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I sindaci tagliano nastri ovunque, inaugurano anche un'altalena. E rispondono a più non posso su Fb

Veritopoli

Nicola PEPE

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La verità, ogni giorno, diventa un bene sempre più prezioso. Talmente prezioso, che a qualcuno fa comodo tenerlo custodito. E così, chi ha il diritto di sapere, è costretto ad accontentarsi di mezze verità

Elezioni, le strade nuove e i politici più buoni

Lavori stradali

Come da antica tradizione, quando ci si avvicina alle elezioni la politica torna ad essere più vicina ai cittadini. Da alcune settimane, ormai, stanno abbondando i tagli dei nastri che vedono protagonisti amministratori in ogni angolo del nostro territorio, dal Salento al Gargano. Indubbiamente lo “scossone” arrivato dalle urne prima, le politiche del 4 marzo, e dall’ “assaggio” di amministrative di giugno (vedremo i ballottaggi) dopo, hanno rappresentato un chiaro avviso ai naviganti. La gente non si fida più dei simboli dei partiti (alcuni hanno raggiunto percentuali da prefisso telefonico) figuriamoci degli amministratori che di quei partiti sono una chiara (e ora discutibile) espressione. Il 2019 sarà l’anno delle nuove (e più rappresentative) amministrative. In Puglia si voterà anche nel comune capoluogo e di lì a un anno toccherà poi alla Regione.
 
Giardini, parchi, strade, persino una striscia d’asfalto diventa un evento da celebrare. Raccontava un politico navigato diversi anni fa, che pochi mesi prima di ogni elezione rifare l’asfalto e i marciapiedi erano praticamente un obbligo per una amministrazione che intendeva ricandidarsi. Insomma, il classico colpo d’occhio utile per accreditarsi o ingraziarsi una collettività (ostile), soprattutto quella lontana dalle zone centrali blasonate o sotto i riflettori (attenti) di tutti.

Ma siamo sicuri che la gente sia ancora così credulona? Una cosa è certa: se il consenso e l’appeal si dovessero misurare con i like o le condivisioni, probabilmente, a quest’ora qualche partito tradizionale avrebbe letteralmente sbancato le urne: ma tutto questo non è accaduto.
 
Ed ecco le bacheche dei social degli amministratori trasformarsi in una strada da rifare. Foto, post e – udite udite – anche chat con tanto di risposte ai singoli utenti che fino a poco tempo fa venivano lasciati annegare nel loro sfogo di poche righe. Dopo avergliene dette “quattro” e aver ottenuto il momento di “celebrità”, il cittadino infuriato tornava al suo quotidiano salvo poi ritornare ad essere il leone da tastiera.
 
Ma le elezioni fanno sempre i miracoli ed ecco che improvvisamente i super impegnati amministratori trovano il tempo di rispondere al più insignificante dei quesiti. Un comportamento encomiabile, l’importante è non ricordarsi di rifare la strada – anche della propria personalità – solo alla vigilia di un appuntamento elettorale. Del resto, a che serve indossare l’abito nuovo se non ci si fa la doccia?

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