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Se anche l’Europa del calcio va a finire nel pallone

Se anche l’Europa del calcio va a finire  nel pallone

Il calcio, e lo sport in genere, è vita. La vita, appunto. C’è da preservare quella degli atleti, che non sono come gli eroi invincibili

12 Marzo 2020

antonello raimondo

Stanno cadendo gli ultimi baluardi. Il calcio che non si arrende e ha voglia di continuare a esercitare quella sorta di ruolo sociale. Lo svago preferito dagli italiani, per moti anche un vero e proprio sfogo. E invece siamo ai titoli di coda. Dopo lo stop al campionato, imposto dal Coni che non ha risparmiato alcuna disciplina, sta per crollare anche il castello europeo. È stato bello, l’altra sera, applaudire a ora di cena l’ennesima impresa dell’Atalanta dei miracoli. E, per gli interisti, soffrire per il flop dello Special One (Mourinho). Il calcio è condivisione, coinvolgimento, passione. Il calcio, e lo sport in genere, è vita.

La vita, appunto. C’è da preservare quella degli atleti, che non sono come gli eroi invincibili. Anzi. Il virus che svolazza in tutto il mondo non lascia presagire alcunché di buono. Ieri sera s’è giocato a porte chiuse a Parigi, Psg-Borussia Dortmund. Non si giocherà, invece, Siviglia-Roma programmata per stasera. Stessa sorte per Inter-Getafe. Non ci sono le condizioni per giocare, su questo non ci possono essere più dubbi. E fa niente se la stagione rischia di diventare uno dei più grandi pastrocchi della storia mondiale.

E sì, perché un giorno, speriamo presto, bisognerà parlare di questi campionati e di queste manifestazioni europee. Magari dopo aver messo al riparo la salute di milioni di cittadini, stavolta senza il colore delle maglie.
Lo sport si ferma per necessità, certo. Ma anche perché c’è bisogno di esempi. E di messaggi. Quando vedrai che salta una partita di Champions League sarà più facile spiegare a tuo figlio che ormai c’è ben poco da scherzare su questa vicenda. Nella consapevolezza che il peggio debba ancora arrivare. In Italia, di sicuro. Ma soprattutto in tutti i paesi finora risparmiati dal turbo contagio legato al Coronavirus.

L’Italia è in ginocchio. E agli italiani hanno anche tolto il giocattolo. Quella scintilla che in passato era stata la panacea di tanti mali. Il rifugio capace di addolcire le pillole amare di una vita sempre in salita. Ora no. Ci hanno tolto anche le passioni.

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