Sabato 19 Giugno 2021 | 02:23

NEWS DALLA SEZIONE

Il fatto
Come difendersi dallo sfratto per morosità ai tempi del Covid-19

Come difendersi dallo sfratto per morosità ai tempi del Covid-19

 
aziende
Le opportunità del contratto di espansione

Le opportunità del contratto di espansione

 
Giustizia Tributaria
Quando il Fisco non deposita i documenti l'accertamento è nullo

Quando il Fisco non deposita i documenti l'accertamento è nullo

 
Il punto
Smart Amministrazione: le criticità della riforma dei concorsi pubblici

Smart Amministrazione: le criticità della riforma dei concorsi pubblici

 
Il contributo
La ripresa partendo dal lavoro

La ripresa partendo dal lavoro

 
L'intervento
Riforma Csm, soluzioni non dirompenti ma utili alla condivisione

Riforma Csm, soluzioni non dirompenti ma utili alla condivisione

 
L'intervista
Violante: «Riforma Csm, senza toccare la Carta non è possibile aprire una fase nuova»

Violante: «Riforma Csm, senza toccare la Carta non è possibile aprire una fase nuova»

 
La riflessione
I doveri nascosti dietro l’ambiente in Costituzione

I doveri nascosti dietro l’ambiente in Costituzione

 
Il webinar
Chiarezza e prassi virtuose: ecco il Protocollo d’intesa per le crisi di impresa

Chiarezza e prassi virtuose: ecco il Protocollo d’intesa per le crisi di impresa

 
Il contributo
Intercettazioni di conversazioni tra indagato e avvocato: quanti diritti violati?

Intercettazioni di conversazioni tra indagato e avvocato: quanti diritti violati?

 
Giustizia Tributaria
Frodi fiscali, email e bonifici scagionano il contribuente

Frodi fiscali, email e bonifici scagionano il contribuente

 

Il Biancorosso

verso il futuro
Il Bari di Mignani vira verso il 4-3-1-2

Il Bari di Mignani vira verso il 4-3-1-2

 

NEWS DALLE PROVINCE

HomeCovid
Puglia, riunione d'urgenza per fronteggiare la variante indiana

Puglia, riunione d'urgenza per fronteggiare la variante indiana

 
LecceIl blitz
Carmiano, Faider fiuta la droga e scattano due arresti

Carmiano, Faider fiuta la droga e scattano due arresti

 
PotenzaMobilità
Potenza, verifiche sul Ponte Musmeci, traffico deviato

Potenza, verifiche sul Ponte Musmeci, traffico deviato

 
BariL'iniziativa
Bari, al via i lavori per il parchetto dei cani

Bari, al via i lavori per il parchetto dei cani

 
PotenzaL'emergenza
Basilicata zona bianca: Speranza telefona a Bardi

Basilicata zona bianca: Speranza telefona a Bardi

 
Foggiail processo
Ucciso durante una rapina: Regione Puglia e associazione Panunzio parti civili

Ucciso durante una rapina: Regione Puglia e associazione Panunzio parti civili - Il 17enne confessa: «Non volevo ucciderlo»

 
BatGiustizia svenduta
Lecce, l'imprenditore Flavio D’Introno condannato a due anni e sei mesi di reclusione.

Lecce, l'imprenditore Flavio D’Introno condannato a due anni e sei mesi di reclusione

 
TarantoMonitoraggio
Taranto, in carcere 34 positivi ma uno solo è ricoverato

Taranto, in carcere 34 positivi ma uno solo è ricoverato

 

i più letti

Il dibattito

«Sull'ergastolo è urgente un intervento legislativo»

De Felice: pena rieducativa sì, ma garantendo i diritti delle parti offese

«Sull'ergastolo è urgente un intervento legislativo»

In questi giorni si sta dibattendo un problema che per la verità non è assolutamente nuovo e sul quale già prima di oggi si sono avute voci contrastanti a vari livelli.
Vorrei precisare innanzitutto, ma lungi da ogni intento polemico, che per la Scuola Barese di Diritto Penale, da Moro, a Dell’Andro, a Contento, a Ruggiero, ma anche fino anche ai nostri giorni, ci siamo sempre battuti per il riconoscimento dei diritti del Condannato e per la difesa dei valori costituzionalmente garantiti dall’articolo 27 della Costituzione soprattutto in relazione a quanto stabilito all’ultimo comma del dettato costituzionale, secondo cui le pene devono tendere alla rieducazione del condannato.


Oggi, infatti, sta agitando molto le varie coscienze politiche e giuridiche il tema se si debba o no ritenere costituzionale la condanna all’ergastolo soprattutto quello così detto ostativo, in relazione al predetto ultimo comma dell’articolo 27 della nostra Carta Costituzionale, perché sarebbe una pena a fine vita e perciò in contraddizione con il predetto principio costituzionale.
Questo può essere indiscutibilmente vero ed indubbiamente non attiene solo al tema dell’ergastolo nell’attuale considerazione della esecuzione della pena carceraria specie se si dovesse considerare a cosa bisogna intendere effettivamente con il significato di «rieducazione del condannato».


Su questa problematica, infatti, la Scuola Barese di diritto penale si è sempre impegnata per chiarire che non si può parlare di rieducazione se non in un significato concreto, avulso dal «politichese» o da presupposizioni ideologiche. La rieducazione, cioè, non va confusa con risocializzazione e con la mera reintegrazione del condannato nel comparto sociale, specie in quello lavorativo. Questi sono aspetti indubbiamente importanti e fondamentali nel percorso rieducativo del condannato, ma non possono esaurire per sé il concetto di rieducazione, che ha un significato ed un contenuto ben più ampio e complesso.
La rieducazione è quindi un «mito»? Oggi forse sì, ma non solo per i condannati alla pena dell’ergastolo. Certo, in altri tempi la situazione è stata un poco diversa (si vedano gli ottimi risultati conseguiti dall’Istituto di Trattamento e di Rieducazione di Rebibbia ma oggi, con i problemi economici e lavorativi esistenti, è forse utopistico pensare ancora ad una tale realtà carceraria. Ma per questo dobbiamo dimenticare ogni possibilità di una prevenzione speciale e di un trattamento penitenziario che possa mirare anche alla rieducazione del condannato, sì da sminuire sempre più il significato e le finalità della pena carceraria e far ritenere incostituzionale ogni pena di lunga durata e quindi soprattutto l'ergastolo?


A nostro sommesso avviso, pur se la questione è veramente complessa, dobbiamo ampiamente dissentire da una tale conclusione per due ragioni. La prima è che bisogna distinguere tra i soggetti che possono essere stati condannati alla pena dell’ergastolo per reati di una certa gravità o per omicidio, che però non possono essere considerati in assoluto «irrecuperabili» ed altri soggetti plurirecidivi, condannati a più ergastoli, quindi anche pluriomicidi, che difficilmente possono essere reintegrabili in un comparto lavorativo e sociale ed ancor più rieducativo.
La seconda ragione è che non bisogna dimenticare i diritti, delle parti offese, delle vittime dei reati, ma anche dello Stato, di vedere non solo applicata una pena adeguata a quanti hanno commesso tanti reati che hanno portato alla applicazione di una pena di lunga durata o all’ergastolo. Si rischierebbe per costoro di vanificare ogni aspettativa di Giustizia ed aprire la strada al rischio di una «giustizia privata» (ne cives ad arma veniant), senza dimenticare l’esigenza della prevenzione generale che ogni condanna deve anche esplicare nei confronti di tutta la Società, perché non si vengano a compiere reati anche gravissimi restandone quasi impuniti (controspinta alla spinta criminosa).


Ci sembra allora di poter ribadire ancora una volta che soluzioni ce ne possono essere. Per le pene detentive di lunga durata, incentivare un percorso di trattamento penitenziario più adeguato al perseguimento di un reinserimento sociale e lavorativo più rispettoso delle esigenze dei detenuti. Per gli ergastolani, rivedere l’articolo 176 del codice penale e quindi considerare la possibilità di applicare la liberazione condizionale nei loro confronti, sia pure con gli opportuni contemperamenti e avuto riguardo alle esigenze più sopra rappresentate, per un limite temporale inferiore a quello oggi stabilito da tale norma e prevederne l’applicabilità anche per chi è stato condannato a più ergastoli. Ovviamente ciò non sarebbe per sé sufficiente anche perché oggi la norma condiziona senza prevedere dei controlli mirati sui percorsi che abbiano portato al ravvedimento del colpevole. Sarebbe invece necessario un controllo reale del loro percorso di vita penitenziaria e del loro reale ravvedimento che possa permettere fondatamente un tale giudizio.

In tal senso, però, andrebbe riguardato anche l’ergastolo «ostativo», perché la condizione che il soggetto possa usufruire dei benefici dell’articolo 176 del codice penale sol se collabori con la giustizia creerebbe effettivamente problemi di legittimità costituzionale, laddove non può prescindersi in realtà dalla personalità del singolo individuo e del vaglio degli aspetti che possano spingerlo alla possibilità o alla impossibilità di collaborare. Il senso del richiesto «ravvedimento» del colpevole, ci sembra debba attenere più a guardarne l’aspetto risocializzativo e di riconsiderazione dei valori sociali, ma non certo limitato da una sua collaborazione con la giustizia: il che potrebbe essere dettato da ragioni opportunistiche o da motivazioni ed esigenze di carattere personale. Sotto questi aspetti non può che auspicarsi un intervento anche a largo raggio da parte del nostro Legislatore.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie