Venerdì 19 Luglio 2019 | 23:39

NEWS DALLA SEZIONE

L'analisi
Generazione di ignoranti ma accusando sempre il Sud

Generazione di ignoranti ma accusando sempre il Sud

 
Sanità
La sofferenza dei pigiami, l'insofferenza dei camici

La sofferenza dei pigiami, l'insofferenza dei camici

 
La riflessione
Ma più i due soci litigano più si allontana l’ombra del voto

Ma più i due soci litigano più si allontana l’ombra del voto

 
L'analisi
Diaspora choc in una nazione che maltratta la conoscenza

Diaspora choc in una nazione che maltratta la conoscenza

 
Il punto
Gli equilibri impossibili tra Mosca e Washington

Gli equilibri impossibili tra Mosca e Washington

 
L'analisi
Il governo i partiti e la sfida del nuovo

Il governo i partiti e la sfida del nuovo

 
L'editoriale
Il lavoro che a volte c'è, è la risposta che non c'è

Il lavoro che a volte c'è, è la risposta che non c'è

 
La tragedia
Si schianta con l’auto pur di «apparire» su Facebook

Si schianta con l’auto pur di «apparire» su Facebook

 
L'analisi
Cambia il mondo per il clima ma i politici sono pronti?

Cambia il mondo per il clima ma i politici sono pronti?

 
Il punto
Attenzione: inciuci anti-Sud sono sempre in agguato

Attenzione: inciuci anti-Sud sono sempre in agguato

 
L'editoriale
La rivincita dello Stato pigliatuttto in Italia

La rivincita dello Stato pigliatuttto in Italia

 

Il Biancorosso

CALCIO MERCATO
Cornacchini aspetta altri rinforziIl Bari va a caccia di difensori

Cornacchini aspetta altri rinforzi
Il Bari va a caccia di difensori

 

NEWS DALLE PROVINCE

TarantoAl rione Salinella
Taranto, uccisero pregiudicato sparando tra la gente: 20 anni a 2 fratelli

Taranto, uccisero pregiudicato sparando tra la gente: 20 anni a 2 fratelli

 
BariSocietà fallì nel 2011
Bancarotta, Riesame restituisce 1mln di euro a imprenditore barese Degennaro

Bancarotta, Riesame restituisce 1mln di euro a imprenditore barese Degennaro

 
PotenzaL'incidente
Teana, travolto da trattore mentre lavorava i campi: morto 77enne

Teana, travolto da trattore mentre lavorava i campi: morto 77enne

 
LecceL'evento
Otranto, il Faro di Punta Palascìa apre al pubblico

Otranto, il Faro di Punta Palascìa apre al pubblico

 
MateraIl progetto
Huwaei sbarca all'Università della Basilicata: in arrivo una sede Academy

Huawei sbarca all'Università della Basilicata: in arrivo una sede Academy

 
BrindisiPer un valore di 1000 euro
Da Brindisi al Coin di Lecce per rubare profumi: arrestati tre giovani

Da Brindisi al Coin di Lecce per rubare profumi: arrestati tre giovani

 
BatL'istanza
Bat, stop al fumo in spiaggia: via libera della Prefettura

Bat, stop al fumo in spiaggia: via libera della Prefettura

 

i più letti

La riflessione

Che errore bloccare le grandi imprese

Dopo la cessione della Pirelli ai cinesi, di Italcementi ai tedeschi, l’esodo della Fiat in Olanda e negli States, ci sono rimaste solo le grandi imprese pubbliche: Eni, Enel, Leonardo (ex Finmeccanica)

Imprese nel Salento: bilancio negativo, giù dello 0,15%

Uno fra i tanti problemi italiani è avere ben poche grandi imprese. Dopo la cessione della Pirelli ai cinesi, di Italcementi ai tedeschi, l’esodo della Fiat in Olanda e negli States, ci sono rimaste solo le grandi imprese pubbliche: Eni, Enel, Leonardo (ex Finmeccanica).

Stride assai l’ostilità manifesta del ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio contro le grandi imprese, ormai così poche da contarsi sulle dita di una mano. Avrebbero bisogno di sostegno, di apprezzamenti da parte dell’opinione pubblica, schierata apertamente verso le piccole imprese, che non innovano, evadono in modo mostruoso, pagano poco i loro dipendenti, fanno fatica a rimanere competitive nell’arena internazionale.

L’ultimo attacco ad Atlantia, considerata decotta quando invece lo è Alitalia, lascia proprio l’amaro in bocca.
E’ giunta l’ora di spiegare perché abbiamo bisogno come il pane di grandi imprese.
Tra le imprese di peso che ci rimangono c’è Luxottica, fondata da Leonardo Del Vecchio, cresciuto ai Martinitt in corso Magenta a Milano, la casa degli orfani. Il desiderio di riscatto è stato così forte da far diventare Luxottica la più grandi azienda al mondo nel settore degli occhiali e delle lenti (grazie alla fusione con Essilor). Nelle settimane scorse si è parlato ampiamente delle 1.150 persone assunte a tempo indeterminato, con orario ridotto flessibile e retribuzione oraria superiore rispetto al tempo pieno (ora sono interinali e con contratti a termine) e del welfare innovativo perseguito dall’impresa di Agordo, dove il bilanciamento tra vita e lavoro ha molta importanza.

E’ corretto parlare di impresa olivettiana, nel senso che il benessere dei dipendenti è considerato fondamentale per la gestione dell’impresa. Così come sosteneva Adriano Olivetti, il dipendente soddisfatto è il più grande alleato dell’imprenditore. Asili nido, welfare allargato alle famiglie, premi produttività sono realtà concrete, da prendere come esempio per tutte le imprese italiane. Un esempio in questo senso è Brunello Cucinelli.
La domanda da porsi è come mai siano così poche le imprese olivettiane. La risposta dei piccoli imprenditori è che il costo del lavoro non consente regalie. L’affermazione non ha senso. Infatti la grande impresa paga stipendi molto più alti grazie alla maggiore produttività dei dipendenti, spesso laureati, talenti pronti ad emergere, che sono così felici di lavorare, di impegnarsi senza fine affinché l’impresa abbia successo.

Secondo i dati forniti dalla banca dati di Penn World Table, un anno di lavoro di una persona in Italia produce in Italia sempre meno valore rispetto a tutti i principali concorrenti. E il divario con i paesi UE continua ad allargarsi. Con l’avvento del digitale, l’automazione, nuovi consumatori asiatici e africani, il prodotto per addetto delle imprese italiane scende.
Non è certo colpa dell’euro. La verità l’ha detta chiara e netta il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco: “Nel libro ‘Perché i tempi stanno cambiando’ spiegavo perché è necessario cogliere le opportunità senza avere paura del cambiamento. E’ ovvio che in soli dieci anni il mondo è cambiato: oggi vado in giro con uno smartphone in cui c’è tutto, e dieci anni fa non era pensabile. C’è una necessità di usufruire del cambiamento e disporre di conoscenze, competenze e attitudini che qui da noi mancano”.
Le grandi imprese, se ci fossero, assorbirebbero i nostri migliori laureati, che invece sono costretti ad andare all’estero, dove si distinguono e sono considerati formidabili. Uno spreco di risorse inaccettabile.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie