Atreju, «La coesione come volano di sviluppo»: il confronto tra Foti e Fico
L'incontro è stato moderato dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Mimmo Mazza
Giovedì 11 Dicembre 2025, 17:35
A Roma nella convention di Atreju, manifestazione organizzata da Fratelli d’Italia, nella sessione sul tema «La coesione come volano di sviluppo» si sono confrontati tra i tanti ospiti anche Roberto Fico, neo governatore della Campania e il minsitro Tommaso Foti per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e per il Pnrr.
«I fondi di coesione hanno un ruolo centrale, sappiamo che Regioni come Campania o Lazio hanno aree sviluppate in modo migliore, mentre in aree interne esiste e persiste lo spopolamento. Avviene perché c'è scarsità di servizi pubblici, cambiare questo significa anche fare coesione». Fico ha sottolineato che «da oltre 50 anni - ha detto - ci sono fondi di coesione per superare i divari territoriali, li possiamo usare sapendo che a Roma e Napoli c'è divisione tra centro e periferia, mentre ci vuole una coesione culturale, economica di servizi pubblici uniformi, questa è coesione, che non va programmata in solitudine ma va fatta in coprogettazione congiunta per capire davvero cosa serve ai territori. Nelle aree interne servono presidi scolastici e sanitari, perché se una persona ha un infarto deve avere secondo la costituzione la stessa possibilità di salvarsi rispetto a chi nasce a Napoli o Roma. Questo è il diritto che va costruito per chi vive in zone all’interno e vuole restarci ma dove senza servizi pubblici non garantisci il diritto».

«L'argomento che si sviluppo spesso e volentieri è: non ci sono le risorse. C'è stata una montagna di risorse», evidenzia il ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e per il Pnrr, Tommaso Foti, intervenendo ad un dibattito a Atreju. «Siamo andati oltre quello che faceva l’Unione delle repubbliche sovietiche», ripete. E spiega: «Tra Pnrr e fondi di coesione, se prendiamo solo la programmazione decennale, dal 2020 al 2030 vi saranno a disposizione 194,4 miliardi del Pnrr se raggiungiamo tutti gli obiettivi, ma ad oggi non ne abbiamo sbagliato neanche uno. Più 135 miliardi di coesione, sono 320 milirdi in dieci anni che si possono spendere ma facendoli diventare produttivi
Serve «una visione di ciò che si vuole fare». E avverte, con un riferimento anche alle amministrazioni regionali: serve «una classe dirigente e non una classe dei dirigenti. La politica deve avere il coraggio di assumersi le sue responsabilità e le sue decisioni e non deve delegare ai funzionari le scelte. A cosa serve la politica se non a decidere. Si scende in campo mettendosi la faccia».
«Siamo al centro di un «progetto significativo di rilancio economico», dice più in generale il ministro e sottolinea: «Abbiamo ereditato dal governo dei professori e abbiamo fatto meglio del governo dei professori, e lo rivendico con orgoglio». L'incontro è stato moderato dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Mimmo Mazza.

