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Polignano, quei tornelli a pagamento senza una ordinanza: tutto regolare?

La «privatizzazione» di uno spazio pubblico affidato a un imprenditore che ha fatto una semplice domanda

Veritopoli

Nicola PEPE

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La verità, ogni giorno, diventa un bene sempre più prezioso. Talmente prezioso, che a qualcuno fa comodo tenerlo custodito. E così, chi ha il diritto di sapere, è costretto ad accontentarsi di mezze verità

Polignano, quei tornelli a pagamento senza una ordinanza: tutto regolare?

A Polignano va dato atto di aver inaugurato una nuova stagione: quella della privatizzazione degli spazi pubblici attraverso un pezzo di carta presentato da un imprenditore in nome e per conto di una associazione fresca di iscrizione alla Camera di commercio. Non è in discussione, fino a prova contraria, la legittimità di un atto del genere con cui si affida - previa valutazione di una proposta e senza alcuna procedura ad evidenza pubblica - una strada in cui la gente per entrare deve pagare un ticket di 5 euro. Ma a far riflettere è il principio con cui si è voluto aprire questo nuovo percorso che rischia di privatizzare persino l'aria che respiriamo. Naturalmente questo provvedimento ai polignanesi (e, chissà perchè, anche ai conversanesi) non cambia la vita perchè loro hanno accesso libero e dunque fanno quadrato attorno alla scelta.

Il punto è anche un altro: come è possibile che una strada pubblica possa essere interdetta senza una ordinanza del sindaco che ne disciplina l'accesso? Un dubbio che gli atti ufficiali, a quanto pare, non sembrano sgombrare perchè da un lato vi è una delibera di giunta che prende atto del progetto presentato da una associazione guidata dall'imprenditore Michele Lestingi (soprannominato "il rosso") in cui si prevedono i tornelli e il ticket di ingresso sotto forma di card; e dall'altro c'è una ordinanza in cui è disciplinato il traffico e si parla dei vigili che sono dispensati persino da altri servizi istituzionali. Ma sui pedoni "interdetti" nel centro storico (per intenderci quelli che non pagano) nessun riferimento, meno che mai una cartello segnaletico che secondo le buone regole del codice della strada dovrebbe informare gli utenti di tale scelta. La domanda è: come c'è un cartello che annuncia una area pedonale o una strada chiusa al traffico, la stessa cosa non dovrebbe essere prevista per tale (singolare) decisione?

Non parliamo poi dei dubbi sulla gestione fiscale dei soldi che girano all'interno dell'"area rossa" del centro storico di Polignano (peraltro le bancarelle non sono ancora tutte in attività) in cui ogni eventuale acquisto va fatto solo ed esclusivamente con la card, la stessa con cui si paga il ticket di ingresso a un info point e si (pre)ricaricano gli importi da spendere. Come vengano ripartiti gli incassi tra i vari operatori (le consumazioni di effettuano con un bigliettino anonimo) questo ancora non si sa, ma siamo certi (o ci auguriamo) che vengano rispettate tutte le regole fiscali.

Restano tuttavia i dubbi e gli interrogativi, quelli a cui il sindaco di Polignano - per sua scelta - non ha voluto rispondere alla Gazzetta del Mezzogiorno. La scelta è un suo diritto, ma adempiere a un obbligo di trasparenza è (o dovrebbe essere) un preciso dovere di ogni amministratore pubblico.

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Commenti all'articolo

  • carlodeluca47

    26 Novembre 2018 - 11:11

    sono nato a Polignano ove ahimè sono residente in una casa nel paese vecchio interdetto all'accesso anche ai residenti in alcuni giorni della settimana e dal 6 dicembre per 30 giorni consecutivi Contrariamente a quanto riportato nell'articolo non sono per niente soddisfatto, come residente. Le ragioni non riesco a spiegarle con soli 400 caratteri consentiti in questo commento

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