Mercoledì 19 Settembre 2018 | 05:44

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L'iniezione sottocute sostituisce l'endovena: vantaggi e risparmi

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Iniezioni sottocutanee invece che endovena per la terapia dei tumori al seno e del linfoma non Hodgkin, patologie largamente diffuse e ad alto impatto sociale che hanno visto cambiare la loro storia grazie all’avvento di innovazioni terapeutiche come gli anticorpi monoclonali.

A completare innovazione, gradimento, efficacia, le nuove tecnologie di somministrazione sottocute. sono oggi ancora più a misura di paziente.

Uno studio ALTEMS, Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari,

Università Cattolica Sacro Cuore di Roma, sostenuto da Roche, che ha coinvolto 60 centri ospedalieri italiani, dimostra chiari benefici dall’utilizzo di una tecnologia “patientfriendly”: riduzione dei tempi di somministrazione da 90 a 5 minuti e dei tempi di attesa in ospedale del 34%, ridotta del 50% la permanenza nel day-hospital, migliore qualità di vita per il paziente, minore impatto sui caregiver (coloro che assistono il malato).

Con l’efficacia, è confermata anche il risparmio economico: oltre 60 milioni di euro (31,5 milioni di euro in oncoematologia e 30 milioni di euro in oncologia) in costi sociali e costi organizzativi e sanitari.

“Una riduzione dei tempi di attesa in ospedale del 34% e, in generale, minore permanenza (50% in meno)  nel day-hospital significa riconsegnare alla persona e alla società un tempo di qualità.

"Il cambiamento delle vie di somministrazione dei due anticorpi monoclonali non modifica i livelli di efficacia e sicurezza già molto elevati in questi farmaci ma il passaggio dalla somministrazione endovena a quella sottocute rappresenta una vera e propria rivoluzione sotto il profilo organizzativo, riduce i costi dell’assistenza, incide favorevolmente sulla psiche e sulla confidenza del malato" (Americo Cicchetti, Direttore ALTEMS, doc. università cattolica Sacro Cuore, Roma).

"È fondamentale che le innovazioni anche tecnologiche siano rese note ai pazienti, siano disponibili nelle strutture ospedaliere e recepite nell’organizzazione del percorso di cura, altrimenti affermare la centralità del paziente rischia di diventare un semplice slogan” (Davide Petruzzelli, presid. “La Lampada di Aladino Onlus”).

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