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Salute

Il 14 novembre è la giornata mondiale del diabete

L'intelligenza artificiale lo contrasta: nuova frontiera per una glicemia ben controllata - sistema automatizzato per l'infusione di insulina

diabete

Finalmente, in Italia, il sistema integrato con un algoritmo di correzione automatica dei rialzi glicemici. Include connettività con smartphone e la possibilità di settare target di glucosio personalizzati

La nuova frontiera è un sistema di closed loop ibrido avanzato ("AHCL"), integrato e di ultima generazione, in grado di automatizzare la somministrazione sia dell’insulina basale che dei boli per la correzione dei rialzi glicemici ogni 5 minuti, nei pazienti dai 7 agli 80 anni affetti da diabete di tipo 1 (giovanile).

Nel mondo sono 425 milioni le persone che vivono con il diabete (1 adulto su 11) e 212 milioni (1 adulto su 2) non sanno di averlo. In Italia l’Istat stima che nel 2016 le persone con diabete siano state oltre 3 milioni e 200 mila, cioè il 5,3% dell’intera popolazione. Di questi, circa il 10% è affetto da diabete di tipo1.

Il nuovo sistema è in grado di offrire un aiuto in più a questi pazienti, riducendo l’impegno richiesto per gestire la terapia e farlo in modo più sereno, mantenendo sotto controllo la glicemia più facilmente, intervenendo autonomamente sull’erogazione per compensare imprecisioni nella stima dei carboidrati e correggendo automaticamente glicemie elevate. È una tecnologia che aiuta a vivere il proprio tempo con maggiore libertà per potersi dedicare a ciò che si ama di più.

Il dispositivo modula autonomamente la somministrazione sia dell’insulina basale che dei boli per la correzione dei rialzi glicemici, offre la possibilità di connettività con lo smartphone e consente di personalizzare l’obiettivo terapeutico di controllo glicemico a partire da un valore di glucosio sensore di 100 mg/dl (5,5 mmol/L).

Ricevere una diagnosi di diabete di tipo 1 può cambiare la vita delle persone, costrette per tutta la vita – visto che la patologia si manifesta prevalentemente nel periodo dell’infanzia e nell’adolescenza – a gestire i picchi glicemici il più possibile entro valori target.  Infatti, per i pazienti è una sfida quotidiana dover calcolare con precisione la quantità di carboidrati di ogni pasto per poter determinare il corretto quantitativo di insulina del bolo.

Il nuovo sistema è un ulteriore passo verso il cosiddetto ‘sistema ad ansa chiusa’, integrato avanzato. Lo scopo del dispositivo  è – dice il prof. Dario Pitocco, (diabetologo, Università Cattolica del Sacro Cuore)  - di rendere l’andamento glicemico, nell’arco delle 24 ore, il più stabile possibile, con il raggiungimento di un’altissima percentuale  del ‘tempo in range’, cioè la percentuale di tempo che il paziente trascorre all’interno dell’intervallo glicemico ottimale. Con il monitoraggio in continuo della glicemia sono cambiati gli obiettivi terapeutici nella gestione del diabete: con il raggiungimento di un’elevata percentuale di tempo in range –almeno il 70%- diventa un obiettivo fondamentale rendere la qualità di vita del paziente con diabete di tipo 1 migliore possibile”.

L’innovazione ha recentemente ottenuto la marcatura CE, che hacertificato la conformità del dispositivo medico ai requisiti di sicurezza, sfrutta la più avanzata versione della tecnologia SmartGuard: tramite le soluzioni di connettività e alla tecnologia Bluetooth, MiniMed™ 780G,  permette ai pazienti di visualizzare in tempo reale i dati sull’andamento del glucosio direttamente sul proprio smartphone, ricevendo notifiche su iperglicemie e ipoglicemie, e condividerlicon i caregiver e gli operatori sanitari grazie all'applicazione CareLinkTM Connect App. Il nuovo sistema permette anche il trasferimento automatico dei dati al CareLink System, così che i medici abbiano a disposizione report e informazioni per unefficace momento di monitoraggio e follow-up periodicoanche da remoto, evitando la necessità di incontri di persona, tanto importante in questo particolare momento storico.

In occasione dell’80esima conferenza dell’American Diabetes Association (ADA) sono stati presentati i risultati dello studio clinico pilota che hanno evidenziato che le impostazioni di target di erogazione basale automatica hanno superato i requisiti di controllo glicemico stabiliti dalle linee guida internazionali ADA e ATTD. L’indagine è stata condotta negli Stati Uniti per 90 giorni su adulti e adolescenti con un’età compresa tra 14 e 75 anni.

I pazienti che hanno partecipato allo studio clinico hanno espresso un parere positivo sul device, spiegando che questo sistema ha migliorato notevolmente la loro qualità di vita, grazie a un controllo della terapia molto più semplice, reso possibile dall’algoritmo di automazione di funzioni terapeutiche che include una tecnologia sviluppata da DreaMedDiabetes e prevede una ridotta necessità di intervento da parte del paziente.

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