Sabato 19 Gennaio 2019 | 09:08

Lettere alla Gazzetta

Non è solo la guerra a spostare molti popoli

«Il mondo ha bisogno di pace e di misericordia». Sono le parole che ripete papa Francesco: ovunque si rechi per portare il messaggio di pace, migliaia di persone stanno ad aspettarlo. Le ultime tappe del suo pellegrinaggio, in Egitto e in Portogallo, lo dimostrano. Il mondo ha bisogno e chiede pace ma il principe del mondo è contrario alla pace e alla concordia. Ne segue una continua tensione tra i popoli, guerre e rumori di guerre sono in ogni parte del globo, in alcune si paventa addirittura la minaccia nucleare tra potenze mondiali pronte a darsi battaglia nel nome del dio denaro.
Questo accade nel macrocosmo mondiale ma l’origine è sempre in quel microcosmo di cui noi singole persone facciamo parte con le nostre vite, le nostre famiglie, il nostro lavoro, i nostri quartieri, noi che viviamo nel villaggio globale. Accade che si è in giro e si incontrano persone di colore che chiedono un’offerta, accade che si passa davanti ad alberghi che ospitano rifugiati e richiedenti asilo. Accade che si fa la fila in ospedale, al pronto soccorso dove si è dei numeri in attesa di essere chiamati per le visite richieste o di urgenza, accade che in fila ci sono anche persone di colore, donne incinte africane, uomini di colore con flebo che aspettano in silenzio, davanti alla sofferenza tutti siamo uguali. Accade che si va in luoghi turistici e qualcuno di colore ti chiede un aiuto, ti offre qualcosa in cambio ma chiede aiuto per il suo bambino. Accade che veniamo a sapere che dei camper di Rom e diseredati sono stati dati alle fiamme da parte forse di qualcuno di loro che vuol farsi vendetta. Accadono accese discussioni tra la gente, amici, parenti, colleghi di lavoro quando si parla di accoglienza. Accade che si scopre che alcuni dei centri di accoglienza vengono usati da cosche mafiose sfruttando la sofferenza di chi viene accolto e la pietas dei popoli accoglienti, accade che singole persone insospettabili fanno da tramite tra la delinquenza organizzata e la sofferenza di migliaia di persone che fuggono da chissà cosa. Accade che chi viene accolto si senta privato della proprie dignità e vada ad mendicare per le strade dei nostri quartieri.
La domanda è spontanea: quale progetto c’è dietro tutto questo? Quale diabolico pensiero si nasconde dietro l’accoglienza a tutti i costi da parte soprattutto dell’Italia con il consenso e il finanziamento da parte dell’Europa? Quali poteri economici (islamici e non) si celano dietro questo immenso progetto di spostare intere popolazioni diseredate da un continente all’altro? Non è solo la guerra che sposta i popoli, è anche altro. Che la Chiesa creda forse di accogliere i popoli con la speranza di convertirli? I popoli hanno dimostrato di essere comunque strettamente legati alla proprio cultura e religione, ciò crea conflitti tra le civiltà diverse presenti in Europa.

Pasquale Ricciardulli, Roma

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