Mercoledì 30 Settembre 2020 | 05:02

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Ad impossibilia nemo tenetur. ” Le cose impossibili restano impossibili”. È la risposta dei produttori di arredi scolastici al bando per la fornitura dei banchi.

La risposta riflette il clima d’incertezza che accompagna l’inizio del nuovo anno scolastico in Italia e in Puglia in particolare. Il bando non è stato modificato e i nuovi banchi, quelli monoposto e a rotelle. non si sa se e quando verranno consegnati. La Puglia ha prenotato 50000 banchi a rotelle, 105000 tradizionali e 125000 sedie per garantire il distanziamento. La Ministra continua ad assicurare che tutto va bene, ma le granitiche dichiarazioni del Premier Conte lasciano intendere che la Ministra Azzolina sia commissariata. Ieri ha promesso oltre 50mila posti in più fra docenti e Ata, destinati per lo più alla scuola dell'infanzia e alla primaria con uno stanziamento di un miliardo aggiuntivo nel decreto agosto; oggi cercherà di rabbonire i sindacati con un nuovo protocollo sulla sicurezza che CGIL, CISL e Uil hanno accettato insieme allo Snals e che la Gilda ha invece rifiutato . In Puglia dovrebbero arrivare 3000 nuove assunzioni ma il problema degli spazi rimarrà per intero così come quello dei trasporti. Nelle scuole superiori delle grandi città è difficile trovare aule sufficienti. Doppi turni e didattica in presenza e a distanza dunque, potranno essere la norma. Più difficile sarà assicurare il trasporto alla stessa ora degli studenti raddoppiando pullman e corse dei treni.

In Puglia è materialmente impossibile. Mancano le risorse e non c’è il tempo per organizzarsi. Sarà il caso di usare il monopattino e le biciclette? L’Assessorato ai Trasporti e l’Ufficio Scolastico regionale cercheranno di dare risposte in tempi brevi .Nel nuovo protocollo sulla sicurezza che si firmerà oggi sparisce l’obbligo di misurare la temperatura ai ragazzi da parte dei genitori, rimangono gli ingressi differenziati , la sanificazione degli ambienti e il rispetto delle distanze . Non è stato ancora stabilito l’obbligatorietà dell’uso della mascherina. Ci sarà invece il medico scolastico. Rimane per intero la responsabilità dei dirigenti i quali dovranno decidere sia sugli ingressi sia sull’attivazione della didattica a distanza. La Ministra sta lentamente cambiando posizione spinta dalle proteste e dai commenti non proprio favorevoli sulle sue dichiarazioni. I vari annunci: formare più classi in modo da renderle un po’ meno affollate, assumere nuovo personale, disporre protocolli chiari e possibilmente economici per mettere le scuole in sicurezza. Gli Uffici scolastici hanno da subito fatto capire che, epidemia o non epidemia, i criteri di concessione delle classi sarebbero stati quelli di sempre, improntati al risparmio e agli accorpamenti. Non sarebbe mai stato possibile assumere uno o due docenti in più per evitare le classi pollaio e rispondere alle indicazioni del Comitato Tecnico scientifico che, sulla riapertura a settembre, ha elaborato un documento di 23 pagine fitte di numeri e tabelle comprese le “rime buccali”. Quel “software” in “banca dati” che avrebbe aiutato i dirigenti è rimasto sulla carta. E il problema dei trasporti pubblici?

SOLUZIONI - Gli ottomila dirigenti scolastici italiani e i docenti dei loro staff hanno dovuto immediatamente mettersi al lavoro per inventarsi soluzioni praticabili, contattando autonomamente enti pubblici e privati per reperire spazi aggiuntivi a costi sostenibili e inventandosi ripartizioni e turnazioni degli studenti di ogni singola classe per arrivare ad avere numeri compatibili con la fatidica distanza di 1 metro da bocca a bocca. La situazione è quella del “si salvi chi può” ma perlomeno ora si collabora e le famiglie vivono nel frattempo in una situazione di totale incertezza. Di fatto, nessuno sa ancora se a settembre i propri figli andranno a scuola tutti i giorni o alterneranno giorni o settimane a scuola e altri a casa davanti a un computer a fare didattica a distanza, né se la sede scolastica sarà quella consueta o un’altra, magari anche distante o non facilmente raggiungibile con il trasporto pubblico. Per quante settimane? Per quanti mesi? Come gestire i figli, le loro incombenze scolastiche e l’uso condiviso dei device e della rete di casa? Il sistema per tirare avanti e per produrre risultati almeno accettabili si troverà, quali che siano le disposizioni spesso fumose che giungono dall’alto e le critiche generalizzate contro la scuola spesso provenienti da chi a scuola non mette più piede da diversi decenni. A settembre, sempre sperando che gli dei delle pandemie ce la mandino buona, le scuole riapriranno ,più o meno, studenti e docenti riprenderanno a viaggiare sui mezzi pubblici si spera a una certa distanza il personale scolastico ricorderà a tutti di lavarsi bene le mani e di indossare la mascherina e, si procederà a igienizzerà un po’ più frequentemente del solito aule e spazi comuni ,approfittando magari del fatto che i banchi con le rotelle sono più facili da spostare e si può pulire più facilmente.

Il premier Conte assicura “Docenti e studenti, fidatevi di me, garantisco io per settembre”. I sindacati che oggi sottoscriveranno il protocollo di sicurezza sono guardinghi. “ sottoscriviamo il protocollo sulla sicurezza – dice Claudio Menga . segretario regionale della FLC CGIL, ma questo non è un lasciapassare se non si superano i problemi legati ai trasporti, all’edilizia scolastica e agli organici” Come dire ci fidiamo per ora, ma di qui a dire che i problemi concernenti l’inizio dell’anno scolastico post Covid siano risolti, ne passa.

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