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Gomme da masticare: si o no? Il dilemma dei dentisti

Gomme da masticare: si o no? Il dilemma dei dentisti

L’obiettivo igiene era negli intenti del dentista, dr William Semple, il primo a brevettarla, il 28 dicembre 1869

06 Luglio 2022

Nicola Simonetti

Una mela al giorno

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Chewing Gum: no e yes. La diatriba si trascina sin dal 1871 quando comparvero i primi esemplari aromatizzati alla liquirizia. Da allora, però, è stato un continuo rito che impegna, nel mondo, milioni di milioni di masticatori di circa 25 mila tonnellate di gomme, ogni anno. Ed il mondo si divide tra consumatori occasionali, abitudinari, dipendenti, salutisti, difensori ed accusatori mentre le varietà di gomme si moltiplicano da zuccherate a senza zuccheri, biodegradabili, pro igiene orale, ecc. L’obiettivo igiene era negli intenti del dentista, dr William Semple, il primo a brevettare, il 28 dicembre 1869, un composto “privo di zucchero, a base di gomma sciolta in nafta e alcool con aggiunta di gesso e radice di liquirizia” realizzato nel proprio laboratorio nell’Ohio.

In commercio il prototipo che più si avvicina all’ attuale, comparve nel 1848 ad opera di John B. Curtis (Usa): resina d’abete rosso e cera d’api. In Italia, la “gomma” sbarcò con le truppe alleate di liberazione (la loro “razione alimentare K”, studiata da Ancel Keys, ne includeva un pacchetto, al fine di combattere lo stress e per l’igiene dei denti) nel 1943 e, da allora, è stato un crescendo di produzione, uso, migliorie ad iniziare dalla cosiddetta “gomma del ponte” che furoreggiò in Italia.

Accettata la funzione di favorire l’igiene orale che, però, non esclude spazzolino, dentifricio e filo interdentario né il periodico controllo specialistico dentistico ma non ammette le formulazioni con zucchero ma enfatizza quelle specifiche per la funzione vantata. Il miglioramento delle qualità dell’alito è indiscusso. Valida, pure, la funzione antistress ma va temuto l’uso eccessivo di una “masticazione a vuoto” che diventa mania, dipendenza psicologica. Sotto accusa l’eccesso, l’abuso, dal quale derivano alterazione della normale acidità dello stomaco, aerofagia facile con i disturbi connessi.

Pertanto: Adelante, cum jujcio (“Avanti, ma con giudizio, con prudenza”). Altro elemento NO è la minaccia ecologica dell’inquinamento (superato solo dalle cicche di sigarette e sigari) rappresentata dallo “sputo facile” della gomma i cui componenti: polimeri derivati dal petrolio e di altre sostanze non biodegradabili si stampano sul suolo ed impegnano circa 5 anni per decomporsi. Per pulire 50 cm. di asfalto serve almeno mezz’ora di lavoro e una spesa tra 50 centesimi e i 2 euro (ogni anno Londra spende, per farlo, 50 milioni di sterline). Però, si affacciano al mercato, prodotti biodegradabili di riciclo grazie alla perspicacia della designer inglese Anna Bullus che trasforma le “cicche”, sputate in appositi raccoglitori situati in supermercati, strade ed altri luoghi, in cassonetti, stivali o cover per i cellulari, tazze da caffè, bicchieri, scarpe e stivali. E la tedesca Simone Decker le ha trasformate, a Venezia, in un’opera d’arte. La gomma sintetica o base usata per le nostre gomme è un polimero paragonabile – grosso modo - alla plastica, donde queste utilizzazioni Un beneficio è segnalato, sulla rivista scientifica Plos One, da ricercatori dell'Università di Groningen: masticare per 10 minuti incamererebbe nella gomma circa cento milioni dei batteri (senza distinguere tra buoni e cattivi) presenti nella saliva.

Dopo i 10 minuti, se la gomma non è stata eliminata, i microrganismi tornano nella saliva. Può capitare, a volte, di ingoiare il chewing gum che stiamo masticando. Non ci si allarmi più che tanto anche se imperversano leggende metropolitane come, per esempio, che la gomma si appiccica alle pareti dello stomaco e vi rimane per 7 anni. Non è vero le capacità del nostro intestino a sbarazzarsene ne sono garanzia. Mo, anche di questo, è bene non abusare.

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