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Asya Argentieri

Asya Argentieri

Asya Argentieri è una studentessa al secondo anno della Triennale di Scienze Gastronomiche a Pollenzo. L'obiettivo che si prefigge questo blog è quello di far conoscere ogni aspetto del cibo e trasferire la passione della buona cucina non solo a coloro che ne conoscono il lato gustativo. Il cibo infatti, è molto di più di quello che viene rappresentato a tavola e che spesso non viene raccontato. La passione di Asya che per ragioni di studio ora gira il mondo allo scopo di conoscere le diverse culture e i metodi applicati alla cucina «deriva - racconta - anche dal luogo in cui sono nata: la Puglia». «Una regione in cui - aggiunge - nel passato il cibo assumeva particolari significati e che oggi abbiamo perso di vista».

Parliamo allora dei “cibi medicina” o cibi nutraceutici. Nutraceutico è “un alimento che svolge una funzione benefica sulla salute e aiuta a prevenire o a curare una malattia”. Questo termine associa due parole che conosciamo tutti: nutrizione e farmaceutica, perciò parliamo di cibi simili a delle medicine poiché contengono un principio attivo che mira a curare un determinato problema fisico.

Se vi siete mai chiesti cosa significhi principio attivo, state leggendo l'articolo giusto: il principio attivo di un farmaco o di una pianta, è la sostanza che in presenza maggiore dà degli effetti benefici al corpo umano.
I cibi nutraceutici perciò, sono dei cibi su cui si sono sviluppate non solo diete, ma vere e proprie terapie. Ne è un esempio la fitoterapia, una terapia che consiste nell'abbattere il dolore percepito attraverso l'utilizzo di piante specifiche per quel tipo di malessere.

Essa sta diventando sempre più importante a livello medico, perché fornisce delle vere guarigioni, a differenza dell'omeopatia, che è una pratica abbastanza controversa fondata da S. Hahnemann nel 18simo secolo, basata sul principio del “simile cura il simile”. Con questa frase si intende l'utilizzo di estratti di piante, tossiche in elevate quantità, diluiti per ottenerne un effetto benefico. È una teoria che tutt'ora non ha alcuna base scientifica, poiché la diluizione finale è talmente elevata da non permettere di accertare la presenza delle molecole della pianta.

Cibi fortemente nutraceutici sono le piante, soprattutto le radici, i fiori/foglie secche ed i frutti, che chiamiamo droga. Infatti, prima che questo termine prendesse soprattutto un significato negativo, indicava i farmaci o le medicine moderne; questo spiega il perché in Inghilterra utilizzano l'appellativo “DRUG STORE” per indicare una farmacia.
Oggi ci occuperemo di cibi medicina propri della regione Puglia, ossia della macchia mediterranea, in cui c'è la presenza di un'importante varietà di piante. Consideriamo due piante nel dettaglio, così da capire meglio il discorso affrontato prima con un'analisi pratica.

Esaminiamo il Ruscus aculeatus o pungitopo. Le sue bacche sono tossiche se ingerite, ma tramite una macerazione (ossia l'immersione di queste bacche in acqua fredda per un lungo periodo di tempo al fine di estrarre il principio attivo), l'estratto può essere utilizzato giornalmente per la cura di malattie venose croniche.

La conferma l'abbiamo ottenuta dallo studio effettuato dal Dipartimento Di Chirurgia Vascolare dell'ospedale Universitario di Patrasso in Grecia, su 719 pazienti affetti da Disturbi Venosi Cronici, ottenendo un risultato straordinario sui fitofarmaci contenenti estratto di Ruscus. Sull'analisi qualitativa, il Ruscus ha migliorato significativamente sette sintomi delle gambe definiti, tra cui dolore, pesantezza, affaticamento, sensazione di gonfiore, crampi, prurito e parestesia rispetto al placebo.

Consideriamo adesso il Laurus nobilis o alloro. Questa è una pianta molto particolare, presente in quasi tutta l'Europa, ma utilizzata in modi totalmente diversi da un paese all'altro. Infatti, noi utilizziamo l'alloro principalmente per accompagnare dei piatti a base di carne, o a base di verdure mentre in alcuni luoghi è considerata invece una pianta altamente tossica. E non solo, ricordo mia nonna che al principio di un mal di stomaco, iniziava ad armeggiare con le foglie secche di alloro e a creare un decotto da bere (metodo di cottura diverso dall'infuso; consiste nel cuocere per almeno 3 minuti la droga secca e lasciare a raffreddare l'acqua senza toglierla). Mia nonna lo faceva e lo fa ancora per esperienza, ma uno studio, questa volta in Giordania, afferma che i principi attivi dell'alloro rilassano la muscolatura gastrointestinale, e permettono la guarigione del malessere.

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