Mesagne, prorogata la mostra «Negli anni dell’Impressionismo. Da Monet a Boldini: artisti in cerca di libertà»
Aperta dal mese di giugno nel castello Normanno Svevo, considerato il successo è stata prorogata fino a febbraio dell'anno prossimo
Lunedì 15 Dicembre 2025, 13:09
Quasi ventimila visitatori sino ad oggi, e molti altri, specie studenti, in lista d’attesa. Anche per questo, oltre che per l’intrinseca bellezza ed importanza storico-artistica, nel Castello Normanno-Svevo di Mesagne dove si è aperta lo scorso mese di giugno, la Mostra “Negli anni dell’Impressionismo. Da Monet a Boldini: artisti in cerca di libertà”, è stata prorogata sino a fine febbraio del nuovo anno.
Da ogni angolo d’Italia ed anche dall’Estero, estimatori e semplici curiosi, sono accorsi per ammirare i 153 capolavori originali dell’Ottocento esposti ed assicurati per 25 milioni di euro, in testa le due tele dell’alfiere dell’Impressionismo francese, Claude Monet, ma pure, oltre al ferrarese Giovanni Boldini, del “nostro” De Nittis, l’artista di Barletta vicino anche alla corrente pittorica del “verismo”. Se le “Ninfee” di Monet (l’altra sua opera è: “Veduta di Londra nella nebbia”), in bella mostra all’inizio del percorso espositivo, sono la star della rassegna, “La signora con gattino nero” di Giuseppe Gaetano De Nittis, che nato a Barletta morì proprio nella Francia culla dell’Impressionismo, non è da meno, e stupenda com’è nel tratto e nei colori, è fra i lavori al cospetto dei quali, i visitatori si sono soffermati più a lungo.
Nelle eleganti sale del Castello mesagnese, brillano anche altri pugliesi di primo piano: da Francesco Netti di Sant’Eramo in Colle a Francesco Saverio Altamura di Foggia, passando per i salentini Giuseppe Casciaro di Ortelle e Gioacchino Toma di Galatina.

