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In Puglia e Basilicata

Il parere

Limite d'età fino ai 30 anni per concorso funzionari tecnici psicologi della Polizia, è legittimo?

Bari, gli psicologi si incontrano per discutere delle nuove opportunità di lavoro per i professionisti

Note a margine dell’ordinanza n. 4961 resa dal Consiglio di Stato in data 30/06/2021.

21 Luglio 2021

Avv. Agnese Notarangelo

Con l’ordinanza precedentemente richiamata, la seconda Sezione del Consiglio di Stato ha investito la Corte Costituzionale della questione relativa alla legittimità dell’art. 31, comma 1, d.lgs. 5 ottobre 2000, n. 334, nella parte in cui fissa l’età massima di trenta anni per la partecipazione al concorso per l’accesso al ruolo dei funzionari tecnici psicologi della Polizia di Stato, in luogo di un più elevato limite pari a trentacinque o comunque trentatré anni, ritenendola rilevante e non manifestamente infondata “in relazione all’art. 3, primo comma, Cost., nonché ai connessi principi di uguaglianza e ragionevolezza, di parità di trattamento delle situazioni uguali e di trattamento adeguatamente differenziato delle situazioni diverse”.

Il principio da cui i Giudici di Palazzo Spada prendono le mosse è quello di uguaglianza inteso nella sua massima accezione, ovvero quella di uguaglianza sostanziale.

Ed infatti, non è corretto, a fortiori sotto il profilo giuridico, equiparare situazioni profondamente diverse disciplinandole in maniera analoga. Di conseguenza, affinché il principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione possa trovare effettiva tutela, è necessario che fattispecie tra loro ontologicamente diverse siano regolate in modalità differenti.

Ora, venendo al tema in esame, è importante precisare che, sebbene sia pacifica la sussistenza di un potere discrezionale del legislatore nell’individuazione dei requisiti di età per l’accesso ai pubblici impieghi, è necessario che gli stessi non siano determinati in modo arbitrario o irragionevole, configurandosi, in tal caso, la violazione del suindicato art. 3 Cost.

In particolare, per quanto concerne la partecipazione alle procedure concorsuali volte all’accesso nella Polizia di Stato, se da un lato ben si comprende la previsione di stringenti limiti di età per quei funzionari che espletano “funzioni di polizia” in senso stretto, richiedendosi ovviamente una particolare prestanza fisica, dall’altro lato, non è possibile pervenire automaticamente alla medesima conclusione ove si abbia riguardo alla peculiare figura degli psicologi.

Anzi, proprio in relazione a tale figura professionale sarebbe preferibile, oltre che del tutto ragionevole, l’individuazione di un limite di età più elevato.

Basti pensare che per l’esercizio della professione in esame non solo non è richiesta una particolare preparazione fisica (non esercitando lo psicologo un’azione “sul campo”), ma, al contrario, è necessario lo svolgimento di un lungo e complesso percorso di studi cui fanno seguito la specializzazione, il conseguimento dell’abilitazione professionale e l’iscrizione al relativo albo.

D’altronde, come precisato dal giudice amministrativo con l’ordinanza in esame, lo psicologo esercita un’attività di ausilio al personale di polizia (anche nella fase di selezione all’ingresso) che necessita il possesso di conoscenze, competenze ed esperienze acquisite anche al termine del percorso di studi, sia in ambito universitario che lavorativo.

È evidente, dunque, come la necessaria sussistenza di tali esperienze (anche e soprattutto pratiche) sia di per sé confliggente con la previsione di un limite massimo pari a trent’anni.

Sotto altro profilo, la disposizione normativa sottoposta al vaglio della Corte Costituzionale, si traduce, di fatto, in una palese disparità di trattamento sia in relazione agli omologhi funzionari psicologi dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

Specificamente, per l’accesso al ruolo tecnico dell’Arma dei Carabinieri (di cui fanno parte gli ufficiali psicologi), l’art. 664, D.lgs. n. 66/2010 (Codice dell’ordinamento militare) è previsto il limite massimo di trentadue anni, mentre, per il corpo della Guardia di Finanza quest’ultimo è pari a trentacinque anni.

Come se non bastasse, ulteriore disparità di trattamento si ravvisa nell’ambito della stessa Polizia di Stato, ove si consideri che, come correttamente hanno sottolineato i giudici del Consiglio di Stato, per la partecipazione al concorso di accesso alle qualifiche di medico e veterinario il legislatore ha fissato un limite di età di trentacinque anni, sia pur successivamente in parte ridimensionato da fonti secondarie in relazione ai soli veterinari.

In conclusione, dunque, non potendosi certamente equiparare gli psicologi ai funzionari in servizio di polizia con ruoli operativi (stante la differente natura della prestazione posta in essere) né potendosi ritenere ammissibile l’irragionevole disparità di trattamento in relazione ad altri corpi militari e agli stessi tecnici della Polizia, si auspica l’adozione di un’immediata e dirimente pronuncia del giudice delle leggi.

D’altronde, è nell’interesse della stessa Polizia di Stato, nonché della collettività nella sua interezza, consentire che la copertura di un ruolo così importante e delicato sia riservata a coloro i quali siano effettivamente in possesso di un adeguato bagaglio esperienziale, logicamente e ragionevolmente acquisibile solo a seguito di un congruo arco di tempo.

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