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Le sigarette, anche elettroniche, sono amiche del Covid

Le sigarette, anche elettroniche, sono amiche del Covid

Uno studio italiano pubblicato a novembre 2020 sulla rivista scientifica  “Scientific Reports” ha dimostrato che, in fumatori e “svapo”, aumenta il rischio di infezione e morte da Covid

12 Agosto 2022

Nicola Simonetti

Una mela al giorno

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

La sigaretta tradizionale ed anche quella elettronica sono amiche del Covid-19. Ricerche recenti, non condizionate da interessi di parte, smentiscono le fake news di maggio e giugno 2020 che, invece, affermavano che il fumo proteggesse dall’infezione.

Uno studio italiano pubblicato a novembre 2020 sulla rivista scientifica  “Scientific Reports” ha dimostrato che, in fumatori e “svapo”, aumenta il rischio di infezione e morte da covid.

Altri studi successivi sono su questa linea e, in particolare, quello pubblicato, nel luglio scorso, su “Plos One” (altra rivista scientifica).

Gutierrez fa il punto su “Science set Avenir”:
Lo studio condotto da ricercatori del Tobacco Regulatory Center dell'American Heart Association, dimostra che i fumatori con covid hanno il 40% in più di rischio di morte rispetto ai non fumatori.

Il dato ricavato dall’osservazione di un totale di 31.545 pazienti Covid conferma che i fumatori  ricoverati hanno fatto rilevare il16% di rischio in più di richiedere assistenza, 29% in più di sviluppare una complicanza cardiovascolare e maggiore del 40% di % morire.

"Il grande aumento del rischio di covid grave che abbiamo visto nel nostro studio - conclude Aruni Bhatnagar, direttore dello studio - indipendentemente dall'anamnesi e in particolare nei giovani, sottolinea l'urgenza di potenziare gli interventi di sanità pubblica per il controllo del tabacco, soprattutto in quest’era del Covid".

Il tabacco, quindi - osserva Gutie - non protegge le persone infette dallo sviluppo di una grave forma di covid. 

È fin troppo dimostrato che i tabagisti corrono più  rischio di cancro ai polmoni (8 su 10 fumano) e di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO che, tra l’altro, è causa ricorrente di disfunzione sessuale o impotenza maschile),ecc. Altrettanto noto è che il Covid-19 genera un “incendio” (estesa e grave infiammazione) nell’apparato respiratorio fino a causare gravi polmoniti, frequenti cause di morte.

Le due entità malevole (tabacco e coronavirus) trovano un punto di incontro e di fatale collaborazione, proprio e soprattutto, nei polmoni donde l’ovvia deduzione che i polmoni di fumatori sono i più a rischio di malattia grave e di morte.

L’emergenza si tinge di rosa: in 20 anni l’incremento di fumatrici ha raggiunto il 60% e si contano 5,1 milioni donne che abitualmente fumano (18,9%) mentre i maschi sono 6,2 milioni (28%) ed il cancro del polmone, purtroppo si adegua. Il Covid-19 gli è torbido alleato.

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