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Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Nella seconda metà di gennaio si concreterà l’orientamento dell’influenza. Potrà rivelarsi benigna e circolare meno oppure fare un’impennata. Non è prevedibile. E, per questo, chi non s’è vaccinato, specie se è compreso tra le categorie a rischio, lo faccia subito. Non c’è da rimandare. Neanche un giorno.

L’influenza, in calo rispetto agli altri anni (3 contagiati su 1.000 italiani; 11 su 1000 i bambini) ma punta specialmente sui bambini di età fino ai 4 anni (sarà il caso di vaccinarli, su consiglio del pediatra), colpiti tre volte di più di genitori e nonni (gli over 65 sono stati, in proporzione, i meno colpiti), anche grazie alla vaccinazione effettuata in numero più elevato rispetto all’anno scorso. Secondo l’ISS (Ist. Sup. di Sanità), finora si sono avuti in Italia circa 1milione e mezzo di casi e “la mortalità è stata, sia pure di poco, superiore alle attese”.

Su queste basi, si spera che l'influenza non sia molto diffusa e che si possa fermare, nell’anno, a 5 milioni di casi (l’anno scorso: 8 milioni, con un costo complessivo di 8 miliardi di euro). Dipenderà, soprattutto, da cosa accadrà nei prossimi 20-30 giorni. Hanno spadroneggiato, finora, i virus di tipo A (H3N2, H1N1), ma si sono utilizzati, inutilmente, gli antibiotici, che – va ripetuto – sono efficaci contro i batteri e non contro i virus (responsabili dell’influenza; raramente sono implicati i batteri; non servono per la prevenzione), sono stati usati altri farmaci autoprescritti in eccedenza (regola sia chiedere se, quali e dosi a medico, pediatra o farmacista). Molte le confezioni appena utilizzate e, poi, finite tra i rifiuti.

Chi non s’è vaccinato, specie se tra le fasce a rischio, potrebbe “beffare” la befana porta-virus vaccinandosi. Uno spiraglio di tempo ancora utile è questo, tenendo presente che la protezione scatta 7-10 giorni dopo la puntura. È proprio l’ultimo appello, salvo fantasia di virus in libera uscita. Va ribadito che le donne in gravidanza devono vaccinarsi per proteggere bimbo (che ne sarà protetto fino a 6 mesi di età) e se stesse. Come affrontare l’eventuale influenza? Inutile, quando ce la fossimo beccata, fare l’eroe e andare in giro: diverremmo facili monatti per gli altri e rischieremmo complicanze in proprio.

Letto e sciroppo di coperte per qualche giorno, bevande non alcoliche calde, alimentazione sobria, la frutta sia la prediletta. Con Ungaretti “… il caldo buono/Sto/con le quattro capriole/di fumo/del focolare. Per la prevenzione, non sfidare il freddo ed i cambi di temperatura; vestirsi a “cipolla” o, se preferite, “a carciofo”.

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