Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 08:49

LETTERE ALLA GAZZETTA

L’ospedale unico del Nord Barese alla prova dei campanilismi

L’idea di accorpare in un’unica struttura quel che resta degli ospedali di Corato, Terlizzi e Molfetta è a dir poco singolare e arduo da realizzare. Singolare per il fatto che, al di là delle antiche lotte di campanile, gli stessi sanitari fino a poco tempo addietro si sono fatti guerra spietata. Oggi, che si cerca di salvare quel che si può, riusciranno i medici a superare storiche rivalità? Può anche essere, dato che ora si tratta di mettere insieme e armonizzare diverse specialità, a differenza che in passato quando non mancavano le eccellenze «fastidiose». Difficile da realizzare in quanto, volutamente, non è stato detto né proposto quale delle tre strutture privilegiare nel salvataggio, rinunciando definitivamente alle altre due. E in questo entra pesantemente la politica: da Molfetta si sono già levate grida, sebbene completamente fuori tema, visto che si è richiamato il progetto del nuovo ospedale territoriale per il Nord Barese, che, andando così i conti del settore, molto difficilmente avrà mai attuazione, come con tutta probabilità avverrà anche per gli altri tre previsti.
E non trascuriamo i campanili. Chi quelle lotte le ha vissute sa bene che non sarà semplice la scelta. Che, non tanto per ragioni di storia quanto per motivi di praticità, dovrebbe ricadere su Terlizzi, equidistante sia da Corato che da Molfetta (o ancor meglio da Giovinazzo, che vi si riferisce per tradizione). Tra l’altro è probabilmente l’ospedale in cui si è speso di più per la ristrutturazione e quello dei tre che in altri tempi ha avuto il ventaglio più ampio di discipline, sia mediche che chirurgiche. Certo Ruvo, scelto come «campo neutro» per discutere la proposta, ha un ormai lontano trascorso di ospedalità davvero molto limitata. Una situazione quasi analoga si era venuta a creare dieci anni fa, con la costituzione della nuova Asl Ba2 (nuova per il territorio, diverso dall’omonima precedente), seguita dai consueti notevoli attriti tra i vari paesi, malgrado non vi fosse alcuna chiusura. In quella asl vi erano anche Bitonto e Palo del Colle (anch’essi equidistanti) che potrebbero rientrare nel nuovo progetto, come riferimento alternativo all’ospedale S. Paolo di Bari.
Come andrà a finire? Chissà!

Giuseppe Gragnaniello, Terlizzi (Ba)

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