Alcuni suggerimenti sono scritti dall’Istituto superiore di Saità (ISS) presieduto da Rocco Bellantone. Il primo passo è mangiare con consapevolezza, seduti a tavola e non a “mordi e fuggi” né alla scrivania: prestare attenzione – scrive Laura Rossi (ISS) - a cosa mangiamo, come e perché lo facciamo, godere della convivialità. Questo migliora la regolazione dell’appetito, mentre mangiare di fretta o in modo distratto porta ad assumere calorie oltre il necessario. Un pasto vissuto con calma, inoltre, riduce lo stress fisiologico e favorisce una digestione più efficiente che non deve essere distratta da TV o smartphone e simili. “La prima digestione – diceva la Scuola Salernitana - si fa in bocca”, masticando bene, con piccole pause che fanno riconoscere i segnali di sazietà. La dott. Rossi suggerisce piatti semplici, vari, ricchi di vegetali e poco conditi utili per il benessere e il mantenimento di un peso adeguato, non pretendendo diete rigide, punitive.
La convivialità è valore aggiunto da non trascurare. Dopo il pasto o, comunque quando sarà possibile nelle giornata, ritagliarsi 20-30 minuti per muoversi a piedi o in bicicletta; fa bene al fisico e alla mente e – assicura la dr Valentina Minardi (ISS) - riduce l’inquinamento. Sia un buon proposito per il 2026. È un modo efficace per fare esercizio fisico e aiuta a stare meglio: riduce il rischio cardiovascolare e l’insorgenza del diabete, aiutando il controllo del peso corporeo. I pendolari in bicicletta hanno un rischio inferiore del 46% di sviluppare malattie cardiache, del 45% di sviluppare il cancro e del 30% del rischio di insorgenza di diabete di tipo 2 (detto dell’adulto).
Camminare e andare in bicicletta aumenta il flusso sanguigno, rilascia endorfine e riduce i livelli generali di stress. Può migliorare l'umore generale e la qualità del sonno, ridurre lo stress, l'ansia e il senso di spossatezza. E, inoltre produce meno inquinanti dell’aria e riduce il danno acustico. I benefici - conclude la dr Minardi - eccedono i rischi in un rapporto di quasi nove a uno. Un suggerimento prezioso ci invita a salvaguardare la pulizia dell’aria di casa: apriamo più spesso le finestre. L’aria nelle nostre case – fa constatare il dr Gaetano Settimo (Iss) - è spesso addirittura più inquinata di quella esterna: candele, diffusori di fragranze, incensi e olii essenziali nascondono rischi per l’aria che respiriamo. Quindi, , non eccediamo poiché essi rilasciano sostanze organiche volatili, che si accumulano e inquinano l’aria interna causando possibili irritazioni di gola, naso, occhi, cefalee, allergie, problemi respiratori e cardiocircolatori.
Non fumiamo in casa (possibilmente neanche fuori): gli inquinanti chimici rilasciati da fumo, sigarette ed e-cig costituiscono un rischio per la salute. A rischio maggiore bambini e chi già soffre di disturbi respiratori, asma e allergie. Puliamo regolarmente i filtri dei condizionatori. E, infine, sia in estate che in inverno, apriamo spesso finestre e balconi più distanti dalle strade e in ore meno trafficate. L’Iss è al nostro fianco. I suoi consigli sono preziosi e…non interessati.
















