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Ambiente ferito

Grottaglie, caso discarica: è battaglia sull’ampliamento

L’impianto accoglie rifiuti speciali non pericolosi. Nell’ultimo anno è stato al centro di un lungo dibattito nei tribunali amministrativi per il suo ampliamento.

rifiuti e polemiche Discarica di Grottaglie si candida a ospitare tutti i rifiuti pugliesi

TARANTO - Gran parte della vicenda giudiziaria che ha portato agli arresti di ieri mattina, ruota intorno al sito della discarica di Grottaglie denominata «La torre Caprarica».

L’impianto accoglie rifiuti speciali non pericolosi. Nell’ultimo anno è stato al centro di un lungo dibattito nei tribunali amministrativi per il suo ampliamento. Il 28 agosto 2017, le conclusioni della Conferenza dei servizi della Provincia, hanno dichiarato un “giudizio sfavorevole sulla compatibilità ambientale dell’intervento”, il “diniego al rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale e dell’autorizzazione paesaggistica”, in merito alla richiesta di “ottimizzazione dei profili orografici attualmente autorizzati” del terzo lotto della discarica La Torre Caprarica.
Il progetto era stato avanzato dalla società Linea Ambiente, che gestisce l’impianto situato tra Grottaglie e San Marzano di San Giuseppe. Nel documento della Conferenza dei servizi si legge che “la società ha rimodulato il progetto”, diminuendo la volumetria e stralciando un’area riservata a parchi e riserve naturali. La Conferenza dei servizi aveva raccolto i pareri negativi dei comuni di Grottaglie e San Marzano e di vari enti, come la Asl, l’Arpa e Aeroporti di Puglia e alcuni nulla osta, con prescrizioni, di altri enti (come l’Enac e la competente direzione regionale).
L’8 dicembre 2017, rimarcando che “nessun atto, però, era seguito a quell’indicazione” di diniego e che, se il progetto fosse stato autorizzato, avrebbe comportato un “rialzo volumetrico pari a 13 metri in verticale o ad un palazzo di circa 5 piani“, i comuni di Grottaglie, San Marzano di San Giuseppe e Carosino, insieme ai comitati ambientalisti, si sono confrontati nell’aula consiliare di Grottaglie e hanno deciso di promuovere una manifestazione per ribadire il “no all’ampliamento“, svoltasi il 10 gennaio 2018, alla quale hanno preso parte i referenti dei comuni vicini all’impianto, le associazioni, alcuni consiglieri regionali, studenti e cittadini.

Il 7 marzo 2018, si viene a conoscenza del fatto che il nuovo Comitato tecnico provinciale aveva espresso parere favorevole, con alcune prescrizioni, all’ampliamento del terzo lotto (letteralmente: “ottimizzazione dei profili orografici attualmente autorizzati”), in verticale, della discarica. L’impianto era oggetto di valutazione da parte dell’organo provinciale. Il parere, datato 15 febbraio ma pubblicato il 6 marzo 2018, ribaltava le indicazioni della Conferenza dei servizi, conclusasi nel 2017, che – ascoltati alcuni enti, come l’Arpa, la Asl, il Comitato paesaggistico e i comuni, tra questi Grottaglie e San Marzano – aveva, invece, indicato un diniego al progetto.
In quel caso, il sindaco Ciro D’Alò, aveva inoltrato “una serie di richieste: sapere perché non sono stati pubblicati, in tempo, i pareri del Comitato tecnico provinciale e perché non siamo stati informati che era stato convocato un nuovo Ctp.”
Il 5 aprile 2018, con determina dirigenziale numero 45, firmata dal settore pianificazione ambiente della Provincia di Taranto, è stato autorizzato, con parere favorevole di compatibilità ambientale e alcune prescrizioni, l’ampliamento del terzo lotto dell’impianto.
Con il provvedimento si rilasciava, contestualmente, l’autorizzazione integrata ambientale e l’accertamento di compatibilità paesaggistica. A questa scelta, si sono opposti i tre comuni, appellandosi al Tar e chiedendo, contestualmente, l’annullamento di tutti gli atti connessi. Il progetto, con un’Aia di “16 anni” e alcune prescrizioni, riguardava “attività di smaltimento di 1milione 480mila metri quadri di nuovi rifiuti” e considerava la riprofilatura come ‘ottimizzazione orografica’, che consente “idonee pendenze per il miglior deflusso delle acque meteoriche“, rimarcando la “strategicità degli impianti” in provincia di Taranto.

I comuni di Grottaglie, Carosino e San Marzano di San Giuseppe ricorrono al Tar. Il 28 giugno 2018, lo stesso Tribunale amministrativo regionale di Lecce rinvia il giudizio all’udienza di merito, fissata il 28 novembre 2018. Successivamente, si costituisce in giudizio anche l’avvocatura regionale.
Il 28 gennaio 2018, il Tar di Lecce dà ragione ai comuni, accogliendo il ricorso contro l’ampliamento. Il Comune di Grottaglie invia una diffida alla Provincia chiedendo lo stop agli sversamenti di rifiuti nel sopralzo del terzo lotto.
La vicenda passa al vaglio del Consiglio di Stato, che emette, l’1 marzo scorso l’ordinanza sul ricorso presentato dalla società Linea Ambiente contro i Comuni di Grottaglie, San Marzano di San Giuseppe, Carosino e Arpa, per la riforma della sentenza del Tar di Lecce.
Il Consiglio di Stato, mantenendo l’esecutività della sentenza impugnata, accoglie l’istanza dell’azienda ai soli fini della sollecitazione della trattazione del merito, che è fissata in seduta pubblica il 23 maggio 2019, data fino alla quale l’impianto non potrà ricevere rifiuti.
Ad adiuvandum, e quindi a favore della società, si sono costituite circa venticinque aziende ed enti, alcuni delle quali del territorio. 

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