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Barbara Jatta

Di famiglia ruvese
la prima direttrice
dei musei vaticani

Di famiglia ruvesela prima direttricedei musei vaticani

Barbara Jatta

ROMA - «So quello che mi aspetta, l’ho capito nei sei mesi passati da vice-direttore. Ma non ho paura, voglia di fare, quella sì, e percepisco il senso del grande impegno che ho di fronte». Barbara Jatta, la prima donna nella storia alla guida dei Musei Vaticani, ha di fronte a sé molto lavoro e altrettante sfide. E soprattutto un sogno, quello che ognuno degli oltre sei milioni di visitatori che ogni anno fanno la fila per ammirare la Sistina, le Stanze di Raffaello, la Pinacoteca e le numerose raccolte museali, «possa avere il privilegio di sentirsi un visitatore esclusivo».

Romana anche se la famiglia discende da Giovanni e Giulio Jatta Jr, fondatori dell'omonimo Museo di Ruvo di Puglia, classe 1962, sposata con tre figli, Barbara Jatta si è laureata nel 1986 in storia dell’arte alla Sapienza di Roma e da parecchio conosce la grande macchina del museo, che negli ultimi dieci anni Antonio Paolucci, il suo predecessore, ha modernizzato nei più svariati aspetti. E’ entrata nel'96 alla Biblioteca Apostolica Vaticana, in qualità di responsabile del Gabinetto delle Stampe e quindi (dal 2010) di curatore della grafica del Dipartimento degli Stampati. Certamente, il periodo passato al fianco di Paolucci per il passaggio delle consegne le ha consentito di approfondire ulteriormente le sue conoscenze. «Sono davvero grata per questo affidamento ai miei superiori e soprattutto sono grata a Paolucci per il modo in cui mi ha accolto, professionale e con affetto. Da giugno a ora ho capito che siamo una grande squadra e lavoreremo bene», dice oggi la neo direttrice, «Nessuna discriminazione per essere una donna, sono sempre stata apprezzata e stimata solo per il mio lavoro». E aggiunge: «Mi reputo una professionista, ho sempre cercato l'armonia tra le persone e le cose, lo farò anche con il mio nuovo incarico, seguendo la strada aperta da Paolucci sulla conservazione preventiva e la manutenzione ordinaria. Sarete voi a giudicarmi».

La sua nomina è stata fatta direttamente da papa Francesco, una vera e propria svolta. «Non me lo aspettavo, - racconta lei- la comunicazione mi è arrivata in maniera improvvisa, una settimana dopo un’udienza col pontefice». Il 16 maggio, in qualità di responsabile del Gabinetto delle Stampe della Biblioteca Apostolica Vaticana era andata, insieme ai suoi superiori, dal Santo Padre per mostrargli una stampa celebrativa (la 'Misericordiae Vultus'), appositamente fatta realizzare per il Giubileo da artisti contemporanei. Per competenze, a spiegare l'opera è stata proprio lei. «Durante l’udienza - racconta - mentre molto emozionata esponevo il progetto e la sua realizzazione che aveva eseguito il mio reparto, papa Francesco mi guardava con grande attenzione. Vedevo il suo occhio vigile e attento, tanto che quando sono uscita ho pensato, lo dico in romanesco, che certo il papa sta sul pezzo, segue veramente le cose, è interessato». Il 20 maggio le è stata comunicata la lettera che autorizzava il passaggio ai Vaticani.

«Non so se il pontefice verrà a visitare i Musei, credo che abbia altre priorità e non sarò certo io a sollecitarlo». E comunque «tutto quello che facciamo è assolutamente in linea con ciò che dice papa Francesco». Tanto per l’arte contemporanea, a cui il Vaticano si sta aprendo ogni giorno di più, quanto per l’intervento nelle zone terremotate, in particolare Norcia, dove un team di restauratori è sul posto dai giorni immediatamente successivi alla scossa del 26 ottobre. «Volevamo essere presenti già ad Amatrice, ma le difficoltà di viabilità ce lo hanno impedito. A Norcia siamo stati subito operativi». Infatti 25 chiese sono state messe in sicurezza, così come sei cicli di affreschi e più di venti pezzi importanti sottratti alle macerie. La solidarietà tocca persino gli aspetti enogastronomici e proprio in quelle zone vengono acquistati i prodotti destinati ai luoghi di ristoro.
Molte opere salvate dai danneggiamenti causati dal sisma saranno recuperate nei laboratori vaticani, mentre va avanti e si completa l’intervento nelle Stanze di Raffaello con l'ultimazione della Sala di Costantino, che a gennaio sarà inaugurata con illuminazione e sistema di climatizzazione nuovi di zecca. Gli ulteriori restauri al Cortile della Pigna, insieme a quello appena ultimato dello splendido Braccio Nuovo, permetteranno una nuova soluzione logistica al flusso dei visitatori, che, ha detto la Jetta, sta aumentando, però nei periodi meno congestionati.

E non è un caso. Il vero sogno del nuovo direttore è quello di consentire a tutti potersi sentire «un visitatore esclusivo», sfida quasi impossibile se si pensa che ci sono picchi di 28.000 persone al giorno che attraversano corridoi e saloni e si affollano nella Sistina e le Stanze. «I Musei Vaticani sono molto di più, ci sono collezioni straordinarie, come quelle etnologica e di arte etrusca. Stiamo lavorando con i tour operator e altri collaboratori per irreggimentare i flussi diversificando i percorsi di visita e spalmandoli nei periodi di minor accessi. Allo stesso tempo stiamo studiando una soluzione logistica, che potrebbe essere pronta a breve». (di Nicoletta Castagni, ANSA) 

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