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L'emicrania cronica riconosciuta come malattia sociale

La patologia è identificata dall’OMS come causa maggiore disabilità nella fascia di età tra 20 e 50 anni, ossia nel momento di maggiore produttività nella vita.

L'emicrania cronica riconosciuta come malattia sociale

“A distanza di circa 15 mesi dall'approvazione della Camera (18 aprile 2019), si è appena concluso, presso il Senato, il percorso parlamentare di approvazione della proposta di legge Disposizioni per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale”. La Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC) e l'Associazione Nazionale per la Ricerca sulle Cefalee (ANIRCEF) prendono atto e plaudono alla legge definitivamente approvata confidando che alla nuova legge seguano rapidamente norme attuative che migliorino sia i percorsi diagnostici e terapeutici sia le condizioni sociali dei pazienti affetti da forme primarie di cefalee croniche. Questo il commento congiunto del Prof. Gioacchino Tedeschi - Presidente SIN, Prof. Pierangelo Geppetti - Presidente SISC, Dott. Elio Agostoni - Presidente ANIRCEF.

In particolare, il testo di legge prevede che il riconoscimento di malattia sociale venga previsto per i casi di cefalea accertati da almeno un anno, il cui effetto invalidante venga diagnosticato da uno specialista del settore presso un centro accreditato e che si manifestino nelle seguenti forme: * emicrania cronica e ad alta frequenza; * cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici; * cefalea a grappolo cronica; * emicrania parossistica cronica; * cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione; * emicrania continua.

Il provvedimento prevede, inoltre, l'emanazione di un decreto del Ministro della Salute che individui progetti finalizzati a sperimentare metodi innovativi di presa in carico delle persone con cefalea, i criteri e le modalità con cui le Regioni dovranno attuarli. Tale decreto dovrà essere adottato, previa intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, entro 180 giorni dalla pubblicazione della legge e non potrà comportare nuovi o maggiori oneri pubblici.

LE CEFALEE Mal di testa canicolare ovvero quando l’estate ne è complice quale causa prima o come aggravante di altre patologie preesistenti o contemporanee (trauma cranico e/o cervicale, disturbi vascolari cerebrali o non vascolari, ecc. Tra le cefalee primarie, l’emicrania, la cefalea di tipo tensivo, la cefalea a grappolo e si distinguono per la tipologia, l’intensità, la localizzazione nella testa, la durata e la frequenza del dolore, e per gli altri sintomi concomitanti. Si stima che l’emicrania cronica riguardi dal 2 al 4% della comunità di pazienti che soffrono di emicrania (fino al 25% della popolazione).

La patologia è identificata dall’OMS come causa maggiore disabilità nella fascia di età tra 20 e 50 anni, ossia nel momento di maggiore produttività nella vita. L’emicrania si caratterizza per un dolore pulsante con intensità moderata-severa che, spesso, si localizza nella metà della testa e del volto e si accompagna a un particolare fastidio per i rumori, gli odori e la luce. Il paziente può avere serie difficoltà a svolgere le attività quotidiane perché ogni azione aggrava i sintomi e, a volte (emicrania con aura), gli attacchi vengono preceduti da disturbi neurologici come, ad esempio, sintomi visivi. La crisi si manifesta solitamente insieme ad altri disturbi come vomito e intolleranza alla luce e ai rumori e può durare da alcune ore a 2-3 giorni. Due su tre pazienti emicranici sono donne.

La cefalea a grappolo detta anche “del suicidio), anche se più rara (0,2-0,4% della popolazione generale) è caratterizzata da dolore severo è anch’essa riconosciuta come malattia sociale. Provoca attacchi dolorosi più brevi (1-3 ore) molto intensi e lancinanti che si susseguono 1 o più volte al giorno per un periodo di tempo di circa 2 mesi (grappolo), alternati a periodi senza dolore. L’area interessata è quella oculare e, al contrario delle altre due forme, la cefalea a grappolo colpisce prevalentemente gli uomini. In genere gli episodi si ripetono ciclicamente con una cadenza stagionale o di 1/2 periodi all’anno. Una proporzione di pazienti soffre della forma cronica di cefalea a grappolo che non presenta periodi di remissione.

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