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In Puglia e Basilicata

Punti di vista

Il lievito relazionale che rende migliori

Il lievito relazionale che rende migliori

13 Marzo 2022

Maria Teresa Cascino

Visitando il Museo Mudam di Lussemburgo mi è capitato di provare un moto di orgoglio alla vista di vasetti trasparenti contenenti lievito madre proveniente da Altamura. Sapientemente brandizzati e conservati in frigoriferi accessibili al pubblico, i vasetti di lievito madre originario della città del pane, percepita come antagonista alla nostra, contengono uno degli ingredienti che donano bontà e sacralità al nostro pane. Nel corso della visita apprendo che l’artista Daniel Wagner, con la sua performance settimanale Ket Baker, invita le famiglie a riunirsi al museo durante i fine settimana per la lavorazione, la cottura e la condivisione del pane. Al sabato, adulti e bambini partecipano insieme al rito di preparazione dell’impasto, mentre la lievitazione successiva avviene in una incubatrice presente nello spazio espositivo. Alla domenica, si cuoce il pane in un forno a legna allestito all’esterno per poi essere condiviso, degustato e/o venduto al Mudam Cafè. I profitti vanno a organizzazioni no-profit scelte dal Mudam’s Community Department. Pane, arte e quotidianità sono fusi insieme nell’immediatezza del momento e usati come simboli delle nuove dinamiche sociali e del valore della convivialità ritrovati nella condivisione e nel mangiare insieme, dopo lunghi di periodi di distanziamento sociale, e ora anche condizionati dalla paura dei venti di guerra che soffiano violenti sull’Europa e sul mondo intero. Prima di lasciare il museo, anche io ho preso il mio bel vasetto di lievito madre proveniente da Altamura e, a dire la verità, alla fine della visita, ho provato sensazioni dissonanti: da una parte l’orgoglio di aver trovato nel cuore dell’Europa un prodotto che racconta della cultura murgiana. Dall’altra ho avvertito po’ di rammarico perché avrei voluto che di fianco alla scritta sul vasetto, Musée d’Art Moderne Grand Duc Jean, ci fosse stata l’indicazione Matera, città dove il pane ha una lunghissima storia che, però, a dirla tutta, potrebbe essere raccontata meglio. Tuttavia l’ammirazione per la presenza del lievito madre di Altamura ha preso il sopravvento rispetto alla tristezza di non vedere lì esposto e maneggiato il lievito madre proveniente dalla Città dei Sassi. Entusiasmandomi per la grande capacità competitiva dell’imprenditoria molitoria pugliese e la forza di una DOP organizzata, rispetto a una debole IGP frammentata, ho pensato che i territori e le organizzazioni che li governano, così come i cittadini membri di una comunità, dovrebbero usare il lievito relazionale dell’ammirazione per lavorare insieme e crescere, pure se con posizioni ideologiche diverse, per creare fermento, impulso, stimolo al miglioramento continuo e necessario, emulando il meglio e apprezzandolo in modo che ciò che è eccellente negli altri appartenga pure un poco a se stessi.

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