Giovedì 17 Giugno 2021 | 04:12

NEWS DALLA SEZIONE

L'analisi
Coprifuoco finito, riecco tutti i mali del sabato sera

Coprifuoco finito, riecco tutti i mali del sabato sera

 
il punto
Il patriottismo «dolce» e l’amara odissea di due pugliesi

Il patriottismo «dolce» e l’amara odissea di due pugliesi

 
L'analisi
Gigi Riva, l’omaggio

Gigi Riva, l’omaggio

 
la riflessione
Se l’Italia chiude il corridoio della Cina verso l’Europa

Se l’Italia chiude il corridoio della Cina verso l’Europa

 
Dopo i fatti di Melfi
Dal linguaggio violento alla violenza politica

Dal linguaggio violento alla violenza politica

 
Taranto in C
La rinascita di una città ha a che fare con lo sport

La rinascita di una città ha a che fare con lo sport

 
L'editoriale
Una riforma della giustizia per ridare fiducia ai cittadini

Una riforma della giustizia per ridare fiducia ai cittadini

 
L'analisi
Quei sindaci «bersagli mobili» da mettere in sicurezza

Quei sindaci «bersagli mobili» da mettere in sicurezza

 
L'analisi
Più chiarezza sui vaccini non si può morire a 18 anni

Più chiarezza sui vaccini non si può morire a 18 anni

 
La riflessione
I doveri nascosti dietro l’ambiente in Costituzione

I doveri nascosti dietro l’ambiente in Costituzione

 
La riflessione
Più del 40% dei fondi: ora il Sud alza la voce in Europa

Più del 40% dei fondi: ora il Sud alza la voce in Europa

 

Il Biancorosso

verso il futuro
Il Bari di Mignani vira verso il 4-3-1-2

Il Bari di Mignani vira verso il 4-3-1-2

 

NEWS DALLE PROVINCE

BatL’incidente
Barletta, crolla palazzina dopo esplosione: 3 feriti trasportati d’urgenza in ospedale

Barletta, crolla palazzina dopo esplosione: 3 feriti trasportati d’urgenza in ospedale

 
LecceA Nardò
Polizia salva 85enne durante incendio in casa nel Salento

Attimi di paura nel Salento, polizia salva 85enne da incendio divampato in casa

 
BariA Bari
Gestione spiaggia di Torre Quetta, pm insiste su interdittiva antimafia

Gestione spiaggia di Torre Quetta, pm insiste su interdittiva antimafia

 
PotenzaLa denuncia
Potenza, «la Basilicata sempre più povera»

Potenza, «la Basilicata sempre più povera»

 
TarantoIl siderurgico
Ex Ilva Taranto, Emiliano: «Impianti area a caldo da fermare subito»

Ex Ilva Taranto, Emiliano: «Impianti area a caldo da fermare subito»

 
MateraTelevisione
Matera, Imma Tataranni è tornata

Matera, Imma Tataranni è tornata

 

i più letti

La riflessione

La Repubblica e le 3 fasi del cattolicesimo

Grande è stato il contributo iniziale dei cattolici alla costruzione della Repubblica

La Repubblica e le 3 fasi del cattolicesimo

Da giovedì braccia aperte a chi è rimasto ancora fuori dalla vaccinazione anche in Puglia e Basilicata (dove, per altro, continuano gli «Open Day» per il Johnson&Johnson). Mentre la curva abbassa la china e tre regioni festeggiano il loro scintillante «bianco», proseguono a Bari le indagini per i «furbetti» del vaccino. Intanto l’Anci (Associazione dei Comuni) fa un bilancio di Sostegni bis e Semplificazioni: bene, ma si può fare di più.

Il contributo dei cattolici copre un arco di tempo che precede la nascita effettiva dell’Italia repubblicana e che, per ragioni attinenti alle dinamiche politiche, ha punti di snodo e stagioni meno fortunate. Volendo sintetizzare, possiamo individuare tre fasi: da Camaldoli alla Costituente; l’età democristiana, ovvero dell’unità politica dei cattolici; il dopo Moro con il pluralismo politico e l’irrilevanza dei cattolici sulla scena pubblica.
Innanzitutto va detto che è riconosciuto il contributo di quei cinquanta giovani provenienti dalle file dell’Azione Cattolica e della Fuci che si riunirono nel monastero di Camaldoli dal 18 al 23 luglio del 1943. Loro scrissero il Codice di Camaldoli, intriso di quel personalismo di ispirazione cristiana che oggettivamente costituisce la fonte più ricca, in materia di valori, offerta ai Costituenti. I principi guida furono elaborati da Sergio Paronetto, Pasquale Saraceno, Ezio Vanoni. Alla stesura definitiva del Codice parteciparono Mario Ferrari Aggradi, Paolo Emilio Taviani, Guido Gonella, Giuseppe Capograssi, Ferruccio Pergolesi, Vittore Branca, Giorgio La Pira, Aldo Moro, Giulio Andreotti, Giuseppe Medici. Faremmo però un torto alla storia del cattolicesimo politico italiano se non ricordassimo anche Luigi Sturzo, Giuseppe Dossetti e Alcide De Gasperi. E soprattutto un tale Giovanni Battista Montini, diventato Paolo VI. Una generazione di giganti.

A loro il merito di aver innestato il personalismo cristiano nell’impianto costituzionale della Repubblica di cui ancora oggi godiamo. A partire dallo stesso concetto di persona che trova piena espressione nella dialettica fra singolarità e relazione. Di cui ci sono mille tracce nella Carta, come nel riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo. E poi nella difesa del pluralismo, nella scelta della libertà personale comunitaria e sociale, nel rifiuto del totalitarismo, nella dialettica virtuosa fra etica della responsabilità ed etica della solidarietà, nel ripudio della guerra e nella valorizzazione del lavoro come diritto e dovere.

Ovviamente i cattolici non sono stati soli nella costruzione repubblicana, ma hanno offerto un contributo decisivo, da tutti riconosciuto grazie proprio allo spirito costituente delle tre culture protagoniste (cattolica, liberale e socialista). Altro è il giudizio, però, sulle due fasi successive. Il lungo regno democristiano, segnato da una fervida stagione di riforme (da quella agraria a quella tributaria, da quella della scuola a quella della sanità) ha certamente contribuito a dare solidità alla Repubblica nella sua dimensione inclusiva. Ma l’uccisione di Aldo Moro, autentica vittima sacrificale dell’aggressione brigatista alla Repubblica, sposta le lancette della storia: la sua parabola esistenziale racchiude la cosiddetta Prima Repubblica (dalla Costituente alla crisi dei partiti storici). Il martirio di Aldo Moro segna una cesura nel contributo originale dei cattolici allo spirito repubblicano. La crisi della Dc, il suo avvitamento nella corruzione e il suo drammatico crollo sotto i colpi di Mani Pulite, fanno il resto.

Ai cattolici non restò che coltivare l’identità (segnata dal nascere e affermarsi dei Movimenti ecclesiali espressione della Primavera della Chiesa evocata da Giovanni Paolo II) con la conseguente inevitabile diaspora dalla politica. Finendo così col ritrarsi dalla scena pubblica e rinunciando sostanzialmente a nutrire, attraverso l’azione politica, le radici personaliste della vita repubblicana.

Dunque, grande è stato il contributo iniziale dei cattolici alla costruzione della Repubblica. Altrettanto non si può dire delle stagioni successive alla morte di Aldo Moro. Nessuno, dopo di lui, ha saputo indicare ai cattolici italiani, un orizzonte di impegno comune. Non che siano mancati i tentativi di protagonismo, ma è come se i cattolici si fossero autoreclusi dentro i confini, talvolta angusti, del Concordato. Quasi che il confrontarsi con la statuaria generazione dei Costituenti costituisse un limite insormontabile. Eppure, è impensabile una Repubblica italiana senza i cattolici. Ma i cattolici di oggi non sembrano averne consapevolezza. Relegandosi al ruolo di spettatori.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie