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In Puglia e Basilicata

LA BUONA PRATICA

Pronto soccorso, dall’Albania alla sanità tarantina

Pronto soccorso, dall’Albania alla sanità tarantina

Un ingresso di Pronta Emergenza dell'ospedale «Moscati» di Taranto

Saranno sei i medici che, ingaggiati dall’Asl della città jonica, supporteranno i colleghi italiani a coprire i turni

05 Agosto 2022

Federica Marangio

(Pronto) Soccorso albanese. Dal paese delle aquile in Puglia in nome di un’amicizia storica. Saranno sei i medici che, ingaggiati dall’Asl di Taranto, supporteranno i colleghi italiani a coprire i turni. Il primo ha già preso servizio dall’inizio di questo mese, ma ancora non è operativo perché impegnato nella fase di affiancamento e di apprendimento delle procedure del sistema informatico interno. Gli altri medici hanno dato la loro disponibilità, ma si attende il disbrigo delle ultime pratiche per dare avvio alla collaborazione professionale. Già nel mese di aprile, proprio al Pronto Soccorso del «Santissima Annunziata», uno specializzando albanese in Chirurgia, su sollecitazione della dottoressa Valeria Tonini, aveva partecipato al bando pubblico. Eppure, nonostante il contratto, non si è mai fatto vedere. Questa possibilità era emersa grazie ai contatti della dottoressa Tonini con il rettorato albanese. La recente vicenda della morte in corsia del dottor Buccoliero, vice-primario del reparto di Medicina del presidio ospedaliero «Giannuzzi» di Manduria, ha innescato nuove occasioni professionali nel solco dell’umanità.

Ed è proprio dal Pronto Soccorso di questo ospedale che prende avvio la fase di collaborazione transfrontaliera, ma non solo. Ad intervenire tempestivamente, attestando la vicinanza in maniera concreta, i colleghi provenienti dalle strutture complesse di Medicina e Pneumologia dell’Ospedale «Moscati» coordinati dai dottori Cosimo Tortorella e Giancarlo D’Alagni. Garantiranno al reparto di Medicina del «Giannuzzi» due turni settimanali (medicina) e uno quotidiano (pneumologia). Così facendo, però, non lavoreranno più al Pronto Soccorso dell’Ospedale «Santissima Annunziata» di Taranto, come avevano fatto negli ultimi mesi, dopo la chiamata alle armi dell’assessore regionale alla sanità Rocco Palese che aveva disposto ai «dirigenti medici di tutte le unità operative degli ospedali» di prestare «servizio anche presso i Pronto Soccorso al fine di garantire la copertura dei turni per il periodo estivo».

Un gesto nobilissimo quello della sinergia con l’Albania che però sta generando polemiche. «Perché non distribuire i medici albanesi anche nel PS di Taranto? La morte del dottor Buccoliero di cui si è tanto discusso impone delle soluzioni immediate, ma perché non intervenire al PS del “Santissima Annunziata” dove le cifre degli accessi quotidiani esigono un numero maggiore di medici in turno?». Una miriade di domande aperte senza risposta. Tornando al supporto che giunge da lontano, per ora lo si sta destinando al presidio di Manduria, ma non si escludono accordi successivi a beneficio delle altre strutture ospedaliere. Un’azione meritevole che conferma il sentimento di fratellanza che lega l’Albania all’Italia e in particolare alla Puglia, e potrebbe divenire un modello replicabile, definito dal dipartimento Mecau – Medicina e Chirurgia d’accettazione e Urgenza – dell’Asl Taranto nella gestione dell’emergenza sanitaria. «C’è grande attesa per l’arrivo dei colleghi albanesi – sottolineano i medici che hanno accolto con gioia la notizia dell’incremento di personale – e non possiamo che apprezzare la solidarietà che ci dimostrano in questo momento di grande difficoltà».

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