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Bari, quando il gol ha tante strade

Bari, quando il gol ha tante strade

I calci piazzati sono quasi un'ossessione per Vivarini. E i risultati già si vedono

Gioco aereo e soluzioni da calcio piazzato. Pare che siano un’autentica ossessione per Vincenzo Vivarini che dedica intere sessioni di allenamento per cercare e sperimentare nuove soluzioni. Il tecnico abruzzese, infatti, è convinto che il Bari abbia enormi potenzialità su tale fondamentale. Sette gol su diciotto complessivi hanno tali radici. E allora, cerchiamo di capire quale strategia adotta la squadra biancorossa sia nella ricerca della rete su punizione, sia nel gioco di testa.

Ben tre gol sono scaturiti da corner. Nel dettaglio, ne ha segnato due Alessio Sabbione (uno contro la Reggina nella gestione di Giovanni Cornacchini, l’altro contro la Ternana), l’altro porta la firma di Simone Simeri contro il Picerno. A tali reti, si può accumunare quella di Valerio Di Cesare contro la Cavese: una sorta di corner corto. Su tali tipologie di situazioni, in realtà, il Bari porta puntualmente nell’area avversaria il terzetto difensivo al completo, magari aggiungendo Berra, ovvero il laterale destro che ha mansioni comunque più da difensore che da esterno. Sono loro ad avere le maggiori capacità in elevazione in una squadra che, considerando l’undici attuale, certo non ha grande fisicità e soprattutto centimetri dal centrocampo in su. Comunque quattro uomini tutti molto alti e possenti costituiscono una minaccia difficilmente leggibile. Sabbione spesso è sbucato a sorpresa a centro area proprio sfruttando tempismo e aggressività nell’attacco alla palla. Di Cesare tende, invece, a partire dal secondo palo, magari per agire di sponda se non riesce ad andare alla conclusione personale. Ma i biancorossi cercano pure il primo palo: magari con palle più veloci, destinate a chi possiede doti di rapinatore. In tal senso, emblematico è il gol di Simeri a Picerno, con uno scatto felino su un cross corto. Vivarini, però, sta lavorando anche su soluzioni più elaborate. Così è nato il secondo gol di Simeri con l’Avellino: punizione di Schiavone corta per Terrani, lancio in area, sponda di Berra e inserimento dell’attaccante napoletano sul secondo palo. Tutto studiato a tavolino ed eseguito con grande precisione. C’è da giurare che altri schemi vedranno presto la luce.

Un’azione tipica del calcio: esterno che scatta, crossa al centro per un colpo di testa vincente. Nel Bari, tuttavia, è ancora un inedito. D’altra parte, il 3-5-2 prevede più la corsa lunga dei laterali, meno lo sprint e rifinitura delle ali. Non a caso, finora ha stentato a trovare spazio l’unico ariete dei galletti: Franco Ferrari, autore fin qui di un solo acuto, ma realizzato in mischia, a Rieti, su un’azione convulsa. Due reti su azione sono scaturite comunque da traversoni provenienti dalle fasce. Il vantaggio con la Ternana, innanzitutto. Cross di Costa, deviazione di Simeri e palla che giunge ad Hamlili, abile a scaraventarla sotto la traversa. Un’azione, però, figlia di alcune precise volontà di Vivarini che chiede alle mezzali grande attività nella doppia fase, fino ad andare a riempire l’area avversaria. L’altro gol è di Antenucci, contro il Catanzaro. Stavolta la fascia è la destra: Berra, quasi in surplace, mette al centro di destro e l’attaccante ex Spal corregge quel tanto che basta per mandare il pallone a sbattere sul palo ed entrare in porta. Resta, tuttavia, la consapevolezza di dover aumentare la produzione di cross: sia per sfruttare il fiuto di Antenucci negli ultimi metri, sia per permettere a Ferrari di entrare maggiormente nei meccanismi della squadra. Il centravanti ex Piacenza è stato un preciso investimento del club in estate (il Napoli lo ha girato in prestito al Bari dopo aver pagato circa un milione al Genoa che ne deteneva il cartellino): lo scorso anno ha segnato dieci reti in metà torneo. Perché non dovrebbe essere utile pure ai galletti?

Gli altri gol nascono da situazioni uniche nel loro genere. I quattro rigori di Antenucci, l’incredibile pallonetto di Sabbione da metà campo contro la Cavese, lo scambio in velocità tra Neglia e Simeri per la prima rete del 26enne partenopeo all’Avellino. Poi ci sono due reti che hanno tra loro qualche analogia: quella di Costa alla Cavese e quella di D’Ursi contro la Sicula Leonzio. Entrambe, infatti, sono state fughe in velocità, in contropiede. A Vivarini è piaciuto molto il gol di Awua con il Catanzaro, nato dallo scambio tra la mezzala (il 21enne nigeriano) e la punta (in tal caso Simeri): un’azione che il tecnico abruzzese vorrebbe vedere più spesso. Già, ma con la Vibonese dovrà inventare qualcosa proprio in mediana: oltre Hamlili, infatti, non sembrano recuperabili né Bianco, né Scavone.

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