È stata pubblicata, oggi 8 gennaio, la graduatoria nazionale per l'accesso al secondo semestre dell'Università di Medicina e Chirurgia: sono 350 i posti contesi a Bari, dopo un semestre filtro vissuto tra proteste e incertezze. Un numero esiguo, se rapportato al quadro nazionale: sono infatti oltre 22mila gli idonei su 17mila posti.
Nella graduatoria (provvisoria, quella definitiva sarà pubblicata il 28 gennaio) sono entrati studenti con sufficienze dirette, sufficienze reintegrate e crediti da recuperare. Potrà accedere all'immatricolazione (fino al 14 gennaio) chi ha superato i tre esami previsti dal semestre filtro- Chimica, Biologia e Fisica - o all'iscrizione chi invece dovrà recuperare uno o due debiti d'esame presso l'Ateneo assegnato.
«Ci avevano promesso ampliamento, ma la realtà è ben diversa: per qualcuno è stata una conferma, per la maggior parte degli studenti si tratta di un'esclusione che arriva dopo mesi di frequenze obbligatorie, spese, spostamenti e con delle regole ben poco chiare” afferma Sahar Locaputo, Coordinatrice di UDU Bari. "Gli studenti hanno pagato mesi di studio, solo per essere poi esclusi da un sistema che non garantisce pari opportunità e le cui regole non sono state rese chiare dall'inizio. Come avevamo già denunciato, anche lo svolgimento degli esami ha presentato le sue criticità: mancanza di uniformità, difformità negli obblighi di frequenza, la tutela dell’anonimato non sempre è stata garantita. Insomma, un sistema sbagliato dall'inizio alla fine».
Nel frattempo, si sono da tempo avviate le procedure di Ricorso Collettivo al TAR, iniziativa legale che l’Unione degli Universitari ha attivato su tutto il territorio nazionale.
«Come Unione degli Universitari, abbiamo lanciato un'iniziativa legale, un ricorso collettivo contro il semestre filtro" dichiara Adriano Porfido, Esecutivo di UDU Bari "È assolutamente illegittimo il modo in cui la Ministra Bernini e il Ministero hanno stravolto in itinere le modalità di composizione delle graduatorie».
«Invitiamo tutti gli studenti non soddisfatti dalle graduatorie a unirsi a noi e a contattarci, non siete soli». conclude.
«Un'altra grande criticità è rappresentata dalla situazione in cui si trovano tutti quegli studenti ammessi in graduatoria, ma in una città o regione diversa da quella in cui hanno frequentato fino ad oggi. Con le graduatorie definitive, previste per il 28 gennaio, sarà impossibile per questi studenti trovare una sistemazione, sia pubblica che privata, in tempo per l'inizio delle lezioni a febbraio, anche a causa dei diversi criteri adottati dalle agenzie per il diritto allo studio universitario. È responsabilità del Ministero dare disposizioni chiare per tutelare il diritto allo studio, ponendo al centro il benessere mentale e le opportunità degli studenti, e non la strenua difesa delle proprie mancanze» conclude Sahar Locaputo.















