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Giornata mondiale dell'osteoporosi

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

È una malattia che colpisce una donna su tre in post- menopausa e, in numero minore, gli uomini dopo i 65 anni (questi hanno una massa ossea più importante e non sono soggetti alla modifica impetuosa degli ormoni, specie estrogeni, determinati dalla menopausa).

La carenza di vitamina D è decisiva per lo squilibrio osseo.

Nella vita, l’osso è, in permanenza “sfabbricato” e rifabbricato (rimodellamento osseo), un fenomeno normale, questo, che può essere accelerato per molteplici cause e, quando lo “sfabbrico” è superiore al “rifabbrico”, si parla di osteoporosi.

Questa malattia – dice la prof. Maria L. Brandi, presidente FIRMO e endocrinologa università Firenze - si caratterizza per una diminuzione accelerata della densità ossea ed alterazione della microarchitettura delle ossa che diventano fragili e vanno incontro a rischio elevato di frattura.

L’osteoporosi si affaccia in silenzio: nessun sintomo iniziale e, gran parte delle volte, una episodica frattura conseguente a trauma modesto, la fa sospettare.

Per la diagnosi, decisiva l’osteodensitometria che rivela la densità delle ossa.

La prevenzione inizia dall’età giovanile: alimentazione sufficiente ed equilibrata (la “Mediterranea dei poveri” è l’ideale), esercizio fisico abituale e compatibile. Raccomandati modesto consumo di alcol e stop al fumo di tabacco. L’eventuale trattamento ormonale della menopausa è affidato al medico.

In Italia, quasi 5 milioni di persone soffrono di osteoporosi. Le fratture da fragilità colpiscono una donna su tre e un uomo su cinque di età pari o superiore a 50 anni e, solo nel 2017, si sono verificate in Italia circa 560.000 nuove fratture, un numero destinato ad aumentare del 22,6% entro il 2030.

Le spese sanitarie associate a fratture da fragilità hanno gravato, nel 2017, sul Servizio Sanitario Nazionale per 9,4 miliardi di euro, costi che cresceranno a 11,9 miliardi di euro entro i prossimi 12 anni.

Un Report “Ossa spezzate, vite spezzate: un piano d’azione per superare l’emergenza delle fratture da fragilità in Italia” è stato elaborato dalla International Osteoporosis Foundation (IOF) e sostenuto dalla Fondazione Italiana per la Ricerca sulle Malattie dell’Osso (FIRMO), dalla Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS) e dalla Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT).

Il Report denuncia che il 75% dei pazienti anziani viene dimesso dagli ospedali italiani a seguito di una frattura dell’anca senza alcun trattamento farmacologico per l’osteoporosi con obiettivo di evitare, tra l’altro, nuove fratture (prof. S. Gonnelli, Presidente SIOMMS) “Il Report invita i responsabili politici a dare la priorità alle decisioni che possono – dice il prof. Giuseppe Sessa (SIOT) fare la differenza per i pazienti con fratture da fragilità, concentrandosi in particolare sul miglioramento del servizio locale, sul rafforzamento della politica nazionale e sulla sensibilizzazione nei confronti del cambiamento dello stile di vita”.

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