Martedì 22 Gennaio 2019 | 09:58

LETTERE ALLA GAZZETTA

Più accettabili le sue confessioni intime

Dall’editoria giungono notizie sorprendenti. Il libro del leader del Carroccio Salvini, «Secondo Matteo», è ormai stabilmente in testa alla classifica dei bestseller per quanto riguarda la saggistica. Preferisco acquistare prevalentemente libri di poesia e, comunque, per personali ritrosie ideologiche, non spenderei mai 17 euro per comprare l’autobiografia del segretario della Lega. Epperò, da notazioni sparse qua e là, emerge che «Secondo Matteo» non contiene solo un pensiero marcatamente popolustico, ma tratteggia anche uno spaccato privato delicato e sensibile. Negli anni Ottanta, il ragazzino Matteo scopre la poetica sublime di Fabrizio De André e s’appassiona infinitamente alle sue eccelse canzoni; inoltre, il suo mito, da piccino, non è certo Marine Le Pen, ma Zorro, che lottava contro i potenti e i prepotenti. Il Salvini pubblico, aspirante candidato premier per il centrodestra, che si batte demagogicamente senza quartiere contro i migranti, contro i campi rom, contro i centri sociali, è quello che è. Ho la sensazione che sarebbe più popolare e benvoluto se facesse prevalere le sue inclinazioni intime, mettendo da parte le strumentalizzazioni politiche.

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