Lunedì 14 Giugno 2021 | 10:57

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Era una mattina di marzo, una di quelle giornate di tramontana fresca col sole, di quelle che già al mattino mi sveglio felice e con la voglia di cantare, anche in un momento storico difficile come questo sì, perché la mia capacità di vedere oltre le difficoltà coglie sempre la bellezza, anche in mezzo a un mucchio di pacchi polverosi in una casa semivuota dove si è pronti a traslocare. Giusto per intenderci…
Quella mattina feci come al solito la mia ricca colazione, indossai leggings e scarpette da jogging e mi buttai fuori la porta di casa per i miei consueti 7 km permessi anche in zona rosso rinforzato.
Mentre mi riscaldavo per prepararmi allo stacco in corsa, infilai le cuffiette del mio IPhone già sintonizzato sui 105.7 della mia radio preferita, ma stranamente, invece di sentire qualche brano dell’ultimo San Remo, avvertii una strana voce, di una potenza mai udita prima in vita mia!
“Buongiorno Giovanna, non ti chiedo come stai perché lo so già”… e in sottofondo, precepii un sorriso compiaciuto.
“E adesso questo chi è?” mi chiesi stranita per quello che pareva un saluto personalizzato a cui non davo spiegazione. Ancora attonita, rallentai la mia andatura, come se moderare il passo avesse potuto servirmi per comprendere meglio qualcosa che mi stava sfuggendo, ma non feci nemmeno in tempo a cercare di razionalizzare che la voce si ripresentò: “Cos’è, hai paura? Siamo amici da 50 anni, mi parli ogni giorno e io ti ascolto sai? Oggi però sono io che ho un messaggio per te, uno di quelli che vorrei che tu diffondessi nel mondo. Sì, ti ho scelto, sei contenta?”
Prima di rendermene conto, cercai d’iniziare ad interloquire, anche se non avevo ancora capito bene con chi, ma Lui mi fermò subito imponendosi nuovamente al mio ascolto: “non tutto ti è dato comprendere, ascoltami e basta e continua a camminare.”
Incapace di disobbedire a una voce così potente e ammaliante, mi azzittii e mi predisposi all’ascolto di quello che, date le premesse, si annunciava sicuramente un messaggio interessante.
“Io sono Dio, e credimi, non è un modo di dire! So che molti umani in questo momento sono sfiduciati, provati, stanchi e molti anche arrabbiati con me, perché a loro avviso, resto impotente dinanzi a tante brutture o addirittura pensano che sia io a causarle per punirvi di qualche misfatto!
Voglio che tu dica loro che io non punisco nessuno, semmai come è concesso a un padre buono, mi limito a dare delle piccole lezioni giusto per favi capire delle cose importanti che forse stavate dando troppo per scontate mentre di altre stavate abusando credendo scioccamente di poter ambire a prendere il mio posto!” E qui seguì una fragorosa risata.
Devo dire, che nonostante l’immenso stupore che ancora mi dominava, non ebbi paura alcuna di quella voce dalla potenza sovrumana che mi stava parlando e continuai a camminare e ad ascoltare in religioso silenzio.
“Vi mancano tante cose adesso, lo so bene, ma quando le avevate a libera disposizione, dimmi, quanto le avete davvero avvalorate?
Adesso vi lamentate per tutti i mancati abbracci, ma quante volte li avete lesinati a chi amate? Quante volte avete mancato le benedette presenze cui oggi tanto anelate senza che ce ne fosse un motivo reale? Quante volte, seppur senza mascherina avete davvero sorriso al passante di fronte con benevolenza?
E della libertà, uno dei doni più grandi che io vi abbia fatto insieme all’amore, che uso ne avete fatto miei cari? Quanta ne avete sprecata per pigrizia o per noia, quante volte invece di correre incontro a qualcuno che aveva bisogno di voi, avete preferito poltrire sul divano a guardare una serie tv. Oggi, costretti sul divano, implorate la presenza, l’abbraccio, l’incontro. Ma quante occasioni di queste avete buttato alle ortiche?”
Sentii l’immediato bisogno d’inserirmi nella conversazione per dirgli che ero perfettamente d’accordo su tutto, che aveva ragione, ma anche per comunicargli che ormai abbiamo tutti compreso e che saremmo pronti per ributtarci nella vita, vissuta appieno con una nuova consapevolezza.
Ma Lui ribattè: “Ti pare davvero che abbiate compreso? Non credo che siate ancora pronti! Vedo ancora tanti comportamenti che dimostrano quanto la lezione non sia poi servita abbastanza.
Vedo ancora umani che litigano in fila al supermercato per il proprio turno, e altri che buttano montagne di spazzatura tra il verde della natura che ho creato per farvi respirare. Ascolto liti e offese verbali per motivi banali e intercetto uomini che si definiscono grandi, scienziati, cadere poi dinanzi all’unico gesto di umanità che gli avrebbe avvalorato l’esistenza! Siete arrabbiati e la vostra rabbia v’impedisce di scorgere la bellezza che vi circonda.”
Aveva ragione, ogni giorno assistiamo a comportamenti del genere che declassano la specie umana, eppure, nonostante gli ultimi 12 mesi ci abbiano fatto toccare con mano tutta la precarietà della vita, ancora ci affanniamo a consumarla male sprecandone la parte migliore.
Continuai a correre e mi parve di averne aumentato anche l’andatura mentre lo ascoltavo rapita e ammaliata.
Timidamente gli chiesi: “Per quanto ancora ne avremo Buon Dio?”
“Eh mia cara, guardati intorno… Questa natura che tu ami tanto e ti circonda, negli ultimi 12 mesi ha respirato, si è ripresa i suoi spazi. Le acque dei mari e dei fiumi sono diventate più limpide, l’aria si è liberata dallo smog e il cielo è diventato terso anche nelle zone più industrializzate e solitamente inquinate. Le emissioni di gas serra sono notevolmente diminuite. Pare che senza le ingerenze dell’uomo, per la Terra sia andata meglio. Con questo non voglio dire che il Pianeta sarebbe un posto migliore senza di voi, assolutamente… Ma sicuramente voglio invitarvi a modificare molti vostri comportamenti errati.
Avete abusato e maltrattato la natura, vi siete comportati da padroni assoluti della Terra senza rispettarne gli equilibri di cui poi, avreste giovato voi stessi che ne siete gli ospiti d’onore. Avete voluto mangiare ogni frutto in tutte le stagioni senza considerare i tempi e i modi del raccolto, avete manipolato la vita degli animali creando allevamenti massivi che hanno distrutto prima loro e che inesorabilmente stanno distruggendo la vostra salute, quotidianamente.
Site sempre in corsa per guadagnare, per incrementare il vostro successo e il vostro potere, nemmeno se doveste essere eterni! Vi affannate inutilmente per allungarvi la vita e intanto ve ne private deliberatamente ogni giorno, consapevolmente, della parte più bella.
Ma cosa devo fare con voi?
Ricordi quel passo del vangelo di Luca che ami tanto? Te lo cito: Perciò vi dico: Non siate in ansia per la vostra vita di che mangerete, né per il vostro corpo di che vi vestirete. La vita vale più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi, essi non seminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre; ebbene, voi valete molto più degli uccelli. E chi di voi può con la sua ansietà aggiungere alla sua statura un sol cubito? Se dunque non potete far neppure ciò che è minimo, perché siete in ansia per il resto? Osservate come crescono i gigli: essi non lavorano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, in tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro. Ora se Dio riveste così l'erba che oggi è nel campo e domani è gettata nel forno, quanto maggiormente rivestirà voi, o gente di poca fede? Inoltre non cercate che cosa mangerete o che cosa berrete, e non ne state in ansia, perché le genti del mondo cercano tutte queste cose, ma il Padre vostro sa che voi ne avete bisogno. Cercate piuttosto il regno di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. Non temere, o piccol gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno. Vendete i vostri beni e dateli in elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove il ladro non giunge e la tignola non rode. Poiché dov'è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Certo, mi dirai che voi per vivere dovete lavorare e questo è giusto, ma non affannarvi come fate per conquistare chissà quali ricchezze come se doveste portarvele nell’aldilà. Fermatevi e respirate! Avete perso di vista la parte migliore di voi, l’anima.”
Non ricordo nemmeno l’enfasi con cui gli dissi che ero in pieno accordo con Lui e quella con cui gli chiesi di essere ancora clemente con noi, di darci un’altra possibilità per vivere meglio. Gli promisi che avremmo fatto ammenda degli ultimi accadimenti e che avremmo imparato la lezione. Gli chiesi di non abbandonarci e di continuare ad amarci con la nostra imperfezione.
Lui mi ascoltò fino alla fine come credo che abbia sempre fatto da che ci conosciamo e alla fine mi rispose con dolcezza tuonando: “Ne avevi dubbio alcuno?”

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