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Se un abbraccio può durare una vita

«Le avevano detto di stare attenta, ma che si meritava divertimento dopo il lockdown»

Se un abbraccio può durare una vita

Loro le avevano detto di stare attenta e a distanza dagli altri, ma che si meritava un po’ di divertimento dopo il lockdown e i due esami universitari fatti online e in cui era riuscita ad ottenere il massimo dei voti con loro grande soddisfazione.

La ragazza parte con le amiche per giungere a Monopoli. «Il solito traffico su questa strada» dice all’amica. «Ci fermiamo al bar di quella grande stazione di servizio sulla strada così ci prendiamo un caffè che la serata è lunga. Voi che dite?» ripose l’amica. Le ragazze si fermano come stabilito ed incontrano altri due amici proprio lì che casualmente andavano alla stessa serata.

«Sarà la serata più bella della stagione. È l’inaugurazione è c’è un DJ famosissimo» disse uno di loro. «dai muoviamoci non vedo l’ora» disse l’altro.

Partono tutti insieme per la serata. Arrivano a Monopoli, parcheggiano pagando il solito posteggiatore che non molla neanche in periodo di Covid e si mettono in fila per entrare. «Ci siamo messi in lista, qui si entra solo su lista» disse Sabrina. «Secondo te? Siamo state le prime e ho inserito anche il tuo amico» disse l’amica con tono quasi polemico «e ricordatevi di dare all’ingresso Nome, Cognome e numero di telefono è obbligatorio per il Covid». «Ma io ho già scaricato l’applicazione “Immuni”» dice l’amica. «Non fa nulla, devi dare anche i tuoi dati all’ingresso» dice l’altra.

Finalmente entrano e il lido era effettivamente come se lo aspettavano. «È bellissimo, con una terrazza sul mare e la musica è fantastica. Massimo sarà contento» pensò Sabrina.

Mentre si trova al bar con le amiche a prendere la consumazione obbligatoria le arriva un messaggio sul telefonino «Sono arrivato! Sono all’ingresso, ho una giacca blu, camicia bianca e jeans. Ti aspetto. Non vedo l’ora».
Appena giunta all’ingresso vede un bellissimo ragazzo castano con capelli ricci e occhi verdi con un sorriso beffardo, ma affascinante. «È lui» dice alle amiche «Mi batte il cuore» dice avvicinandosi.

«Ciao finalmente, non vedevo l’ora!» disse lui e lei rispose «anche io» arrossendo. Proprio in quel momento era nato un nuovo sentimento tra i due molto più forte di quel legame mentale che si era creato nell’etere. Era un sentimento concreto.
I due ballano tutta la notte senza mantenere le distanze ovviamente perché impossibilitati dal farlo sia per il sentimento che li aveva travolti che per la folla di gente che aveva invaso quel posto fantastico.

La mattina alle sei è ora di tornare a casa e i due si salutano con un romanticissimo bacio come quelli che si vedevano in quei vecchi film americani con Cary Grant che vedeva sempre la nonna di Sabrina.

Mentre stanno uscendo dalla discoteca il telefono dell’amica di Sabrina inizia a suonare. «Chi è?» Chiede Sabrina. «È l’app. “Immuni” forse abbiamo incontrato un positivo» dice sbiancando. «Forse è un errore» dice Sabrina. «Cosa dobbiamo fare?» dice l’altra ragazza. «Ora torniamo a casa e andiamo a dormire ci pensiamo domani». Per la stanchezza, decidono di procastinare tutte le decisioni e tornano a casa, ma nessuna di loro riesce a prendere sonno.

Appena si svegliano parlano con i genitori che chiamano il numero predisposto. Non è stata l’unica segnalazione giunta sono stati avvisati tutti i partecipanti alla serata e verranno tutti monitorati e se presenteranno sintomi sarà effettuato il tampone. Per adesso si metteranno tutti in isolamento domiciliare. «Ma io devo uscire, devo andare a mare a Monopoli domani. Ci siamo già organizzati». dice Sabrina presa dal panico.

«Non dire fesserie! Dobbiamo rimanere in casa. Purtroppo è successo ed ora dobbiamo rispettare le indicazioni»
Sabrina corre in camera, si butta sul letto ed inizia a piangere disperata. «Quando finalmente l’amore bussa alla mia porta arriva anche il virus. Non è possibile!» pensò con le lacrime che gli grondavano dal viso senza fermarsi.

Chiama Massimo e gli racconta l’accaduto, ma lui sa già tutto perché anche lui aveva installato l’applicazione e si trova proprio ora all’ospedale di Brindisi per un attacco di tosse così forte da non poter respirare.

«Mio Dio, che giornata devastante» pensa Sabrina «Cosa si può fare? Dobbiamo attendere e sperare che nessuno di noi abbia effettivamente contratto il coronavirus».

Passano i giorni e Sabrina non ha sintomi, come tutti i suoi parenti probabilmente sono asintomatici. «Per ora tutto bene» pensa Sabrina. Massimo è risultato positivo, ma è guarito velocemente anche se non è più lui perché in questo periodo disgraziato ha perso il padre per il Covid. È rimasto solo con la madre che piange tutti i giorni. Per ironia della sorte la pandemia li ha colpiti nel profondo proprio qui nel sud dove i casi sono sempre stati pochi e non in Lombardia dove per mesi c’è stato il boom dei contagi. Massimo ora non vuole più vederla perché nell’irruenza giovanile incolpa anche Sabrina dell’accaduto oltre che il destino.

Il primo amore è terminato prima di cominciare veramente. Una storia mai iniziata che poteva diventare una grande storia d’amore distrutta dalla pandemia e dal caso che li voleva proprio lì quella maledetta sera. Sabrina non aveva mai creduto al destino che concretizza i piani forse di una natura matrigna che alle volte si diverte a giocare con la vita delle persone bensì al caso fortuito che seleziona random gli avvenimenti e i soggetti ai quali vengono proposti. Come vorrebbe avere una fede incrollabile, come sua nonna, in un essere superiore che tutto decide, che le permetterebbe di incolpare qualcosa o qualcuno di tutto ciò che le accade e che le assicurerebbe un futuro nella grazia dopo la morte. La vita sarebbe molto più semplice.
Passano gli anni e Sabrina cresce con il trauma inconscio di quella storia, mentre legge alcune notizie su Facebook, scopre un articolo sulla riapertura di un locale famoso di Monopoli ai tempi della pandemia che è rimasto chiuso per ben dieci anni e che riapre con una bellissima inaugurazione. «Non ci posso credere proprio quel locale» pensò Sabrina ricordando i bellissimi momenti passati lì con Massimo.

Sabrina parte proprio quel sabato sera per andare all’inaugurazione del locale e per rivivere quel sentimento che purtroppo non ha più conosciuto.

Entra nel locale e ricorda perfettamente tutto. Torna indietro come in un film in bianco e nero, rivede le amiche e tutti gli altri e lì all’ingresso Massimo con quel sorriso che le fece perdere la testa in un secondo, «ma no, non è possibile!» dice ad alta voce stropicciandosi gli occhi. «Si è possibile» sente una voce in lontananza «Sono proprio io, un po’ più vecchio, ma sono io. Speravo di ritrovarti qui, ma non ci credevo veramente». L’abbraccio fra i due durò un tempo infinito e forse durerà per sempre. 

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