La presidente dell’ufficio elettorale centrale della Corte di Appello di Bari, Giovanna De Scisciolo, ha proclamato Antonio Decaro presidente della Regione Puglia. La proclamazione, nell’aula magna del palagiustizia, è stata accompagnata da un applauso. Entrando nella sala, prima della cerimonia, Decaro ha salutato e abbracciato i presenti, tra cui il presidente uscente Michele Emiliano. Avvicinandosi alla famiglia seduta in prima fila, Decaro ha detto di aver scelto di indossare lo stesso abito che indossò per incontrare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
In prima fila anche il procuratore generale di Bari, Leonardo Leone de Castris, il presidente della Corte d'appello, Franco Cassano, il prefetto di Bari, Francesco Russo, oltre che - appunto - la moglie e le due figlie di Decaro. E' il settimo presidente della Regione Puglia eletto direttamente dai cittadini (in precedenza Salvatore Distaso, Raffaele Fitto, Nichi Vendola e Michele Emiliano due volte ciascuno).
«Io non sono abituato a fare proclami e promesse roboanti, affronterò questa sfida da persona che serve la Repubblica, con il coraggio consapevole di chi sa che servire le istituzioni con impegno, dedizione, disciplina e onore è l’unico modo per fare il proprio dovere con coscienza, senza rimpianti e rimorsi». Sono le prime parole di Decaro subito dopo la proclamazione in Corte d’appello a Bari. Il mese trascorso dalle elezioni ad oggi, più di un mese, «l'ho usato - ha detto - per studiare, riflettere e prepararmi a un ruolo così importante e carico di responsabilità. La Puglia in questi anni ha avuto una crescita enorme e di pari passo sono cresciute le aspettative. Chi si accinge al ruolo di guida di questa grande comunità deve essere all’altezza di queste aspettative, superando i timori»
«Sarò il presidente di tutti, anche di chi non mi ha votato, ma non sarò il presidente per tutti, perché credo che questa regione meriti il coraggio di saper dire anche no. Alcuni no saranno difficili, impopolari, ne sono consapevole, ma chi governa pensando solo al consenso del giorno dopo, rinuncia al futuro e io non voglio rinunciare al futuro della mia terra e della mia comunità. nSarò il presidente dei pugliesi prima che della Puglia, - ha aggiunto - perché cercherò di mettere sempre al primo posto le persone».
«È trascorso più di un mese da quel consenso straordinario che mi ha portato a diventare presidente di questa regione - ha detto ancora Decaro - una grande fiducia, una grande aspettativa, una grande responsabilità. Da oggi per me si riparte da zero, perché quel consenso, quella fiducia, quelle strette di mano, quegli abbracci, lo straordinario affetto che ho riscontrato in tutti i luoghi durate la campagna elettorale li dovrò riconquistare, meritarli di nuovo, giorno dopo giorno, lavorando con tutto l’impegno, la dedizione e la passione di cui sono capace».
Il presidente Decaro ha voluto ringraziare il suo precedessore, Michele Emiliano «e tutte persone che mi hanno preceduto in questo viaggio». «Raccolgo il testimone con rispetto e gratitudine per tutto quello che è stato fatto, - ha detto Decaro - lo raccolgo in maniera consapevole, sapendo che ci sono tante cose da fare, perché la Puglia è una regione grande e complessa. Davanti a noi abbiamo grandi prospettive e nuove opportunità, ma dentro di noi abbiamo anche tanti problemi, grandi e complessi come la regione».
«Ci sono fragilità fisiche, quelle del territorio, umane e sociali, quelle delle persone. Guarderemo insieme le fragilità - ha assicurato il neo presidente - e cercheremo di risolverle, anche rischiando di rovinare un pò l’immagine di una Puglia perfetta, che tutti noi, io per primo, abbiamo raccontato sui social, perché sono convinto che la storia di un popolo sia più importante di una storia su Instagram».
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«Non sarò un presidente di parte - ha aggiunto Decaro - ma non rinuncerò a parteggiare per quelle che sono le mie idee e i miei valori». Ha chiuso il suo discorso parafrasando una citazione, 'di chi sono i nostri giorni', dell’ultimo film di Sorrentino: «Io non lo so di chi sono i nostri giorni, - ha detto Decaro - quello che so con grande certezza è che tutti i miei giorni, le mie ore, i miei minuti, da oggi e per i prossimi 5 anni, saranno per i pugliesi. Viva la Puglia».
Al termine del punto stampa il neogovernatore ha poi aggiunto: «Adesso sto andando a lavorare, avevo preso degli impegni e il primo impegno sarà quello di occuparmi del tema della sanità infatti sto andando in ufficio con i dirigenti a cercare di scrivere i primi provvedimenti che pubblicheremo già nelle prossime ore». «Come ho detto prima - ha detto - lavorerò con impegno, dedizione, con disciplina ed onore, servendo l’istituzione della Regione Puglia facendo però il presidente dei pugliesi, più che il presidente della Puglia». "Comincio a farlo da questo momento andando in Regione adesso a lavorare», rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano sui tempi per la definizione della nuova giunta, che «aspetteremo la proclamazione dei consigliori perchè è l’unica Regione in cui bisogna nominare in giunta i consiglieri regionali».
LE PAROLE DI EMILIANO
«Nel fargli gli auguri voglio ribadirgli la disponibilità di noi tutti a fare di tutto perché questa regione meravigliosa continui questo cammino bellissimo che ha iniziato tanti anni fa». Sono le parole di Michele Emiliano, ormai ex presidente della Regione Puglia, nel passaggio di consegne in Corte di Appello con il neo governatore Antonio Decaro, parlando con la voce rotta dall’emozione. «Ad Antonio il mio ringraziamento - ha detto Emiliano - per tanti anni di lavoro comune, congratulazioni per questa straordinaria vittoria e soprattutto il mio augurio di lavorare sempre serenamente in una regione meravigliosa, fatta di gente perbene che ti sosterrà come ha aiutato i tuoi predecessori. Conta soprattutto su di loro, sulle persone che ci chiedono solo di fare il nostro dovere nel limite delle possibilità umane».
Emiliano si è rivolto anche alla famiglia di Antonio Decaro e alle figlie, sedute in prima fila. «Tutto quello che hai fatto e farai è sostenuto da chi ti vuole bene, da chi ti offre tutto di sé senza chiedere mai nulla. È un compito difficile, - ha detto Emiliano - papà Antonio va amato nonostante il fatto che tantissime persone attorno a lui pretenderanno di amarlo alla stessa maniera. Non sarà mai uguale, Antonio questo lo sa». «Ringrazio i familiari di tutti quelli che servono la Repubblica - ha detto ancora Emiliano - perché servire la Repubblica non è una cosa semplice, è un onore grandissimo, è motivo di felicità, fare il proprio dovere è una cosa meravigliosa, ma sappiamo che il tempo che trascorriamo a servizio degli altri viene sottratto alla famiglia, chiediamo scusa per questo e li ringraziamo per la comprensione».















