Lunedì 21 Gennaio 2019 | 14:57

LETTERE ALLA GAZZETTA

Non funziona il federalismo all’italiana

Solo chi ha il prosciutto sugli occhi non si accorge che l'istituzione «Regione» ha fatto una cattiva riuscita (come direbbe Totò). Dal 1970 - quando fu attuato il dettato costituzionale - abbiamo notato il debito pubblico impennarsi.
Prima di allora eravamo su livelli fisiologici per un moderno stato capitalista. Sarà una coincidenza? Non credo. Il fatto è che con l'attuazione delle regioni si sono moltiplicati a dismisura i centri di costo, le cariche politiche e amministrative, gli appetiti. Il debito pubblico è salito (anche se non solo per questo motivo) a livelli che ahimè sembrano condannarci -prima o poi- al default. Ci sono paesi centralisti che funzionano bene ed altri federalisti che funzionano altrettanto bene. Non c'è una ricetta unica: basta organizzare le cose bene e affidarsi a persone oneste e capaci. Noi abbiamo fatto -come al solito- un pastrocchio, ed il nostro modello para-federalista non funziona. Ora giustamente Renzi vuole dare una sterzata centralista per semplificare l'amministrazione, per ridurre i centri di costo e la corruzione conseguente. Io penso che si dovrebbero anche accorpare più regioni e soprattutto eliminare le regioni e le province a statuto speciale, che non hanno più ragion d'essere e creano ingiustificate disparità tra cittadini; tutto ciò contro i principi generali della Costituzione.

Paola Sallustio, Bari

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