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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Senza avviso del Fisco la tassazione è nulla

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L’Agenzia delle Entrate è sempre obbligata a comunicare al contribuente l’esito della liquidazione conclusiva dei redditi soggetti a tassazione separata. In mancanza di tale adempimento è nulla l’iscrizione a ruolo e la conseguente emissione della cartella di pagamento.

IL FATTO - Con cartella di pagamento emessa ai sensi dell’art. 36-bis 600/73, l’ex Equitalia agiva per la riscossione dell’Irpef su redditi soggetti a «tassazione separata», oltre sanzioni ed interessi, a carico di un contribuente. Questi proponeva ricorso in Ctp, eccependo sia vizi propri della cartella (come l’omessa sottoscrizione, l’omessa motivazione e la nullità della notificazione) sia vizi attinenti alla fase precedente l’emissione della cartella. E precisamente eccepiva l’omessa notifica «dell’esito della liquidazione dell’imposta» da parte dell’Amministrazione finanziaria. La Commissione tributaria di primo grado rigettava il ricorso. La decisione veniva confermata in secondo grado, in quanto i giudici, a torto, ritenevano «non necessario» l’invio della comunicazione prodromica. Con ricorso in Cassazione il contribuente eccepiva la violazione e falsa applicazione di legge da parte dei giudici.

LA DECISIONE DELLA CORTE - Con la recentissima e granitica ordinanza n. 17763/2021 (Presidente: L. Napolitano; Rel.: F. D’Aquino) la Corte ha correttamente accolto le doglianze del contribuente. Ha premesso innanzitutto che, per costante giurisprudenza, «il contribuente può esercitare il proprio diritto di difesa contestando vizi attinenti alla fase prodromica rispetto all'emissione della cartella (nella specie, vizi della iscrizione a ruolo per omesso invio dell'avviso di liquidazione dell'imposta), convenendo in giudizio anche il solo concessionario della riscossione». Nel qual caso, hanno precisato i giudici, «spetta al concessionario della riscossione, destinatario dell'impugnazione della cartella, l'onere della chiamata in giudizio dell'ente impositore al fine di non rispondere dell'esito della lite, né essendo il giudice tenuto a disporre d'ufficio l'integrazione del contraddittorio in assenza di litisconsorzio necessario tra concessionario ed ente impositore». Ciò detto, in tema di riscossione delle imposte, «l'art. 1, comma 412, L. n. 311/2004 obbliga l'Agenzia delle Entrate, in esecuzione di quanto sancito dall'art. 6, comma 5, L. n. 212/2000, a comunicare al contribuente "l'esito dell'attività di liquidazione" effettuata ai sensi dell'art. 36-bis d.P.R. n. 600/1973, relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata». L'omissione di tale comunicazione determina pertanto «la nullità del provvedimento di iscrizione a ruolo, indipendentemente dalla ricorrenza, o meno, di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione». La sentenza impugnata, «nella parte in cui ha ritenuto irrilevante la comunicazione preventiva dell'amministrazione finanziaria in relazione all'esito della liquidazione, non ha fatto corretta applicazione dei suddetti principi». Per questi motivi i giudici con l’ermellino hanno accolto il ricorso originario e annullato la cartella di pagamento, con condanna del Fisco alle spese di giudizio.

CONCLUSIONI - È noto che, in relazione ai redditi assoggettati a tassazione separata, non è il contribuente che procede ad autoliquidare l'imposta, bensì è l'Ufficio che calcola le somme che il contribuente deve versare. Trattasi quindi di ipotesi nelle quali la preventiva comunicazione diventa elemento indispensabile per la quantificazione del debito d'imposta. Ad esempio, nel caso del Tfr (o indennità equipollenti), una prima tassazione «provvisoria» è effettuata dal datore di lavoro al momento dell’erogazione. Cui segue il «conteggio definitivo» da parte dell’Agenzia delle Entrate che applica (come nel caso del Tfr) l’aliquota media dei cinque anni precedenti a quello di cessazione del rapporto. Il risultato è comunicato al contribuente che ha la possibilità di conformarsi o di contestare in via amministrativa la liquidazione. È pertanto ovvio che, nel rispetto dei diritti del contribuente, nonché nel rispetto della sequenza legale procedimentale, sia da ritenersi «essenziale» e «doverosa» la preventiva comunicazione ex lege dell'esito dell'attività di liquidazione in relazione ai suddetti redditi. Soltanto in ipotesi di omesso pagamento nei termini di legge sarà legittima la successiva emissione della cartella di pagamento. Altrimenti sarebbe inesistente la possibilità del contribuente di far valere le proprie ragioni, nonché il necessario contraddittorio prima dell’emissione di un atto lesivo nei suoi confronti.

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