Martedì 28 Giugno 2022 | 05:00

In Puglia e Basilicata

Punti di vista

Il Salento dei turisti e dei viaggiatori

marina di San Foca a Lecce

Ma non si rivela a chiunque, attende una certa predisposizione d'animo, un certo sguardo

19 Giugno 2022

Luisa Ruggio

L’altro Salento, quello in cui il mare Adriatico concede sempre una misura di sé e dove osano i kite-surf e i viaggiatori in cerca di un Puerto Escondido, un'avventura capace di esprimere tutto il sapore dei luoghi veri e non tirati a lucido con i filtri da cartolina social, esiste. Ma non si rivela a chiunque, attende una certa predisposizione d'animo, un certo sguardo.
Forse è quello spartiacque che Paul Bowles poneva fra turisti e viaggiatori. I primi, cercano sempre dove sanno di poter trovare quel che si aspettano partendo per una destinazione. I secondi, invece, partono senza prefissarsi davvero una meta e sconfinano facendo saltare qualsiasi itinerario prestabilito dalle guide turistiche e dai soliti ritrovi noti che trasformano la spiaggia in un altro condominio e i centri storici in centri commerciali appena un po' più affascinanti dei soliti purgatori per consumatori compulsivi.

Per trovare la via del viaggiatore, è sufficiente spostarsi a pochi chilometri da Lecce e raggiungere le marine sgarrupate di Torre Chianca, Torre Rinalda, Casalabate, Spiaggiabella, Frigole e San Cataldo. L'arenile di conchiglie bianchissime e i lidi anni '60 e '80, i canneti e la vegetazione che accompagna lo scorrere del fiume Idume sino al Bacino circondato dalle fontanelle dove è ancora possibile sciacquarsi i piedi infarinati dalla sabbia, la macchia mediterranea che fermenta di afrori sin dentro le radure fittonanti delle riserva naturale inanellata dai pini marittimi delle Cesine e in fondo all'entroterra di masserie disabitate e minuscoli borghi ancora popolati dall'odore del pane appena sfornato in una di quelle bottegucce a conduzione famigliare, le galline che camminano placide all'ombra di una scuola rurale fantasma e i carrettini della frutta e delle lumache fermi agli eterni crocicchi delle edicole votive scolorite.

Pur essendo nati qui, questa geografia intima e più sudata viene spesso volutamente tralasciata, messa da parte. Perché vergognarsi di questa bellezza che non si conforma? Abbiamo sempre un sogno nel taschino, un immaginario desiderante figlio di molti romanzi, film e canzoni. Eppure, quando ce lo abbiamo tutt'intorno, quel sogno, fatichiamo a riconoscerlo. Chi vuol esser viaggiatore sia, del Salento non v'è certezza.

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