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LETTERE ALLA GAZZETTA

Legge di civiltà per i malati ma di barbarie per i familiari

L’ennesimo gravissimo fatto di sangue causato dalla follia! Questa, a volte, scoppia improvvisamente e imprevedibilmente, ma, altre volte, si annuncia. Come, almeno così sembra da alcune dichiarazioni riportate dalla stampa, nel fatto accaduto a Lizzanello, un paese del Salento. Un malato 48enne, in cura presso il Centro di igiene mentale, ha litigato (non per la prima volta) col padre 73enne e gli ha tagliato la gola. Lo ha salvato il pronto intervento del 118 mentre al figlio si sono spalancate le porte del carcere. Questo tentato omicidio poteva essere evitato? La legge Basaglia, nel 1978, per ridare dignità ai malati di mente, chiuse i manicomi ma, forse senza volerlo, penalizzò i loro familiari. Nel 1998, in un mio libro, così scrivevo: “Certamente bisognava chiudere il manicomio ma per sostituirlo con un Ospedale psichiatrico moderno, reso simile, dal punto di vista delle strutture agli Ospedali generali, dotato di reparti veri e propri, confortevole, a misura d’uomo e specializzato nella diagnosi e cura delle malattie mentali”. E ancora: “ L’emarginazione e la discriminazione di una persona affetta da una malattia non dipende tanto dalla struttura in cui viene ricoverata e curata quanto, invece, dall’atteggiamento delle persone che vivono con lei e che devono accettarla. In questa direzione si doveva lavorare e profondamente incidere, sensibilizzando al massimo l’opinione pubblica ai numerosi e complessi problemi degli ammalati mentali.” Oggi, a distanza quasi di vent’anni, un collega, Walter Santilli, non psichiatra ma fisiatra dell’Università “La Sapienza” di Roma in un suo libro così scrive, citando la risposta di una madre di un malato schizofrenico: “Alla domanda se il ragazzo fosse seguito dal Centro di Igiene Mentale la donna rispose con un’altra domanda: cosa vuole dire seguiti? Gli psichiatri del Cim non fanno altro che modificare e prescrivere gli psicofarmaci, ma la situazione non cambia (…), una volta, prima della legge Basaglia, questi poveri malati erano nei manicomi, oggi sono in famiglia, e noi siamo una di queste famiglie. Ora siamo tutti malati, la nostra famiglia, ormai, è una famiglia psichiatrica. Hanno messo sulle nostre spalle un peso enorme che non siamo in grado di portare”. Che dire? Rispondano a questa mamma disperata quelli che – psichiatri, psicologi, sociologi, giornalisti, cittadini comuni – salutarono la legge Basaglia, esaltandola oltre misura, e la definirono una legge di civiltà. Concludo: legge di civiltà sì, per i malati; ma legge di barbarie per i loro familiari.

Salvatore Sisinni, Squinzano (Lecce)

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