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Lettere alla Gazzetta

Finalmente fatta giustizia per il parcheggio dei disabili

Far rispettare il diritto al parcheggio nel posto riservato ai disabili è molto spesso un’impresa per via di una buona dose di inciviltà imperante!
Checco Zalone aveva fatto uno spot per sensibilizzare l'opinione pubblica a donare per i disabili ed una madre di una disabile aveva commentato amaramente: ho visto scorrere quelle belle immagini divertenti, ma forse solo per chi non conosce questa realtà (e mai la conoscerà se quella è l’idea che trasmettiamo).
Non è piaciuto insomma il: “Dai i tuoi soldi! Così a me non servirà il parcheggio e tu potrai fare come ti pare”.
Giusto lo sfogo ma il solo fatto che se ne parli dimostra che Checco Zalone ha colpito nel segno! La colpa più grave è ignorare il problema e ricordandosene solo quando un fatto di cronaca lo riporta ai (dis)onori della cronaca!
Per tantissimi disabili usare ascensori, montascale e ausili vari significa semplicemente affrontare un vero e proprio dramma quotidiano tra l'indifferenza, il fatto che per reclamare i propri diritti occorrono scartoffie, subire burocrazia, abusi e soprusi di tutti i tipi!
Rimangono obbligati al letto se la sedia a rotelle in dotazione si rompe. Rimangono anche bloccati a casa se un ausilio si blocca: se non hanno gli strumenti (economici, familiari, ecc ecc) per intervenire privatamente possono rimanere immobilizzati (e soli) per un tempo indefinito.
La cronaca recente ci parla del fatto che a Roma l'automobilista Mario Milano aveva lasciato la macchina parcheggiata in un posto riservato ai disabili per circa 16 ore ed è stato condannato dopo un lungo iter giudiziario (ben otto anni) dalla Corte di Cassazione a quattro mesi di carcere con l'accusa di violenza privata. Querelato da una disabile di 49 anni per aver utilizzato il parcheggio sotto casa, non generico per disabile ma con il suo numero di targa!
Ma per il colpevole oltre ai quattro mesi di carcere c'è stato un risarcimento alla parte offesa di 5 mila euro!
È la prima volta che accade e crea un precedente! Non è solo questione di rimozione operata all'incauto parcheggiatore che in questo caso si è potuto fare dopo 16 ore con notevoli disagi per l'interessata, qui si va su conseguenze molto, molto più gravi.
La cronaca, poi, si diverte a metterci in contatto con le brutture umane! Il signor Milano ha provato a difendersi dicendo che l'auto la stava utilizzando suo figlio: Ma no n l'ha potuto provare e la magistratura non l'ha creduto!

Mimmo D'Aloia, Bari

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