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Mobilità ciclistica, la «legge Decaro»
e le piste baresi senza bussola

Mobilità ciclistica, la Cameraapprova la "legge Decaro"

Decaro in bici con l'ambasciatore Usa a Bari

La Camera approva la proposta del sindaco di Bari: definito un sistema organico di interventi per promuovere e sviluppare l'uso trasportistico della bicicletta sia per gli spostamenti quotidiani (casa, scuola, lavoro e servizi), sia per le attività turistico-ricreative

14 Novembre 2017

Alla fine ce l'ha fatta. Tre anni fa, prima che si tuffasse nell'avventura da primo cittadino, l'ex parlamentare, l'ex assessore al traffico e l'ex ingegnere dell'Anas, Antonio Decaro, si dilettò in una presentazione alla Camera dei deputati per sponsorizzare la sua legge ispirandosi a quelle dei paesi Nord Europei. Tanto tuono, insomma, che piovve. Il sindaco di Bari, o meglio "re" di tutti i sindaci italiani, ha ottenuto il sì dalla Cameraa tre anni e mezzo di distanza da quel 16 aprile del 2014 quando presentò la sua proposta di legge).

Si intende colmare - sempre che l'altro ramo del Parlamento,il Senato, sopravvissuto al referendum, lo approvi - una grave lacuna in maniera da ridurre il forte ritardo in tal senso rispetto agli altri Paesi europei.  La realizzazione di un sistema di reti ciclabili ai diversi livelli di scala, a partire quindi dalla realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica, favorirà, tra l'altro, lo sviluppo del turismo in bicicletta, una forma di turismo sostenibile che non risente molto della crisi economica e che muove in Europa ogni anno oltre 10 milioni di persone. Il mercato cicloturistico più importante in Europa è quello tedesco, con 35 milioni di cicloescursionisti e circa 6 milioni di cicloturisti (che trascorrono almeno una notte in albergo). Il 42 per cento dei cicloturisti tedeschi usa il treno per raggiungere, con la bicicletta al seguito, i luoghi di vacanza. A parte l'Alto-Adige, l'Italia non figura nella top ten dei Paesi europei dove i cicloturisti tedeschi trascorrerebbero le loro ferie in bicicletta, nella stagione che va da marzo a settembre. 

Con questa legge si definirà un sistema organico di interventi nel comparto della mobilità ciclistica allo scopo di promuovere e sviluppare l'uso trasportistico della bicicletta sia per gli spostamenti quotidiani (casa, scuola, lavoro e servizi), sia per le attività turistico-ricreative (cicloturismo), mediante la realizzazione di un sistema organico e adeguato di infrastrutture di rete e di servizi. 

Vedremo quanto tempo ci vorrà prima che questa legge, se approvata, dia i suoi frutti. E chissà che alla fine il sindaco di Bari, magari nel frattempo diventato "ex" o "neo", oppure, qualcos'altro, dia un senso ai chilometri di poste ciclabili baresi - realizzate con non poche sofferenze - che talvolta non si comprende dove iniziano e finiscono.

Nicola Pepe

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