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NOVELLE CONTRO LA PAURA

La paura del virus spinge al delitto

«Mi sembra di essere entrato in un giallo di Agatha Christie! Che incubo! Speriamo almeno che questo commissario sia come Poirot o Miss Marple e capisca da pochi semplici indizi che sono innocente»

La paura del virus spinge al delitto

«Poche storie signor Carmine! Abbiamo trovato le sue impronte sul coltello con cui è stata accoltellata per ben venti volte alla schiena con violenza la Signora Giovanna e due volte al ventre con qualche esitazione il Signor Renato. Forse la ragazza aveva visto qualcosa e lei l’ha rapita o addirittura uccisa, nascondendo successivamente il corpo. Dica la verità, potrebbe beneficiare delle attenuanti se confessa ora! È inutile continuare a mentire!”.

“Mi sembra di essere entrato in un giallo di Agatha Christie! Che incubo! Speriamo almeno che questo commissario sia come Poirot o Miss Marple e capisca da pochi semplici indizi che sono innocente. Come può un uomo addormentarsi con una vita di cittadino modello e svegliarsi con un’altra in cui è trattato come un delinquente? Il giorno prima tra gli allori ed il giorno dopo in catene. Perché ho accettato quel maledetto invito?” pensò Carmine prima di urlare disperato la sua innocenza.

“Lei è in arresto, verrà trasportato al carcere circondariale in attesa di nuove disposizioni” disse il commissario “Portatelo via” disse a due attendenti.

“Nicola, c’è qualcosa che non mi convince in tutta questa storia! Il ragazzo appare sincero. Sembrava non avesse idea di quello che fosse accaduto in quell’appartamento…O dice la verità o è un grande attore! Inoltre, lui probabilmente amava la donna, non ha senso che abbia ucciso ferocemente lei e accoltellato con esitazione lui. Il medico legale nel suo rapporto scrive che il corpo della donna ha molte ecchimosi in varie parti alcune risalenti a lesioni inflitte nel tempo e altre recenti, quindi comunque era sottoposta a violenze reiterate, forse il marito era un uomo violento. Il medico dell’ospedale scrive invece che l’uomo la sera del ricovero aveva un grosso quantitativo di antidolorifici nel sangue forse li prendeva per la sua patologia, ma non mi convince. Lei aveva prenotato una vacanza ad Ibiza e anche il ragazzo aveva prenotato per lo stesso periodo quindi non aveva nessuna intenzione di ucciderla, forse una lite violenta scaturita da quella cena? La scientifica ha trovato delle impronte di scarpe da ginnastica da uomo con del sangue, ma le scarpe non sono state trovate.

Il marito aveva dei mocassini in camoscio blu, mentre nella casa del ragazzo sono state sequestrate varie scarpe che non risultano essere compatibili con quelle indossate durante il delitto. Chiedi i tabulati telefonici con il collegamento a tutte le celle di Bari e dintorni e controlla i video della telecamera all’interno dello stabile. Dobbiamo agire in fretta perché se la ragazza è ancora viva potrebbe esserlo per poco.” disse il commissario all’ispettore Saliene. Dopo qualche ora l’ispettore torna con le risposte alle domande del commissario “La telecamera ha ripreso un uomo con una ragazza sottobraccio che esce alle ore 23:33 dalla palazzina. Ho fatto geo-localizzare i cellulari dei coniugi e del ragazzo, il telefono della ragazza non risulta collegato a nessuna cella o non lo possedeva o era spento.

Il cellulare della moglie risulta sempre attaccato alla cella di riferimento della zona di residenza. Lo Smartphone del ragazzo risulta collegato anch’esso alla cella di riferimento della zona in quanto abita vicino ai coniugi. Il cellulare del marito invece risulta collegato prima nella zona in questione e successivamente nella zona di Ceglie. Stranissimo, visto che è stato ritrovato riverso per terra quasi morto presso il proprio domicilio.” “Controlliamo tutte le proprietà dei coniugi forse risulterà qualcosa di interessante” disse il commissario Amoroso. E mai intuizione fu più azzeccata, il marito possedeva un terreno con un casale proprio a Ceglie. Il commissario e l’ispettore partono per un controllo.

Arrivano al podere e vedono un casale diroccato, lo controllano e non trovano nulla. Controllano la mappa catastale del terreno che avevano portato con loro e scoprono una cantina sotterranea che utilizzavano per la stagionatura dei formaggi a poche centinaia di metri dal casale.

“Commissario è una porta blindata ed è chiusa a chiave dobbiamo chiamare i vigili del fuoco per aprirla. Strano una porta nuova nel bel mezzo del nulla!” disse l’ispettore.

Arrivano i vigili del fuoco e aprono la porta in quindici minuti. Entrano armi in pugno in una mano e torcia nell’altra come gli avevano insegnato durante l’addestramento. “Eccola Commissario la ragazza! è viva!” disse l’ispettore. “Sleghiamola velocemente e chiama il 118”. La ragazza dopo i controlli di routine in queste tipologie di rapimenti spiega l’accaduto al commissario. Il commissario convoca Carmine e gli spiega come si sono susseguiti gli avvenimenti “Abbiamo trovato la ragazza in un podere nei pressi di Ceglie. Sta bene anche se un po’ disidratata e sconvolta dall’accaduto. Abbiamo ricostruito gli accadimenti e siamo giunti alla conclusione che lei è innocente, il marito sconvolto dalla scoperta della vostra relazione con la moglie, preso dalla gelosia e dalla paura di contrarre il virus durante la vacanza prenotata dalla moglie a sua insaputa ha iniziato una lite furibonda con la moglie che è sfociata in un omicidio. La ragazza era salita con l’ascensore e aveva sentito le urla della moglie che proprio in quell’istante veniva accoltellata e aveva iniziato a bussare alla porta dei coniugi insistentemente. Lui nel vortice del terrore di ciò che aveva commesso capisce il pericolo di quella testimonianza, apre la porta e cerca di distogliere l’attenzione della ragazza, ma lei vede le scarpe piene di sangue e capisce, scappa, ma vicino all’ascensore il marito la prende per le braccia, la porta in casa, le mette un scotch per pacchi sulla bocca e la lega. La ragazza assomiglia in modo impressionante alla sorella morta dieci anni prima e lui non riesce ad ucciderla.

Poi pensa che non è necessario un altro atto di violenza e che la ragazza morirà di stenti da sola nella cantina del casale senza acqua e cibo. Torna a casa pulisce tutto e la porta nel casale in campagna poi torna a casa e prepara tutto per il suo suicidio lasciando tutte le tracce che porteranno a lei Carmine come colpevole, senza però riuscire nell’intento. Il terrore del virus e la gelosia hanno portato un uomo ad impazzire e ad uccidere. Tanto era attaccato alla vita da non uscire di casa per mesi per poi uccidere e tentare di morire suicida.

È proprio vero che la mente umana è sempre in equilibrio su un filo sottile tra razionalità e follia. Come ci ricordano grandi filosofi quali Platone, Schopenhauer e Nietzsche l’uomo si muove tra razionalità e follia, alcune volte si affaccia per poco tempo sul baratro della follia creando cose buone come la poesia o l’arte, elogiandola come più bella della saggezza perché di origine umana o identificandola con il genio dell’artista, altre volte ne risale in tempo e altre ancora risale troppo tardi e si perde nel suo baratro come è successo in questo caso. Dante nel canto XXVI dell’Inferno scrive: «de’ remi facemmo ali al folle volo» quando Ulisse descrive la sua impresa, per l’autore infatti superare i limiti imposti da Dio alla conoscenza degli uomini è considerato folle specialmente da parte di un pagano, quindi andare oltre la volontà di Dio (morale) è considerato «folle» e porta a conseguenze negative. Anche Freud ci insegna che l’io razionale deve trovare un equilibrio tra l’es dell’istinto naturale, il super-io morale e il mondo esterno. Quando questo equilibro si perde nasce un disagio mentale. Forse la paura della pandemia ha rotto un equilibrio già precario portando a queste conseguenze, ma non essendo né filosofi e né psicoanalisti possiamo solo ipotizzare le motivazioni che hanno mosso l’assassino. Comunque il signor Renato si è destato dal coma e ha subito confessato. Lei è libero di andare” disse il commissario indicandogli l’uscita. Mentre esce dalla stanza del commissario sbatte nuovamente contro la ragazza “Ci incontriamo sempre così noi! Ora ti devo offrire un altro aperitivo?” disse Carmine. «

Mi sembra più che doveroso dopo quello che abbiamo passato in questi giorni» disse lei.

«Nicola, penso che saremo invitati ad un bel matrimonio tra qualche mese» disse sorridendo il commissario all’ispettore. 

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