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Dopo le mascherine alla ricerca della vera felicità

La voglia di uscire è tale da far dimenticare la paura del virus. Gli amici la chiamano tutti i giorni

Dopo le mascherine alla ricerca della vera felicità

Da piccola aveva letto alcune frasi di Einstein e da allora le aveva seguite pedissequamente riadattandole su se stessa come un sarto: «non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore»; «il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere». Inoltre, da sempre era interessata ai documentari, all’arte, alle scoperte scientifiche, alle invenzioni e alla ricerca in tutta la sua vastità. Aveva subito pensato che se tutti si dedicassero ad una vita semplice con un lavoro «normale» saremmo rimasti all’età della pietra. Non saremmo andati sulla luna, non avremmo i computer, le automobili e tante altre scoperte che sono nate dalla curiosità di qualcuno che aveva un sogno da realizzare e che ha lottato per realizzarlo. Gli uomini anzi i sognatori hanno posto le basi per la nostra evoluzione.

Aveva incontrato tante donne durante il suo percorso di vita, alcune realizzate nel lavoro, ma tristi, altre realizzate nella famiglia e anch’esse tristi come altre felici in tutte e due le categorie. Da cosa dipendeva questa felicità? Dall’accontentarsi di ciò che si ha o è vera felicità? La confusione aumentava! Purtroppo nella piccola realtà che Alice conosceva solo poche donne riuscivano a realizzarsi completamente nel lavoro e nella famiglia e solitamente questo era collegato ad una figura maschile evoluta che comprendeva l’importanza per la donna di tutto questo e che la aiutava a raggiungere i suoi obiettivi dando la più ampia disponibilità. L’uomo medio non accetta facilmente una donna realizzata che guadagni più di lui anche se nelle ultime generazioni si assiste ad un forte cambiamento che ci fa ben sperare.

Termina il lockdown nel bel mezzo di queste riflessioni. La voglia di uscire è tale da far dimenticare la paura del virus. Gli amici di vecchia data la chiamano tutti i giorni ed il tempo ricomincia a scorrere come prima, ma le riflessioni fatte durante la chiusura continuano a fermentare nel subcosciente. Decide di partire per una vacanza per Barcellona dove era stata felice venti anni prima con l’amica di sempre Giada. Purtroppo mentre sono lì, i contagi ricominciano a salire in modo esponenziale proprio nella zona che avevano scelto per il loro soggiorno. Cosa fare? Le due ragazze sono in preda al panico, il tormento del virus non le fa riposare, non è più una vacanza, ma una sofferenza avere paura di tutto e di tutti, proprio ora che pensavano di poter ricominciare a vivere nella normalità. Non possono tornare in Italia perché è prevista una quarantena di quattordici giorni per chi rientra dalle zone a rischio perdendo l’intera estate, tanto vale rimanere in Spagna spostandosi nelle isole Baleari che hanno meno contagi. Arrivano all’aeroporto di Palma di Maiorca, ma dalla misurazione della febbre per Alice risulta qualche linea al di sopra del limite stabilito. Dopo aver effettuato il tampone, l’attesa è un insieme di ansia e stress con il terrore di risultare positive, non riescono né a mangiare e né a dormire l’unico conforto è l’amicizia ventennale che le lega e che le unisce ancora di più in questo frangente. Giunge il risultato che purtroppo è positivo solo per Alice e inizia il travaglio fino all’ospedale dove parte la terapia anti-virale prevista dai protocolli. Nel letto accanto a quello di Alice una ragazza greca, che vive in Spagna da tanti anni, attaccata all’ossigeno e che per una settimana era stata in terapia intensiva. Il fratello specializzando di un altro reparto di una gentilezza quasi irreale, era l’unico della famiglia che poteva entrare a trovarla e tutti i giorni le portava qualcosa senza lamentarsi e sempre con il sorriso sulle labbra anche nei momenti più difficili. «Questo ragazzo ha un equilibrio eccezionale» pensò estasiata. Nei giorni successivi la sua ammirazione per quel giovane aumenta fino al punto in cui decide di fermarlo nel corridoio per dirgli tutto ciò che pensa di lui. Da quel momento nasce una forte amicizia basata sul rispetto e l’ammirazione reciproca. La degenza della sorella era giunta al termine, ma lui continua a tornare in reparto per Alice. Lei si accorge che quella bellissima amicizia è diventata troppo importante e che non avrebbe mai potuto rinunciare a lui. Con il coraggio che negli ultimi anni la contraddistingueva decide di farsi avanti nella speranza di essere ricambiata. Aveva rinunciato a troppe occasioni per un’amicizia che poi con il tempo si era comunque affievolita. Il giorno dopo l’ultimo tampone di controllo risultato negativo, lui le porta un mazzo di fiori e lei mentre si protende per ringraziarlo decide di baciarlo sulla bocca e lui ricambia con passione quel bacio, senza paura dimostrando il suo amore. Lui è innamorato perso di lei, ma lei ha i soliti dubbi e avendo rischiato la vita è ancora più incerta del futuro, inoltre lui è più giovane di lei, ha quindici anni meno di lei ed è un giovane precario come quasi tutti i ragazzi di oggi. Cosa penseranno i parenti e gli amici di questa relazione? Sente già le critiche purtroppo ovvie di uomini e donne sempre impegnati nel dare giudizi inutili su tutto ciò che riguarda estranei e conoscenti e che se perdessero quel tempo nel riflettere su se stessi e nel guardarsi dentro in un proficuo lavoro di autoanalisi sarebbero sicuramente persone migliori.

Se si potesse stare in un’isola deserta sicuramente varrebbe soltanto il loro amore senza nessun dubbio che derivi dal vivere in una società che si professa moderna e aperta, essendo invece nel piccolo della vita quotidiana avvolte ancora chiusa e retrograda. Uscita finalmente dall’ospedale lei decide di rimanere per altre due settimane a casa di Andreas. Una sera parlando con gli amici di lui nota, dai discorsi fatti, che le donne spagnole sembrano più aperte, libere, indipendenti, socialmente e politicamente impegnate rispetto alle sue vecchie conoscenti. Tutte loro ritengono ovvio e normale conciliare lavoro e famiglia e non hanno alcun dubbio a riguardo. È un sogno o forse la soluzione era a portata di mano. Chiedere lo Smart Working al lavoro, preparare un progetto di collaborazione con un ente spagnolo e vivere la sua bellissima storia con Andreas. Ad un anno di distanza da quell’avvenimento l’amica di sempre Giada riceve una breve lettera da Alice che la invita a Palma di Maiorca per una settimana e lei accetta con piacere. Parte per le Baleari e giunta in aeroporto trova Alice e Andreas ad aspettarla. «Ciao Giada, come è stato il volo? Dobbiamo darti una bellissima notizia. Aspetto una bambina e abbiamo deciso di sposarci. Vuoi farmi da testimone Giada? Ti prego dimmi di sì!» disse Alice a mani giunte. «Perché non mi hai detto nulla! Sono felicissima per voi! Stai scherzando, non vedevo l’ora!» rispose Giada in preda all’euforia anche se rimasta quasi interdetta il primo minuto dopo aver saputo la notizia. «Domenica ci sposiamo in comune qui a Palma dove rimarrò spero per sempre!» disse Alice sorridendo. «Solo tu sei stata invitata, non potevo tenerti all’oscuro. Per molti il Covid-19 è stato una tragedia, ma per noi è iniziata come una sciagura e si è trasformata in un’occasione d’incontro che ci ha cambiato la vita in tutti i sensi» continuò toccandosi la pancia e baciando il suo compagno, il suo vero e grande amore.

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