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La curcuma.

A scuola di cucina

Asya Argentieri

Asya Argentieri

Asya Argentieri è una studentessa al secondo anno della Triennale di Scienze Gastronomiche a Pollenzo. L'obiettivo che si prefigge questo blog è quello di far conoscere ogni aspetto del cibo e trasferire la passione della buona cucina non solo a coloro che ne conoscono il lato gustativo. Il cibo infatti, è molto di più di quello che viene rappresentato a tavola e che spesso non viene raccontato. La passione di Asya che per ragioni di studio ora gira il mondo allo scopo di conoscere le diverse culture e i metodi applicati alla cucina «deriva - racconta - anche dal luogo in cui sono nata: la Puglia». «Una regione in cui - aggiunge - nel passato il cibo assumeva particolari significati e che oggi abbiamo perso di vista».

La curcuma.

La Curcuma longa, meglio conosciuta come curcuma, è una spezia molto comune ormai, che però ha origini e provenienze molto lontane. 4000 mila anni fa, la curcuma era già nota in tutto l'Oriente, soprattutto in India, dove veniva considerata una spezia importante per varie ragioni: ad esempio nella religione, a causa del suo colore giallo molto intenso, la curcuma era considerata la spezia del sole; era la decorazione delle spose, e colore naturale per le stoffe dei monaci. Ma primo tra tutti era il suo valore medico. Infatti, la curcuma è da sempre considerata una radice tropicale capace di dare beneficio a varie parti del corpo, e soprattutto alla memoria. 

La curcuma è una pianta appartenente al genere delle Zingiberaceae, che comprende ben 80 specie delle quali la Curcuma longa è la più conosciuta. È una pianta erbacea perenne, e se ne utilizza per la maggior parte la radice. Necessita di un clima tropicale, e molto spesso è presente spontaneamente in India e Asia. Il sapore della curcuma è volatile, perciò non persistente, mentre il colore resiste ad ogni agente atmosferico, ed è tutt'ora utilizzato per colorare piatti e alimenti.

La pianta, come abbiamo già detto, è da sempre conosciuta per le sue proprietà benefiche. Tra tutte le più importanti sono le proprietà depurative, coleretiche (cioè utili alla formazione di bile nel fegato) e colagoghe (aumenta il flusso di bile nel duodeno). Il principio attivo della pianta è la curcumina, in grado di abbattere un'enzima che favorisce la formazione di alcuni cancri. E inoltre, ha un'azione analgesica e antinfiammatoria. Contrasta la formazione dei radicali liberi, ed è perciò un forte antiossidante ed infine veniva spesso utilizzata come cicatrizzante naturale.

Il suo utilizzo in cucina è tutt'ora presente in medio oriente più che in occidente. La spezia viene ottenuta facendo bollire le radici per parecchie ore e poi essiccate in forni molto grandi. Successivamente vengono schiacciate, e si ottiene la polvere gialla che sarà la curcuma in spezie. È l'ingrediente base per creare il mix di spezie che compongono il curry indiano soprattutto. Si consiglia di consumarne due cucchiaini da caffè al giorno all'interno di una salsa, oppure nello yogurt.

Oggi vi proponimamo una ricetta facile e molto buona in grado di aiutarci ad assumere la curcuma regolarmente: il Golden Milk. È una bevanda realizzata con pochi ingredienti, dove è presente una grande risorsa di curcumina. Gli ingredienti sono acqua, curcuma, latte, olio di mandorla e miele, il tutto mescolato in una bevanda calda, capace di dare i seguenti benefici se assunta regolarmente: è un antinfiammatorio naturale, lenisce i dolori muscolari e articolari, calma la tosse, regola il metabolismo ed infine stimola le difese immunitarie.

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