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«È la festa di tutti i bambini»

Anna Maria Di Terlizzi e la storia di Priscilla e i burattini, dedicata a San Nicola

«È la festa di tutti i bambini»

In realtà, aprirono la sua tomba, portarono via quello che era rimasto del suo corpo e lo trasportarono a Bari, dove è stata costruita per lui una grandissima chiesa, la Basilica di San Nicola situata nel cuore della città vecchia, non lontana dal mare. Questa chiesa ha una lunga storia, ma tutto parte da Nicola.
«Allora dai, cos’altro mi puoi raccontare di lui? Ci ha salvato e protetto come un vero papà»
Priscilla non sapeva molto di più sulla storia di San Nicola, se non quello che aveva appena detto. Ma poiché lei partecipava alla grande festa che si teneva a maggio a Bari per ricordare l’arrivo dei marinai, non poteva che raccontarle delle meravigliose luci di tutti i colori che si accendevano per le strade principali, del corteo che attraversava la città con cavalli, carri, giocolieri, mangiafuoco, sbandieratori, tamburi che rullavano così forte da far vibrare i vetri delle finestre e i bellissimi abiti del popolo e dei nobili vestiti con gli abiti dell’epoca. Ricordava l’odore delle cose buone che si vendevano per strada: zucchero filato, torroni appena sfornati e il fumo odoroso delle carni arrostite sulle braci.
E le stava elencando tutto quello che ricordava di questa festa con tanto calore, quando si accorse che Aay’a tremava tutta.
Priscilla si pentì di essersi dilungata, allora alzò gli occhi in alto, come per cercare di dire qualcos’altro e proprio allora si accorse che il burattino San Nicola, era appoggiato sul bordo del palchetto del teatrino e la guardava con i suoi grandi occhioni che la incitavano a parlare ancora.
Fu allora che ebbe un lampo di genio.
«Ah, ecco, forse non ti ho detto la cosa più interessante di tutte.»
«Cosa? Dimmi, dimmi!»
«È una cosa che riguarda solo noi bambini.»
«Davvero? E quale?»
«C’è un’altra festa di San Nicola ed è il 6 dicembre: è la festa dei bambini! Quel giorno in tante città e paesi del mondo si distribuiscono doni ai bimbi e noi non andiamo a scuola. A dicembre però c’è anche Natale, giorno della nascita di Gesù Bambino.»
«Un momento, chi è Gesù Bambino? E cosa significa Natale?» chiese Aay’a scuotendo la testa più confusa che mai.
«Ma allora non sai proprio niente!?» rispose un po' seccata Priscilla che cominciava a perdere la pazienza e non voleva aggiungere altri particolari.
«Dai, ti prego, sii gentile, continua!»
«Va bene, va bene... ti dirò qualcos’altro... Gesù Bambino è il figlio di Dio nato da Maria, la sua mamma, e San Giuseppe, il suo papà, che non era proprio il suo papà ma lo crebbe come figlio suo.
Questo bambino divino è nato a dicembre quando fa freddo freddo e tutto il mondo cristiano festeggia la sua nascita. Questa festa si chiama Natale ed è proprio durante la notte che il Vescovo Nicola, vestito da Babbo Natale riempie la sua slitta, guidata da bellissime renne, di tantissimi regali e vola attraverso i cieli per portarli nelle case dei bimbi buoni.»
Aay’a sembrava intimorita, sentendo tutti questi racconti, e Priscilla la stava osservando, quando sentirono provenire dall’alto un lungo festoso applauso ovattato. Era il burattino Vescovo Nicola che applaudiva a più non posso con le sue manine di stoffa.
E, mentre lo guardavano incantate, udirono la voce di nonna Fiammetta provenire dall’alto: «Insomma Priscilla, cosa fai laggiù? Ti sto aspettando da un bel po’, che succede? Tutto a posto?»
Lei rispose che non era successo nulla e che stava arrivando.
«Che peccato!» pensò Priscilla mentre guardava la piccola Aay’a che un attimo prima si muoveva e parlava infilata al suo braccio. Guardando lì in alto dove c’era il Vescovo Nicola che applaudiva felice, si accorse che non c’era più. Era scomparso.
Comunque, anche se l’incantesimo era svanito e l’atmosfera cambiata, lei sentiva il suo animo sereno e felice per aver ricordato tanti momenti così belli. I burattini e la storia del viaggio del Vescovo Nicola le avevano fatto capire quanta gratitudine doveva al cielo per tutto ciò che nella sua giovane vita aveva ricevuto. Era contenta di aver trascorso un po’ di tempo, da sola, in quel luogo magico. Depose delicatamente la piccola burattina dietro il teatrino e si avviò in fretta verso le scale per raggiungere la sua adorata nonna che l’aspettava.
2. fine. La precedente puntata è stata pubblicata ieri

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