Venerdì 18 Gennaio 2019 | 14:15

LETTERE ALLA GAZZETTA

Le parole profetiche di Moro sul destino dell’Europa

Il 21 giugno come annunciato dalla “Gazzetta del Mezzogiorno”, si è tenuto a Cassano delle Murge nella sala consiliare, il ricordo di Aldo Moro nella circostanza dei quarant’anni dell’ultima sua visita nella ridente cittadina murgiana. L’occasione è stata fortemente sentita dall’opinione pubblica locale anche in riferimento all’attualità del pensiero di Aldo Moro nelle vicende della politica nazionale ed internazionale.
Un passaggio è stato alquanto significativo per i riferimenti alla costruzione dell’unità Europea da Moro fortemente voluta e realizzata, tant’è che nel giro di tre anni (‘73-‘76) l’Europa dell’epoca passò dai sei componenti, Paesi fondatori, a quattordici con l’adesione di Gran Bretagna, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Spagna, Portogallo e Grecia.
Aldo Moro nel semestre in cui fu presidente di turno dell’Unione Europea, all’indomani della conferenza di Helsinki, (31 luglio-1 agosto 1975) convocò per l’11 dicembre di quello stesso anno, un vertice dei paesi europei a Rambouillet in Francia, con all’ordine del giorno l’elezione a suffragio universale del parlamento europeo. La proposta si rivelò rivoluzionaria in quanto per la prima volta i cittadini di tutta l’Europa avrebbero eletto direttamente con il proprio voto i parlamentari europei. La decisione fu accettata con entusiasmo e slancio da tutte le nazioni, ma il passaggio politico di Aldo Moro prevedeva in un futuro prossimo un ulteriore passaggio all’Europa dei Popoli, sperando l’organismo decisionale tutt’ora vigente dei capi di stato.
Diceva Moro: “Se non si avvicina il parlamento europeo nei suoi poteri e nelle sue decisioni alla volontà popolare, l’Europa non potrà mai decollare in maniera compiuta e totale ” ed i fatti successivi, scomparso Aldo Moro, gli hanno dato pienamente ragione. Allo slancio iniziale che ha portato l’Europa a ventotto, ha corrisposto pian piano un ripiegamento delle strutture europee su se stesse, creando così i presupposti di una involuzione, facendo venir meno, di fatto, lo slancio verso l’aspirata partecipazione dei popoli e la necessaria condivisione e comprensione per le scelte di politica economica, sociale e finanziaria europea.
I fatti di questi giorni con la vittoria della Brexit in Gran Bretagna, sono un pericoloso campanello d’allarme, anche se spinto fortemente dagli “sfascisti” di Farage. Occorre ritrovare lo spirito originario di un’Europa che coinvolga completamente le nuove generazioni per garantire, attraverso il concetto dell’Europa dei Popoli, un nuovo sviluppo e nuova crescita sociale.
Ancora una volta quindi, Aldo Moro diventa attuale e quanto mai illuminante per i politici di oggi allo scopo di far uscire l’Europa da una crisi pericolosa e piena di insidie.

Ing. Luigi Ferlicchia, Presidente Federazione Centri Studi “Aldo Moro e Renato Dell’Andro”

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