Martedì 02 Marzo 2021 | 03:38

NEWS DALLA SEZIONE

il racconto
Per una «letteratura meridiana»

Per una «letteratura meridiana»

 
Il racconto
L'inferno dantesco della pandemia

L'inferno dantesco della pandemia

 
Cronache del distanziamento
Quel caffè col «signor Lorenzo»

Quel caffè col «signor Lorenzo»

 
Il racconto
Irrequieti a caccia di libertà

Irrequieti a caccia di libertà

 
il racconto
Il gentile «discorso» della Luna

Il gentile «discorso» della Luna

 
Il racconto
Se Camus dialoga in Valle d'Itria

Se Camus dialoga in Valle d'Itria

 
il racconto
Siamo tutti grandi... peccatori

Siamo tutti grandi... peccatori

 
il racconto
Quando non c’erano le mascherine

Quando non c’erano le mascherine

 
il racconto
La Giardinetta di Méste Battìste

La Giardinetta di Méste Battìste

 
Il racconto
Ciao, Carnevale di Bari Vecchia

Ciao, Carnevale di Bari Vecchia

 
Il racconto
Sul «filobus» del Carnevale

Sul «filobus» del Carnevale

 

Il Biancorosso

Serie C
Nel derby di Puglia, Il Bari in 10 batte il Foggia 1-0: segna il bomber Cianci

Nel derby di Puglia, il Bari in 10 batte il Foggia 1-0: segna il bomber Cianci

 

NEWS DALLE PROVINCE

Foggiaa Lucera
Bracciante africano si suicida nel Foggiano: «Bisogna ascoltare il disagio»

Bracciante africano si suicida nel Foggiano: «Bisogna ascoltare il disagio»

 
BariLa richiesta
Vaccini anti Covid, l'appello dell'associazione disabili di Bari: «Inserirli tra priorità»

Vaccini anti Covid, l'appello dell'associazione disabili di Bari: «Inserirli tra priorità»

 
LecceLa decisione
Lecce, scomparsa 21 anni fa: il caso Martucci approda alla Camera

Lecce, scomparsa 21 anni fa: il caso Martucci approda alla Camera

 
TarantoLa novità
Msc farà rotta su Taranto: da maggio al via alle crociere

Msc farà rotta su Taranto: da maggio al via alle crociere

 
BrindisiIl caso
Brindisi, il sindaco Rossi azzera la giunta: verso nuove nomine

Brindisi, il sindaco Rossi azzera la giunta: verso nuove nomine

 
Potenzal'appello
Potenza, campagna vaccini: «Emodializzati non possono attendere tempi della politica»

Potenza, campagna vaccini: «Emodializzati non possono attendere tempi della politica»

 
MateraIl video
Matera, campagna vaccinale per 200 persone tra forze dell'ordine e personale scolastico

Matera, campagna vaccinale per 200 persone tra forze dell'ordine e personale scolastico

 
BatNella Bat
Trani, attentato al sindaco, la visita di Piemontese: «Non c'è spazio per la violenza»

Trani, attentato al sindaco, la visita di Piemontese: «Non c'è spazio per la violenza»

 

i più letti

Il racconto

Rocco e Amelia, parole sul mare

Incontro fra i due poeti sulla costa di Portici dove si spense l’intellettuale lucano

Rocco e Amelia, parole sul mare

Due giovani, un uomo e una donna, sono seduti sulla sabbia, di fronte al mare. Sono sulla spiaggia di Portici. Rocco Scotellaro si trova in città per motivi di lavoro, mentre Amelia Rosselli è andata a trovare l'amico poeta per trascorrere momenti di riflessione sull'attuale situazione che stanno vivendo e sui diversi cambiamenti che si aspettano dalla nuova situazione a pochi anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Rocco: Amelia, ti ringrazio per essere qui. L'estate quest'anno mi rende più inquieto, più preoccupato. E non riesco a frenare quest'ansia, e ho la sensazione che il cuore vada per conto proprio, con un ritmo accelerato. Io non ci penso, ma il carcere mi ha debilitato.
Amelia: Sono qui per mediare il tuo disagio. Sono qui per farti compagnia. Sai che mi piace questo posto. Mi piace la luce del sole, mi cullano gli abbracci del mare e amo i colori dell'orizzonte. La tua voce, le tue parole e i magici orizzonti sul mare a Portici mi aiutano ad affrontare i giorni che verranno.
Rocco: Si, Amelia, mi sono cari questi orizzonti, mi danno una strana felicità, un senso di apertura verso la libertà. Se ricordo l'aria che respiravo nella cella, se penso a come sono stato annientato nell'anima e nel corpo, non so cosa dire. Ho il corpo stanco. E ho bisogno di silenzio.
Amelia: Possiamo entrare nella luce del silenzio quando vuoi. Amo la musica, lo sai e il silenzio ne fa parte. Per questo gli orizzonti rappresentano la profondità della luce e la quiete del silenzio. Leggere gli orizzonti è importante, ma sarà necessario interpretare i colori degli orizzonti. Forse nel leggere quel libro naturale che sta davanti ai nostri occhi possiamo scorgere la libertà e la forza per dimenticare.
Rocco: Dimenticare, dimenticare. Cara amica, per me è impossibile. L'esercizio della dimenticanza non è per me e credo neanche per te. Conosco il filo della tua memoria, un filo che non si spezzerà mai, credo.
Amelia: Hai ragione. Chiedo a te ciò che io non riesco a fare. Vorrei imparare tante cose da te. Vorrei conoscere la fonte donde raccogli le tue energie, vorrei sapere dove nascondi il lievito della tua poesia, quale è il libro segreto che ti ispira, quali sono i tuoi sogni.
Rocco: Ho perduto i miei sogni quando ho capito che la mia vita come impegno politico, ha avuto termine, anche se la poesia e la letteratura hanno valenza di impegno politico e civile, ma forse ciò avviene indirettamente. Le mie energie, quelle vitali e intellettuali, hanno fonti diverse e non so adesso descriverle. Certo la tua presenza, la tua amicizia, mi danno la forza di continuare. Qui a Portici mi sento in esilio, ma forse no, mi sento un fuggiasco, un uomo in fuga rispetto al suo passato.
Amelia: Rocco, credo che sia necessario non smarrire le radici. Capisco, anche, il tuo sentimento di esiliato. Io vivo tutt'ora la condizione di esiliata ma anche di apolide. Ma ognuno fugge da se stesso e dagli altri perché vorrebbe vivere un "altrove" per scoprire la catena degli inganni, i volti dei sabotatori e di chi ha ordito le trappole.
Rocco: Ho vissuto l'alienazione che comporta l'essere sabotati, l'essere denunciati senza aver commesso il reato. E questa potrebbe essere una testimonianza per i più giovani. Ma a Portici mi trovo bene anche se sento di aver ordito un tradimento, credo non voluto, rispetto ai miei concittadini, forse sento di averli abbandonati.
Amelia: Non crucciarti, non avvelenarti il sangue. Ascolta la tua anima e il tuo cuore e non osservare di continuo le cicatrici della memoria. Quelle vedi di contenerle, di curarle ancora, se non sono del tutto guarite. Posso, se vuoi, aiutarti. Con il tempo le lesioni dell'anima possono essere capite, mediate, tacitate. Non trovi ?
Rocco: Amelia, ci sono ferite inguaribili, tagli ricevuti all'improvviso che tu conosci, colpi inferti così, nell'immediato, a cui tu forse hai anche assistito. E poi ho un dolore al petto che non mi da tregua. Ho bisogno di scrivere. Quando scrivo il dolore si scioglie e mi sento meglio, oppure quando sono con te il mio teatro oscuro si illumina e nella luce noi salpiamo verso un “altrove” diverso, forse in un bosco o in una città, forse in un mondo nuovo, tra giustizia e uguaglianza, tra libertà e amore.
Amelia: Tu sai bene che l' altrove di cui abbiamo bisogno non esiste, è memoria di passioni perdute e ricordo d'infanzia negata, adolescenza incompiuta. Considera la nostra infanzia e adolescenza, come momenti di disagio e di paura, di lutto e dolore. Ecco, forse a te è mancato il senso della perdita, del lutto come momento di riflessione. Ma non credo, mi sbaglio: anche tu hai perso tuo padre e ognuno di noi ha una perdita da rielaborare. Ma la cancellazione dell'infanzia e dell'adolescenza è qualcosa che non si recupera più. C'è una cifra dolorosa che connota il cammino della vita. Le nostre due vite.
Rocco: Faccio mio il tuo messaggio. Soprattutto mi affascina ciò che attraversa le tue poesie, come quando nei tuoi versi ripeti l'avverbio di tempo: " ancora"; ecco forse in quella richiesta vi è il senso di una testimonianza, quella dell'andare avanti, del resistere e dell'esistere. L'insistenza sull'accordo dell’avverbio di tempo è un semplice segno che lascia spazio al pensare, allo scrivere, all'immaginare e al sognare. Al desiderio di riprovarci.
Amelia: Il mio insistere e persistere con il termine " ancora", nasce dalla forza nel lottare contro fantasmi che io non ho alimentato, ma che altri mi hanno regalato, incivilmente, con obbrobrio e cattiveria. Cerco di allontanarli con l'ascolto dei miei angeli custodi. E io vado a cercarli. Quando non sono con te, mi faccio compagnia con gli angeli, la loro custodia alleggerisce il mio panico, le mie paure, i timori che arrivino da un momento all'altro, i miei cattivi custodi, gli uomini grigi, i miei persecutori che tu conosci bene e che solo noi sappiamo.
Rocco: Ascolto le tue parole e sono molto preoccupato. Si certo, viviamo tra dolore e angoscia, tra ragione e disperazione. Perché ? Cosa abbiamo fatto ? I poveri, si, amiamo i poveri ? E allora ? Lasciateci amare i poveri, perché ci perseguitate ? La ragione non sopperisce i torti subiti, non c’è nessuna mediazione tra dolore e ragione. Soltanto i nostri cuori. Soltanto un dolore cupo, indicibile, un dolore che soltanto la poesia sa raccontare. Io leggendo i tuoi versi ho tentato di carpire il tuo male segreto. Senza riuscirvi. Il male segreto è uno solo, lo indago, lo sviscero, lo scavo, ma da questo scavo interiore emergono tanti rivoli che mi assediano. Mi sento assediato.
Amelia: Anch'io vivo questo assedio. Ma io conosco i miei assalitori. E vorrei liberarmene. Solo con te riesco ad allontanarli. Rocco, la mia è una amicizia dedicata. Si, per te. A te questa amicizia dedicata. E il silenzio.
Rocco: Chiedo silenzio su questo dolore che si ostina a ferirmi, ma forse a ferirci. La poesia, spesso è fatta di deboli parole. Alcuni dicono che la mia poesia è fatta di immagini deboli. Ma non credo. Debole è la lettura di chi rimuove ciò che accade intorno, di ciò che accade in Italia. Questa poesia debole, come dicono quelli che non credono nella frattura tra Nord e Sud e la vorrebbero occultare, possiede immagini forti che in molti vorrebbero oscurare. Speriamo che non vi riescano. Farà notte anche per loro, vedrai Amelia anche loro saranno costretti a ricredersi. Altri mostri appariranno agli orizzonti.
Amelia: No, non ci riusciranno, anche se bruceranno i nostri manoscritti, anche se qualcuno vorrà fare un altro rogo di libri, non ci riuscirà. La nostra testimonianza è vivente, la nostra vita è una rete di forze. Abbandoniamo la nostalgia, dimentichiamo i fuochi fatui di cui ci parlano i nostri imbonitori. La nostra gioventù e le nostre parole saranno per sempre la nostra forza.
Rocco: Resta poco delle mie cose, resta il nulla tra le mie mani, ma ho un sogno da regalarti, un piccolo sogno di gioia e d'amore, un sogno di tenerezza che va oltre l’abbraccio del cielo. Rimani qui con me, non lasciarmi, non andartene. Resta per qualche giorno ancora. Non vedi il mare ? A Roma con questo caldo, cosa farai ? Resta, raccontami di te, di una tua poesia, della vita che ti abbraccia, ti seduce e poi t’abbandona.
Amelia: Tenero “angiolo”, tenero amico, sposo del cielo e della mia luce, sposo della mia anima, non smarrirti tra i fossi e gli antri dove nascesti, stringiamo insieme il pugno di terra che ci fece incontrare, torniamo al desiderio di vivere, perché un male segreto dentro ci cammina e non sappiamo del destino, qual fiato ci riserva. Non posso restare. Non posso. Ascoltiamo il battito dell’ora migliore. Vedi quell’aquilone, lo vedi, seguiamolo, andiamo verso la luce dell’aquilone. Ci basterà la dolcezza, il fiato di un aquilone per sopravvivere.
Rocco: Sicura che ci basteranno i colori dell’aquilone per essere ed esserci ? Non so ! Cara Amelia, sarà difficile sopravvivere.
I due prendendosi per mano, nel tramonto del sole, felici, corrono inseguendo il loro aquilone. Di lontano, una brezza di vento, il tramonto di Portici e le prime luci della sera.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie