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In Puglia e Basilicata

Voto

Verso le elezioni, la difficile arte di formare coalizioni

I ballottaggi per pugliesi e lucani: si torna al voto in undici città

Al dunque Letta e Meloni conoscono i loro polli e sanno fin troppo bene che la concezione immacolata della politica è dogma difficile da credere e ancor più da praticare

15 Agosto 2022

Piero Liuzzi

L’Immacolata Concezione è dogma indiscutibile per i credenti.

Una concezione immacolata della politica è invece credenza discutibile, a tratti in odore di settarismo, elitismo e altri tre o quattro «ismi» ancor più discutibili. Così, Calenda, dopo aver fatto l’analisi del sangue a Fratoianni e Bonelli ha rilevato un componente a lui incompatibile. La trasfusione non è possibile. Quei 54 voti contro Draghi, per quanto ininfluenti, sono un reato di lesa maestà inaccettabile. Insomma, Calenda è «senza se e senza ma» e ne fa un punto di forza della sua campagna elettorale.

E siamo al punctum dolens delle coalizioni che, solo per essere tali, implicano fatalmente un certo tasso di eterogeneità. Per scomodare il lessico scopriremmo che coalizione è cosa differente - ma fino ad un certo punto - da alleanza che, invece, prevede condivisione piena di metodi ed obiettivi. Agli italiani andrebbe spiegato. Ma il punto, a ben vedere, non sono le coalizioni ma la società italiana che, pur in infima parte, ha bisogno di esprimersi nei «puri e duri» nel grande mare della duttilità. Purezza e durezza innocue e parolaie finché si vuole ma indigeste al fine palato calendiano.

D’altra parte, immaginiamo che Giorgia Meloni di schietta fede atlantista e, - grazie agli sforzi immani di qualche suo rappresentante nel Parlamento Europeo - addivenuta a un ragionevole europeismo critico, dovesse fare l’analisi del sangue a Berlusconi che sembra ancora quello di 28 anni fa o a Salvini che già s’immagina indossatore delle più svariate divise delle forze dell’ordine e che, magari in un colpo di Papeete, potrebbe persino indossare la divisa di cosacco dell’Ussuri. Per non dire di qualche «nostalgico» che, pur silenziato, serve anche quello. E siamo sempre al punto. C’è una parte della società italiana che crede ancora alle dentiere per tutti e, perché no? al Viagra a prezzo politico o ama le divise, le frasi roboanti e pensa che l’unico vero problema italiano sia il migrante o che un regime fiscale tra i più oppressivi sia tagliabile con un colpo di scure.

Al dunque Letta e Meloni conoscono i loro polli e sanno fin troppo bene che la concezione immacolata della politica è dogma difficile da credere e ancor più da praticare.

È inevitabile che le case si costruiscano con i mattoni che si hanno a disposizione e servono anche quelli malamente tagliati o sbilenchi. Insomma, gente con cui non si andrebbe mai a cena ma che serve nelle urne. E anche nella coalizione a guida Pd/Letta si fa ammenda, in queste elezioni politiche 2022, delle diverse e differenti posizioni dei sottoscrittori del patto circa i punti salienti della futura azione di governo: transizione energetica e rigassificatori, termovalorizzatori, nucleare, acciaio tarantino; reddito di cittadinanza; posizione dell’Italia su Nato. E sull’Ucraina poi i distinguo sono trasversali e perniciosi a destra come a sinistra.

La questione se mai è smussare e adattare quei mattoni al limite dell’impresentabile, metterli sul retro della casa, usarli per qualche tamponatura. Una volta questa pratica della politica si chiamava esercitare l’egemonia. La Dc e il Pci erano insuperabili in quest’arte che coniugavano - senza farlo sapere - con la saggezza di Leo Longanesi: «I mediocri sono indispensabili e inutili. La loro forza sta nel rendere indispensabile la loro inutilità».

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