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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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De Martino: «La multiproprietà nel calcio rischio esclusione campionati»

L'avvocato esperto di diritto sportivo: «Anche il Bari deve adeguarsi»

Il presidente del Bari Luigi  De Laurentiis

Il presidente del Bari Luigi De Laurentiis

BARI - Che sia un trust modello «Lotito» (separare il patrimonio e il suo proprietario rispetto a chi lo gestisce), soluzione tampone individuata per il caso Lazio-Salernitana; che sia la vendita di una delle due società, Bari o Napoli, la famiglia De Laurentis ha tempo sino al termine della stagione sportiva 2021-2022 per sciogliere il nodo multiproprietà. Se non lo fa, in astratto, le possibili sanzioni previste dal codice sportivo vanno dall’ammenda sino alla esclusione dai campionati.
«E’ quanto risulta dal combinato disposto dell’articolo 16 bis delle Noif (norme organizzative interne della Figc) con l’articolo 31 del codice di giustizia sportiva che rimanda a sua volta all’articolo 8 del medesimo codice», spiega l’avvocato barese Francesco De Martino (studio Cantamessa di Milano), esperto in diritto sportivo.
La data spartiacque è il 26 aprile 2021 quando il Consiglio federale, oltre a una norma anti-superlega e a nuove regole sul pagamento di stipendi e debiti, ha introdotto modifiche alle multiproprietà. «La ratio - spiega De Martino - è scongiurare possibili conflitti d’interesse che appaiono più che lampanti. A maggior ragione con due squadre nello stesso campionato, pensiamo a cosa potrebbe accadere nelle sfide dirette tra andata e ritorno. Anche quando due squadre militano in categorie differenti, come Napoli e Bari, di problemi ce ne sono, eccome, ad esempio le corsie preferenziali sulla vendita dei calciatori. Se una società intende acquistare un calciatore extracomunitario e non ha più slot disponibili, lo potrà girare alla società che controlla mantenendone la proprietà. Del resto, ci sarà pure una ragione se le regole internazionali della Fifa obbligano chi organizza i tornei a fare in modo che tutti i club siano tra loro indipendenti».
La norma è stata introdotta dunque per adeguare i nostri campionati professionistici (serie A, B e C) a ciò che accade praticamente in tutti i principali campionati europei dove è vietata la cosiddetta influenza dominante. C'è tempo sino alla prossima stagione per adeguarsi. Questo prevede la norma transitoria. «Dal 27 aprile scorso non sono più ammesse partecipazioni e gestioni che determinano in capo al medesimo soggetto o a suoi parenti sino al quarto grado controlli diretti e indiretti attraverso la maggioranza dei voti negli organi societari, partecipazioni, vincoli contrattuali». Come accade per Lotito che attraverso suoi parenti è di fatto anche il patron della Salernitana oltre ad essere presidente della Lazio. «Come è noto la Salernitana e la Lazio hanno proposto un trust la cui prima versione non era stata accolta dalla Figc. La seconda proposta ha ottenuto il via libera, ma comunque si tratta di una soluzione temporanea, al termine di sei mesi, la Salernitana dovrà cambiare proprietà, altrimenti è fuori dalla serie A», spiega l’avvocato De Martino.
Una novità che potrebbe complicare di molto il piano industriale del Bari, essendo modificata almeno per ora la prospettiva temporale degli investimenti. Sul fronte degli sponsor, però, l’avv. De Martino non vede problemi insormontabili. «I contratti già oggi possono prevedere un diritto di recesso a favore dello sponsor qualora il club cessi di appartenere a una determinata proprietà. Io sono solito prevedere questo tipo di clausole».

Intanto, nella clessidra del Bari scorrono i granelli di sabbia. il pallone, è il caso di dire, è in mano alla famiglia De Laurentis. La stagione della contemporaneità, ovvero padre Aurelio, patron del Napoli e figlio Luigi presidente del Bari sembra in ogni caso volgere al termine. Le conseguenze di un mancato adeguamento non sono di poco conto. «La Salernitana non ha rischiato di ripartire in B, ma di scomparire. Avevo letto che il Cosenza si era già fatto sotto rivendicando in quel caso un posto in B. E’ chiaro che non c’è giurisprudenza sull’applicazione di questa norme recentissime e che i casi al momento siano solo due, Lotito e De Laurentis, ma in astratto e sottolineo in astratto, il rischio esclusione nel caso in cui la situazione non venga sanata, c’è»,
Ad ogni modo, va ricordato che il presidente federale ha anticipato che in occasione della prossima riunione del consiglio federale è sua intenzione proporre una norma che disciplini le multiproprietà anche per le situazioni pregresse, individuando un tempo congruo entro il quale adeguarsi. Insomma, potrebbe esserci più tempo: dopo il 90', ci sarebbe spazio per i supplementari. 

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