale e Grandi Progetti del Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia e Paesaggio della Regione Puglia. È così che ho avuto modo di apprezzare la sua competenza di brillante Dirigente ma anche la sua amorevolezza di educatore appassionato delle nuove generazioni. Fotografia di un profondo impegno cristiano che non aveva mai ostentato. In uno degli ultimi incontri, a proposito di un lavoro sui collegamenti tra i comuni delle Aree Interne di Puglia e i grandi centri urbani della Regione mi disse:《Il trasporto, prima che "il trasferimento di cose e persone", è un diritto innegabile dell'uomo. È nostro compito creare le condizioni affinché nessuno, in questa Regione, si senta escluso a causa dei trasporti. I trasporti sono un tassello necessario per sentirsi comunità》. E per un giovane di Andria, dopo la sospensione della tratta Bari-Nord a causa dell'incidente ferroviario di Luglio 2016, il significato di quelle parole assume ancor più forza. È questo l'insegnamento più bello che un tecnico, da Dirigente, possa offrire. Guardare alle politiche pubbliche in funzione dei diritti dei cittadini e della costruzione della comunità. A dimostrazione che la buona Politica non è un problema soltanto di numeri, ma di persone. E l'impronta di Guglielmo Minervini era chiara, qui. Del resto Enrico era fatto della stessa pasta. Grazie, Enrico, fai buon viaggio.

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