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In Puglia e Basilicata

La riflessione

Eolico e solare: così la guerra ci «sfida» a bruciare le tappe

Eolico e solare: così la guerra ci «sfida» a bruciare le tappe

È necessario costruire un futuro fondato sulla certezza dell’autoproduzione di energia e dell'autonomia energetica dell’Italia

10 Marzo 2022

Onofrio Introna, ex presidente del consiglio regionale pugliese

Italia «terra di santi, di eroi, di navigatori» ma non di materie prime: importiamo l’81% del fabbisogno energetico, riscaldiamo case, cuciniamo e illuminiamo con gli idrocarburi, il carbone e l’energia che arrivano dall’estero. Ma forniture e costi sono sensibili a eventi di ogni genere e la guerra Russia-Ucraina sta denunciando la nostra debolezza.

Sono anni che insistiamo sull'’urgenza di assicurare all'Italia una maggiore autonomia energetica. Torniamo a denunciare il problema con insistenza. Domani ci sarà sempre un Putin a destabilizzare il mondo con qualche mossa azzardata.
Oggi il leader russo può tenere aperto o chiuso il gasdotto che porta in Italia il 44% del gas necessario e che passa dall’Ucraina. Il conflitto non ci affligge solo con le conseguenze economiche: lo scellerato bombardamento della centrale nucleare di Zaporizhzhia aggiunge paura alle preoccupazioni. Detto che l'ONU dovrebbe attivarsi per garantire la neutralità di quegli impianti, il rischio di una catastrofe conferma le insidie del nucleare. Nessun’altra fonte energetica ha la stessa potenzialità di devastazione.

Per rifornirci, scartato il nucleare e considerato che le riserve nazionali di gas stoccato sono scese al 20% - si e no sufficienti fino all'estate - ribadiamo l’esigenza irrinunciabile di produrre energia da fonti rinnovabili. Se il biogas si produce trasformando resti agricoli, scarti degli allevamenti, legna, ramaglie e sfalci, la Puglia è ricca di queste rifiuti da convertire in combustibile ecocompatibile.

Da più di un decennio ripetiamo che l'unica prospettiva energetica per l’Italia, il Sud e la Puglia è investire fortemente sulle fonti pulite, rinnovabili e intanto sostituire il gas alle materie fossili nella produzione di energia. A questo proposito, ben venga il raddoppio della fornitura di gas da Tap: d’altra parte, non abbiamo mai contestato il gasdotto, ma sempre e solo chiesto di spostare l’approdo da San Foca alla costa brindisina. Siamo da sempre consapevoli della dipendenza del nostro Paese per l’approvvigionamento energetico, quello che denunciamo è che non si fa abbastanza per superare un gap oneroso e limitante.
Ci chiediamo perché questo Governo nazionale continui a rinviare una programmazione strategica per incentivare la produzione massiccia di energie pulite, sfruttando le risorse compatibili con l’ambiente, che a differenza delle materie prime fossili non ci mancano. Sole, vento, mare, regalano al Sud un potenziale energetico che potrebbe illuminare l’Italia, riscaldare tutti e alimentare l’intero apparato produttivo. Probabilmente è ancora forte il condizionamento delle lobby del petrolio, del carbone e dello stesso gas. La Puglia, già in testa per localizzazione di impianti eolici e solari, deve valorizzare ancora di più questa vocazione ecologica. Nel piano straordinario per l'energia va impressa una forte spinta alla produzione di materiale fotovoltaico di ultimissima generazione da parte dell’industria nazionale, impegnandosi al conseguente adeguato smaltimento a fine impiego.

Occorreranno anni per portare a regime le misure, per questo bisogna adottarle subito, fare prestissimo, per limitare gli autunni e inverni freddi che ci aspettano. L’austerità continuerà a lungo, se gli equilibri non dovessero ristabilirsi.
Si deve andare incontro anche al dramma dell'agricoltura, altra vittima della guerra, che sta azzerando le importazioni di grano e mais dall’Est Europa. Occorre provvedere alle esigenze di agricoltori e allevatori, recuperando terreni da destinare alle coltivazioni e sostenendo il settore.

La Regione, Michele Emiliano e il Consiglio regionale prendano per i capelli i problemi, facciano valere tutte le potenzialità agricole ed energetiche del nostro territorio. Più attenzione e risorse ai campi e va accelerato l'esame dei 40 gigawatt in attesa di autorizzazione, per approvare i progetti compatibili e avviarci con decisione al raggiungimento degli eco obiettivi strategici per il 2030.

Dobbiamo costruire un futuro fondato sulla certezza dell’autoproduzione di energia e dell'autonomia energetica dell’Italia. Ma le armi in Ucraina devono tacere: ci associamo all'appello di papa Francesco: «Questa guerra è una pazzia, si torni a rispettare il diritto internazionale, prevalga il negoziato».

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