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Cerignola, da Zingarelli e Di Vittorio a terra di «criminali maledetti»

Veritopoli

Nicola PEPE

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La verità, ogni giorno, diventa un bene sempre più prezioso. Talmente prezioso, che a qualcuno fa comodo tenerlo custodito. E così, chi ha il diritto di sapere, è costretto ad accontentarsi di mezze verità

Cerignola, da Zingarellie Di Vittorio a terradi «criminali maledetti»

Assalti ai tir, rapine, furti, sparatorie: Cerignola sembra una zona franca di Puglia. Con poco meno di 60mila abitanti, è il centro con uno dei più alti tassi di criminalità della regione. Il sindaco, Franco Metta non ce la fa più: ogni volta che sfoglia un giornale maneggi il suo smartphone, non fa altro che vedere il suo paese come una maledizione e non come la terra dove sono nati personaggi come Nicola Zingarelli (linguista e famoso autore del Vocabolario della lingua italiana che porta il suo nome) o Giuseppe Di Vittorio, tra i più autorevoli sindacalisti italiani dal Dopoguerra. Per questo ha preso la sua faccia e, davanti a una telecamera, ha letteralmente maledetto i malavitosi paragonandoli a topi e scarafaggi che si muovono nella notte per approfittarsene di chi lavora onestamente.

Una sortita che trova riscontro nelle notizie ufficiali delle ultime 24 ore: 6 cerignolani arrestati per aver "accerchiato" i Carabinieri la notte di Natale che avevano osato intervenire per la musica ad alto volume; altri 4 giovani incensurati per aver quasi ammazzato un anziano a Trani durante la fuga dopo il tentativo di furto di un'auto e 11 arresti per furti di olive. Per non parlare delle cronache da tutta Italia che vedono i cerignolani primeggiare negli assalti ai portavalori o ai Ti con tecniche militari, oltre a una serie infinite di reati che vanno dalle "comuni" rapine ai furti alle aggressioni.

Il caso Cerignola è finita sul tavolo del prefetto di Foggia, che nei prossimi giorni terrà un vertice in Prefettura per fare il punto sulla criminalità imperante in questo frammento di Capitanata. Una città che non è sola in questo primato negativo avendo la compagnia di Bitonto, altro centro, del Barese, anch'esso storicamente una roccaforte di quella criminalità esperta in assalti ai tir, riciclaggio di auto mutuando i rituali delle organizzazioni mafiosi e ammazzando - come accaduto il 30 dicembre scorso con una anziana - anche innocenti.

In queste zona lo Stato deve far sentire la sua voce e, per dirla in quel mezzo minuto di sfogo del sindaco di Ceringola, non deve in alcun modo consentire che la colletività venga "consegnata" a questi criminali. O, per dirla alla maniera del sindaco di Cerignola, a questi topi e scarafaggi.

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