«Non mi sono ancora seduto al tavolo presidenziale»: scherza Antonio Decaro, neogovernatore mentre accoglie i primi tecnici nel suo «Studio Ovale» nel Palazzo del Lungomare. Le librerie sono spoglie (Michele Emiliano ha portato via i cimeli e i ricordi del decennio) e così è tempo per il successore di decidere come «abitare» i nuovi spazi, per scongiurare la deriva anonima dei “non luoghi”.
«Qui metteremo la scritta “Tutta la Puglia” (lo slogan simil-sanremese che ha portato fortuna in campagna elettorale, ndr), in alto posizionerò l’immancabile sciarpa del Bari, che mi aveva seguito anche a Bruxelles nella mia stanza da presidente della Commissione Ambiente. E non potrà mancare la doppia icona di San Nicola e San Domenico, dono del priore della Basilica…»: il primo giorno con i gradi da governatore è tutto calibrato sulle riunioni per la sanità e la task force sulle vertenze del lavoro, l’unica pausa è per mostrare la sua stanza al perseverante giornalista della Gazzetta.
«Sono stato in questi corridoi tante volte...
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